Bentornato Klose, ora gli abbracci

Bentornato Klose, ora gli abbracci

«Palla a Klose e ci abbracciamo». Rispolverate lo striscione, riformulate le statistiche. C’è Miro e la Lazio può tornare a vincere. Una lieta notizia. Come ha spiegato Biava, basta la presenza. Dici Klose e le difese avversarie si cominciano a spostare o vengono almeno assalite dalla preoccupazione. Cinquantacinque giorni dopo…

  «Palla a Klose e ci abbracciamo». Rispolverate lo striscione, riformulate le statistiche. C’è Miro e la Lazio può tornare a vincere. Una lieta notizia. Come ha spiegato Biava, basta la presenza. Dici Klose e le difese avversarie si cominciano a spostare o vengono almeno assalite dalla preoccupazione. Cinquantacinque giorni dopo l’ultima volta e l’infortunio di Marassi, il tedesco torna nella lista dei convocati. La Lazio e Petkovic sorridono, si sentono più forti, quasi al sicuro. Dopo aver negato in tutte le maniere la dipendenza da Klose, il tecnico di Sarajevo non vede l’ora di rimetterlo in campo. A metà settimana lo ha sottoposto a una doppia seduta di lavoro atletico che forse
Si era infortunato il 3 febbraio, sta finendo il rodaggio Dall’inizio Kozak favorito su SahaMiroslav, così maniacale e prudente nel gestire il suo riavvicinamento al campo, avrebbe evitato. E ieri alle tre del pomeriggio, due ore prima di ritrovare la squadra per la rifinitura, ha persino fatto balenare una suggestiva tentazione.  «Saha? Non lo so se giocherà dall’inizio. Ho due soluzioni per l’attacco. Anzi tre, perché c’è anche Klose. Parlerò con Miro dopo l’allenamento, non so se è il caso di farlo partire dal primo minuto e vedere quanto dura o inserirlo a partita in corso» ha raccontato Petkovic, prendendo in contropiede e spiazzando la platea. Già, perché tutti si aspettano Miro sganciato soltanto nella ripresa. Una ventina di minuti, o poco più, per scaldare i muscoli e portare avanti il rodaggio verso il derby con la Roma. Nessuno, in realtà, immagina di vederlo in campo tra i titolari.

PRUDENZA – Forse Petkovic spera davvero di mandarlo subito in campo, ma alla fine sceglierà per la soluzione più prudente. La cautela dovrebbe prevalere, anche se l’ultima settimana di lavoro del tedesco è stata molto positiva. Quattro giorni di allenamenti con il gruppo, però, non possono bastare per entrare in campo dal primo minuto. Miroslav Klose si era infortunato il 3 febbraio a Marassi verso la fine del primo tempo della partita con il Genoa a causa di un brutto intervento di Manfredini. Lesione al legamento collaterale esterno del ginocchio destro. Doccia gessata e tutore, una lunga serie di controlli dal professor Muller Wohlfahrt, la fisioterapia e la riabilitazione. Lunedì 18 marzo, neppure due settimane fa, ha avuto il via libera per tornare a lavorare sul campo: corsa dritta, poi cambi di direzione, infine il pallone. Il rodaggio è quasi finito. Ora gli mancano la partita e i contrasti, il ritmo che si riacquisisce soltanto giocando. Ecco perché Klose oggi al massimo abbandonerà la panchina per entrare nel finale. Sono stati rispettati i tempi previsti all’epoca dell’infortunio (6-8 settimane), ma le tabelle del suo recupero erano state indirizzate verso il derby con la Roma, un appuntamento a cui Miro non intende mancare.

KOZAK – Il Catania è un assaggio, dovrebbe trasformarsi (nei piani della Lazio) in un morbido ritorno. E solo la presenza di Klose, come dice Biava, può aiutare la squadra a riacquistare coraggio, personalità, forza. In campionato è mancato, è mancato moltissimo. E la Lazio, soltanto una volta, è riuscita a vincere. Era la sera del 25 febbraio, il fragilissimo Pescara di Bergodi venne piegato (si fa per dire) da una doppietta firmata da Radu e Lulic. Quella è stata l’unica occasione, fatta eccezione per i due successi in Europa League con Borussia Moenchengladbach e Stoccarda, in cui la Lazio ha vinto. Oggi toccherà a Kozak o Saha guidare l’attacco. Petkovic sceglierà i migliori, i suoi giocatori preferiti e ieri non è sembrato molto caldo nei confronti del francese. Il ceco mantiene un vantaggio per entrare nel blocco dei titolari. Poi, nel finale, si celebri il ritorno di Klose. Abbracciandosi.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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