Austerity Lazio in Grecia

Austerity Lazio in Grecia

Come buttare al vento una partita e un pezzo di qualificazione. Alla Lazio riesce il suicidio perfetto ad Atene. Comincia col piglio giusto, sblocca il risultato grazie ad un gentile omaggio del Panathinaikos, ma si esime dal mettere al sicuro il risultato pur avendone la possibilità. E poi nel finale…

Come buttare al vento una partita e un pezzo di qualificazione. Alla Lazio riesce il suicidio perfetto ad Atene. Comincia col piglio giusto, sblocca il risultato grazie ad un gentile omaggio del Panathinaikos, ma si esime dal mettere al sicuro il risultato pur avendone la possibilità. E poi nel finale non resiste al timido forcing dei greci che trovano il pari allo scadere con Toché, come logica del calcio vuole.

Calcoli sbagliati
Davvero imperdonabile l’errore dei biancocelesti di vivacchiare su quel golletto che, peraltro, non è neppure merito loro. Già, perché c’è autorete ed autorete. Quella con cui Seitaridis manda gli ospiti in vantaggio è da Mai dire gol: il difensore, senza essere pressato, passa indietro al portiere dimenticandosi che è fuori dai pali. Tutto troppo facile, avranno pensato i laziali. E infatti da quel momento smettono di giocare, limitandosi a controllare la partita. Ci sarebbero invece le condizioni per chiuderla subito. Basterebbe giocare come nei primi 20 minuti quando – senza neppure pigiare troppo sull’acceleratore – i biancocelesti producono tre palle-gol (palo di Dias quella più clamorosa). Il Panathinaikos oltretutto non c’è, contestato pure dai suoi tifosi che a inizio ripresa cercano il contatto coi laziali. Lo polizia li respinge coi lacrimogeni e l’arbitro per un po’ deve sospendere la gara. Intanto la Lazio sembra che abbia quasi timore a infierire, un po’ come è successo sabato col Milan. Solo che lì i gol di vantaggio erano 3 ed alla fine sono bastati per portare a casa la vittoria. Stavolta, invece, pur con un rivale decisamente più modesto, il patatrac è servito.

Cambi azzeccati e sbagliati
Anche perché, dopo aver sonnecchiato per tre quarti di gara, nel finale il Pana ci mette un pizzico di rabbia. Fondamentali le sostituzioni di Pereira che butta dentro Quincy, Mavria e Toché. I primi due danno il cambio di passo alla manovra, il terzo mette a segno allo scadere il gol del pareggio (con la colpevole complicità della difesa che resta a guardare). Cambi azzeccati per Pereira, sbagliati invece per Petkovic. Dopo aver limitato a tre gli avvicendamenti iniziali da turn over (Ciani, Cavanda e Floccari per Biava, Lulic e Klose) il tecnico gioca la carta Zarate per l’acciaccato Mauri a inizio ripresa, mossa che sbilancia la squadra e le fa perdere i tradizionali punti di riferimento. Ma ancor peggiore è il segnale che l’allenatore mandaa un quarto d’ora dal termine: fuori Hernanes (l’unico a tentare qualcosa nella ripresa) per l’incontrista Onazi. Una squadra che aveva già mentalmente tirato i remi in barca finisce col rinculare di più e consegnarsi al pari avversario. Errori imperdonabili. Con i tre punti la Lazio avrebbe preso il largo in vetta al girone e messo in tasca una bella fetta di qualificazione. Così invece, pur restando prima, dovrà sudarsi fino in fondo il passaggio di turno.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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