Biava re dei passaggi

Biava re dei passaggi

Diciannove presenze, un gol messo a segno, il perno della difesa della Lazio. Giuseppe Biava non smette di stupire. Trentacinque anni messi al servizio di una saggezza tattica che gli permette di prendere le misure ad avversari molto più giovani. Anche contro attaccanti brevilinei il senso dell’anticipo non lo fa…

Diciannove presenze, un gol messo a segno, il perno della difesa della Lazio. Giuseppe Biava non smette di stupire. Trentacinque anni messi al servizio di una saggezza tattica che gli permette di prendere le misure ad avversari molto più giovani. Anche contro attaccanti brevilinei il senso dell’anticipo non lo fa sfigurare nell’uno contro uno. Fin qui le note positive, peraltro non inedite. Ciò che ha consegnato però Lazio-Atalanta dice anche di un Biava nelle inedite vesti di… suggeritore. Meglio di lui nella speciale classifica dei passaggi riusciti hanno fatto soltanto Cigarini e i compagni di squadra Radu e Hernanes. Quarantotto passaggi andati a segno, soprattutto per un difensore, sono un bottino niente male.

SARACINESCA – Biava sempre in campo: era in panchina al San Paolo, la Lazio prese tre gol, ma chiamiamole solo coincidenze. Quello che certamente fortuita non è la tenuta difensiva dei biancocelesti che, oltre a Biava, hanno in Radu un talismano. Da quando il rumeno è rientrato in occasione del derby con la Roma, la squadra di Petkovic ha incassato soltanto tre gol. Dalla partita successiva, quella contro la Juve, il tecnico bosniaco non ne ha più fatto a meno, schierandolo sempre dal primo minuto. Radu garantisce un solido filtro difensivo insieme a una spinta costante sulla corsia esterna. Essenziale nella visione tattica di Petkovic, Radu rappresenta, insieme a Biava, forse la cartolina più nitida della compattezza del gruppo biancoceleste che si appresta a lanciare la sfida finale per lo scudetto alla Juve.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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