Bizzarri contro il suo passato

Bizzarri contro il suo passato

– Benji s’allena, parando i rigori. Con un secondo nome così, non poteva che fare il portiere: Albano Bizzarri torna a Catania, con una missione da titolare. L’Etna ce l’ha ancora dentro, è un vulcano d’orgoglio, eppure fuori è così “Calmo”. Era il suo soprannome quando si tuffava sul mar…

– Benji s’allena, parando i rigori. Con un secondo nome così, non poteva che fare il portiere: Albano Bizzarri torna a Catania, con una missione da titolare. L’Etna ce l’ha ancora dentro, è un vulcano d’orgoglio, eppure fuori è così “Calmo”. Era il suo soprannome quando si tuffava sul mar Ionio e si specchiava sulla costa. Imperturbabile, mercoledì notte ha afferrato il Toro per le corna, domani stritolerà
A Formello sulla sua strada ha trovato prima Muslera e poi Marchetti. Però sa farsi trovare prontofra i guantoni il suo cuore: il sole della Trinacria non potrà mai oscurarlo. Illumina tutti gli argentini, li fa splendere. Chiedetelo a Carrizo, clamoroso al Cibali: sei mesi di Catania, è rinato portiere in Italia. Ironia del destino, Marchetti ai box, il “gran arquero” scalderà la panchina al Massimino. Sbircerà la sfida di tango fra i pali, Bizzarri-Andujar. Balletti da Bombonera.
LA CONSACRAZIONE – Bentornati al Sud. Riecco Bizzarri fra i pali a Catania, lì dove si consacrò fra baci e abbracci di mister Zenga:  «Albano è un grande portiere. E’ uno che ti garantisce un rendimento costante. A me non interessa l’estremo difensore che una domenica ti gioca da sette o da otto e quella successiva da quattro. Bizzarri è sistematicamente sopra la sufficienza» . Dieci in pagella in quella stagione a San Siro contro l’Inter (finì 2-1 per i nerazzurri, Albano s’inchinò soltanto a un’autorete e a un autogol fantasma) e a Torino con la Juve: 1-1 e raffica di miracoli. In cielo.
FUORI ROSA – Santo subito nel derby. A Catania nessuno mai rimuoverà quell’orgoglio siciliano, quel poker (4-0) schiaffato in faccia al Palermo. Sotto l’Etna, un’eruzione di felicità. Prima dello sconforto di Bizzarri. Lo ricorda ancora Zenga:  «Nel Catania fece grandi cose, negli ultimi sei
In Sicilia si era rilanciato Carrizo Al suo posto è tornato un altro argentino: Andujarmesi ebbe dei problemi con la società, non giocò le ultime sette partite e noi perdemmo cinque volte…» . Albano s’era già accordato con la Lazio e venne relegato in tribuna. Pagò la fame di gloria, la voglia di volare in una grande squadra. Uno scotto doppio, dopo lo sbarco a Formello. Perché, ieri Muslera, oggi Marchetti hanno ostruito la sua strada, gli hanno complicato i piani. E Bizzarri è finito in rete. Autogol.
SEMPREVERDE – Secondo d’oro con licenza di parare. Non s’arrende mai, Bizzarri. Ha firmato il rinnovo in estate, a 34 anni la sfida biancoceleste continua. Marchetti ai box, Albano s’è subito rilanciato. Mercoledì sera una strepitosa parata su Cerci:  «Lui è così – spiega Zenga –  perché può anche non giocare per vario tempo, ma quando torna tra i pali è come se non fosse mai uscito. Di Bizzarri mi ha sempre colpito la tranquillità, la infonde ai compagni, si fa trovare pronto, in campo faceva stare tutti sereni» . Nello spogliatoio biancoceleste è una tisana anti-stress, un leader.
CARRIZO – Una “gambeta” da paura. Scorrono ancora brividi sulle schiene laziali, quando intravedono Carrizo o origliano il suo nome. Eppure l’argentino, in sei mesi di Catania, era tornato “gran arquero”. Lo scorso marzo s’era preso una bella rivincita sugli attuali compagni. Fermò la Lazio, si trasformò in un muro d’istinto, allontanò il profumo biancoceleste d’Europa: il Catania vinse uno a zero al Massimino.Juan Pablo si fece perdonare con una gioia capitolina: il 5 maggio parò un rigore a Totti. Odio spurgato.

Il Corriere dello Sport

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