“Bravissimi a tener duro”

“Bravissimi a tener duro”

 Non è banale uscire indenni dalla tana del Tottenham, disinnescare i cross di Bale e Lennon, resistere alle incursioni di Defoe. Non è banale, e non è nemmeno fortuna: la Lazio soffre, ma svela solidità e carattere, compensa persino l’opacità di Hernanes e Klose, sospira di sollievo per due gol…

 Non è banale uscire indenni dalla tana del Tottenham, disinnescare i cross di Bale e Lennon, resistere alle incursioni di Defoe. Non è banale, e non è nemmeno fortuna: la Lazio soffre, ma svela solidità e carattere, compensa persino l’opacità di Hernanes e Klose, sospira di sollievo per due gol annullati (giustamente) agli Spurs ma rimpiange anche un paio di contropiede spezzati e un tiro splendido di Gonzalez finito sulla traversa. Il pareggio regala la stessa soddisfazione delle cinque vittorie infilate in avvio di stagione, riassume la forza e la personalità di una squadra promossa al primo grande esame europeo.
PAURA – Vladimir Petkovic è sereno, nelle pieghe di una partita prevedibilmente complicata ha trovato le risposte che cercava:  «Da un certo punto di vista, ho trovato la mia Lazio: lo zero a zero è meritato e giusto. Possiamo essere contenti del punto, d’altronde sapevamo che avremmo dovuto soffrire: l’importante è non aver provocato noi la sofferenza, ma un avversario forte fisicamente e velocissimo, di livello superiore a tante squadre. Abbiamo incontrato difficoltà in particolare all’inizio, ma dopo una mezz’ora abbiamo preso le misure e chiuso le fasce, dove nascevano le insidie maggiori. E anche noi, con qualche tiro, abbiamo messo un po’ di paura al Tottenham, creando buonissime occasioni» .
DIFESA – Andrè Villas Boas è rimasto stupito dall’atteggiamento difensivo della Lazio: dvd e relazioni gli avevano ritratto una squadra più spigliata e portata a fare gioco:  «Voglio una squadra camaleontica – spiega l’allenatore biancoceleste –  che deve tener conto della forza dell’avversario. Bisogna essere sinceri, ci hanno messo in difficoltà: siamo stati bravissimi a non subire gol» . Un paio, in verità, li ha subiti: annullati dall’arbitro con decisioni che non convincono appieno gli Spurs. Petkovic non s’addentra (  «Affido l’analisi ai filmati, ma anche a noi non vengono fischiati alcuni falli che sembrano evidenti» ), piuttosto si sofferma
«Pareggio meritato e vedo una squadra camaleontica. Bene e con personalità Onazi e Cavanda»sulla qualità della difesa:  «Sta andando molto bene, ma se non prendiamo gol i meriti appartengono anche agli altri reparti: abbiamo lavorato molto con attaccanti e centrocampisti, si sacrificano e aiutano a non subire» . Michael Ciani, in questo contesto, rischia di faticare a trovare spazio, ma il tecnico è tranquillo:  «Lo vedo bene, sempre più pronto per entrare nel gruppo» .
TURNOVER – Note liete dai giovani, Luis Pedro Cavanda e Ogenyi Eddy Onazi:  «Una buona prova per entrambi, soprattuto Cavanda ha disputato un’ottima partita considerato quanto gli inglesi sono forti sulle fasce. Anche Onazi, però, ha dimostrato personalità, è stato bravo a dare una mano nel controllo e a proporsi. Devono continuare così, possono crescere ancora: l’importante è lavorare sodo e pretendere sempre di più da se stessi» . Scelte dettate dalla defezioni, l’Europa League è un obiettivo e dunque niente turnover:  «Potrebbe esserci alla prossima partita, ma non deciderò prima di sabato sera: in questi giorni voglio valutare bene la condizione della squadra» .
TIFOSI – Una risposta su Maurito Zarate (  «L’ho mandato in campo perché si doveva tenere palla e puntare in avanti» ), un nuovo complimento ai ragazzi (  «Hanno giocato con la mentalità che mi piace: lo testimonia come siano andati a cercare il gol dopo aver sofferto» ) e infine un pensiero ai tifosi saliti fin quassù. Erano in duemila, sugli spalti del White Hart Lane, orgogliosi della Lazio:  «Li ringrazio per tutto quello che hanno fatto prima, durante e dopo la partita. E’ stato bello averli qua, sentirli in mezzo ai tanti supporters del Tottenham. Sono felice del risultato e di quanto abbiamo fatto sul campo perché è stato già un primo ringraziamento» . Nessuna risposta ai media inglesi che chiedono degli ululati razzisti rivolti a Defoe:  «Non ho sentito e non posso commentare» .

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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