Numeri da Scudetto

Numeri da Scudetto

Eccolo là, lo scudetto. E’ vicino, s’intravede, quanto è bello, luccica, viene voglia di toccarlo. Eccola là, la Juventus capolista. Si può acchiappare, ora più che mai. Il sogno tricolore è possibile, è concreto, è reale. La Lazio vince senza sosta, nelle ultime giornate ha corso a perdifiato e s’è…

Eccolo là, lo scudetto. E’ vicino, s’intravede, quanto è bello, luccica, viene voglia di toccarlo. Eccola là, la Juventus capolista. Si può acchiappare, ora più che mai. Il sogno tricolore è possibile, è concreto, è reale. La Lazio vince senza sosta, nelle ultime giornate ha corso a perdifiato e s’è avvicinata al primo gradino. Quarantadue punti, meno 3 dalla Juve, dice la classifica. E’ il frutto di una rimonta furiosa. Dallo scontro diretto di Torino in poi (17 novembre scorso, 0-0) la Lazio ha conquistato 19 punti sui 21 disponibili. La Juventus ne ha racimolati solo 13, è in calo. Petkovic ha preso sei punti a Conte, lo tampina.
IL CONFRONTO – Che Lazio! Il raffronto con gli anni passati è presto fatto: Petkovic ha eguagliato Eriksson, alla 20ª giornata del campionato scudettato 1999-00, lo svedese aveva 42 punti, ma era primo in classifica. Maestrelli, altro mister tricolore, nella stagione 1973-74 alla 20ª giornata era a quota 43 punti
(abbiamo considerato i tre punti per vittoria). Al secondo posto, dopo il 20º turno, la Lazio arrivò anche con Reja, era la stagione 2010-11, il primo posto era però lontano 4 punti. L’anno scorso, invece, Edy era a 36 punti (Petkovic è a più 6). E’ una Lazio irrefrenabile, ha battuto l’Atalanta e ha centrato il quattordicesimo risultato utile di fila. Vlado ha eguagliato Zeman (stagione 1994-95), quell’anno il boemo si piazzò secondo in classifica. Il tecnico bosniaco ora insegue Delio Rossi, nell’annata 2006/07 inanellò quindici risultati utili. Più lontani Mancini (18 risultati positivi nella stagione 2002/03) e il mago Eriksson (24 risultati utili nell’anno 1999-00, quello del secondo scudetto). E’ una Lazio affamata, in casa domina, stravince. Petkovic ha messo a verbale il successo casalingo numero nove, nessuno ha fatto come lui in serie A. Ha vinto 9 volte all’Olimpico su 11 partite (un pareggio e una sconfitta recita il resto dello score, 28 punti su 33), le altre concorrenti dirette hanno fatto di meno.

I MOTIVI – La Lazio crede nello scudetto anche se non lo dice, non ne ha bisogno, meglio rimanere nell’ombra per quanto possibile. La Lazio è più in forma della Juve, lo dicono i numeri. La banda di Petkovic ha accusato un calo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ma dal derby in poi ha iniziato a sprintare. Il conto è fatto: nelle ultime nove partite la Lazio ha centrato sette vittorie e due pareggi (contro Juventus e Bologna). Vlado è scatenato, ieri ha calato il poker, ha conquistato la quarta vittoria consecutiva in campionato (Inter, Sampdoria, Cagliari e Atalanta). La Lazio è l’anti-Juve, è la squadra più continua insieme al Napoli, ma gli azzurri stanno scontando la penalizzazione. La Lazio crede nello scudetto perché è più fresca rispetto alla Juve, sta gestendo meglio il turnover, sta vincendo in casa e fuori, non fa differenza tra un impegno e l’altro. Continuando così l’aggancio è possibile, ma le proiezioni possono essere fatte a medio termine, il resto si vedrà. Petkovic, rispetto a Conte, ha più soluzioni tattiche, riesce a cambiare identità in corsa e la squadra lo segue. Più varieta di moduli, meno pressioni, più freschezza: ecco perché la Lazio può dare filo da torcere ai bianconeri sino al termine del campionato.

I GOL – Petkovic chiede ancora miglioramenti, è giusto, può ottenerli. La Lazio deve credere nello scudetto
perché il suo gioco non è ancora tornato scintillante, non è lo stesso di inizio stagione. Eppure la squadra
continua a vincere, continua a raccogliere punti. Petkovic s’aspetta miglioramenti nel giro di due-tre settimane, è stato chiaro nei giorni scorsi. La Lazio corre, vuole ritrovare il suo gioco, intanto ha trovato gol pesanti dai difensori (vedi Konko contro il Cagliari) e dagli altri attaccanti (vedi Floccari ieri). L’Atalanta è tornata a casa con due gol sul groppone, i biancocelesti non chiudevano una partita con due reti di scarto da Lazio-Udinese del 27 novembre (quella volta il match in verità finì 3-0). E lo scudetto è lì.

Il Corriere dello Sport

 

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