BOOM BOOM FELIPE – Anderson rivuole il posto!

BOOM BOOM FELIPE – Anderson rivuole il posto!

ROMA – Felipe come prima: «Sono rientrato in fretta dall’infortunio e sono sicuro che fra due-tre partite ritroverò il ritmo e l’intensità». A Udine Anderson non era ancora pimpante, nell’ultima settimana però sfrecciava a Formello come se non ci fosse un domani. Come se non dovesse scontare la squalifica col…

ROMA – Felipe come prima: «Sono rientrato in fretta dall’infortunio e sono sicuro che fra due-tre partite ritroverò il ritmo e l’intensità». A Udine Anderson non era ancora pimpante, nell’ultima settimana però sfrecciava a Formello come se non ci fosse un domani. Come se non dovesse scontare la squalifica col Palermo. Obiettivo Sassuolo. Oggi metterà altra benzina per lo sprint, la Serie A ormai gli scorre nelle vene: «Per capire il calcio italiano serve tempo, è molto diverso da quello brasiliano. All’inizio della scorsa stagione venivo da un infortunio e da quattro mesi trascorsi lontano dal campo. Ho appreso molto dal punto di vista dell’intensità di gioco e della tattica. Adesso so cosa devo fare». Spara, Felipe, Spara. Come prima di quel maledetto derby.

 

 

PASSATO – Due mesi boom boom. Cinque gol in 5 partite di campionato e cinque assist. Dieci degli ultimi undici centri (su 33) accarezzavano i piedi di Anderson sino all’11 gennaio. Felipe anno vecchio e nuovo: devastante a dicembre, letale a inizio 2015. E persino nel primo tempo della stracittadina. Un assist da visionario, un sinistro avvelenato, sei dribbling ubriacanti su 10 riusciti in 65′ con la Roma, prima che Astori lo mettesse al tappeto. Adesso Anderson, rialzati e cammina. Riprenditi le stigmate di Ronaldo: «Non scherziamo, devo migliorare ancora molto per arrivare al suo livello. Credo che il complimento di Mihajlovic, dopo la partita con la Samp, si riferisse al fatto che siamo entrambi molto veloci, ma il nostro stile di gioco è differente. Io somiglio più a Kaká e a Ganso. Cristiano Ronaldo è completo, il migliore del mondo. Io dovrei entrare più spesso in area di rigore ed essere più incisivo sotto porta». Eppure quel logo FA7 non sembrava così ingombrate un mese fa, fra una magia e un’altra.

FUTURO – Ci sono pochi dubbi, è soprattutto il brasiliano l’arma inaspettata per puntare al terzo posto. Poi bisognerà lucidarla e rimetterla in cassaforte. Non ci sono più solo i bisbigli di Raiola, ma gli occhi fissi dell’Atletico Madrid. Simeone lo seguiva dai tempi del Santos, ma mica Felipe aveva questo fuoco negli occhi. E’ fede biancoceleste, guai a non sfoggiarla: «Io sono umile, ma mi sento già importante per la Lazio. E voglio esserlo anche per il Brasile. La Selecao resta il mio grande sogno, mi farò trovare pronto per quando arriverà il momento d’indossare quella maglia». Adesso calza a pennello quella Bandiera: «La più bella di sempre». Non a caso già esaurite tutte le nuove prenotazioni dei tifosi. Che da oggi potranno correre al botteghino per scaldare un seggiolino per la semifinale di Coppa Italia contro il Napoli. Prezzi popolari: 14 euro in Curva e Distinti, 30 in Tevere. Poco importa che all’Olimpico non ci sarà un altro 26 maggio. (Il Mesaggero)

Cittaceleste.it

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