Assalto Inzaghi per sfatare la maledizione

Assalto Inzaghi per sfatare la maledizione

Sul pullman che ieri ha portato la Lazio Primavera a Viareggio, c’era qualche posto libero: dei 24 convocati di Simone Inzaghi sono partiti solo in 22, a cui si è aggiunto Mamadou Tounkara, che nonostante l’infortunio al ginocchio ha voluto seguire i compagni. Che mancasse Luca Crecco, a maggior ragione…

Sul pullman che ieri ha portato la Lazio Primavera a Viareggio, c’era qualche posto libero: dei 24 convocati di Simone Inzaghi sono partiti solo in 22, a cui si è aggiunto Mamadou Tounkara, che nonostante l’infortunio al ginocchio ha voluto seguire i compagni. Che mancasse Luca Crecco, a maggior ragione dopo i pochi secondi giocati domenica a Verona, era prevedibile; Reja e Bollini, però, hanno deciso di tenere a Formello anche Joseph Minala, la grande rivelazione della stagione, autore di un gol anche sabato scorso nel 60 al Trapani. I due, però, restano a disposizione e sono pronti a partire appena riceveranno l’ok dalla prima squadra. Per Keita, invece, nessuna speranza neanche in caso di arrivo in finale: il regolamento del torneo prevede l’obbligo di presentare una lista bloccata prima dell’inizio, e in quella lista il suo nome non c’è.

 

Ostacoli e tabù

Il cammino della Lazio e di Inzaghi (4 vittorie e 1 pari con la Primavera) inizia dal campo principale del torneo, il Bresciani di Viareggio: alle 15 (diretta su RaiSport 1) c’è la sfida ai macedoni del Belasica Strumica, da dove l’Inter nel 2001 prese Pandev. In tv anche la seconda gara, giovedì col Varese, a San Giuliano Terme. Sabato la terza e ultima sfida del girone 6, coi paraguaiani del Club Nacional. La Viareggio Cup è una maledizione: la Lazio non l’ha mai vinta, ha perso 4 finali su 4 (l’ultima nel 1980) e non va in semifinale dal 1999, quando si arrese 10 al Milan in un match che la Lazio chiuse in otto, con l’allora tecnico Fortunato Torrisi che accusò l’arbitro Dondarini (coinvolto in Calciopoli, poi assolto) di aver intimidito i suoi giocatori. In confronto la beffa ai rigori negli ottavi dell’anno scorso con l’Anderlecht (poi vincitore del torneo) è niente.

Gazzetta dello Sport

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