Brocchi vuole subito il campo

Brocchi vuole subito il campo

ROMA – La diagnosi non aveva lasciato spazio a speranze. E gli esami cui Cristian Brocchi si è sottoposto ieri mattina, prima dell’intervento, non hanno fatto altro che confermare le sensazioni peggiori. Il fallaccio di Matuzalem era andato – con precisione chirurgica – a peggiorare una situazione già particolarmente problematica.LA…

ROMA – La diagnosi non aveva lasciato spazio a speranze. E gli esami cui Cristian Brocchi si è sottoposto ieri mattina, prima dell’intervento, non hanno fatto altro che confermare le sensazioni peggiori. Il fallaccio di Matuzalem era andato – con precisione chirurgica – a peggiorare una situazione già particolarmente problematica.

LA DIAGNOSI – Il centrocampista milanese prima dell’operazione ha svolto i controlli che hanno evidenziato una piccola infrazione al livello della base e del secondo metatarso e una lussazione metatarso-falangea del terzo dito del piede destro. Già quello che lo aveva costretto lontano dai campo per quasi un anno.

IL FUTURO – Il ritorno in campo era stato lentissimo, il dolore forte e i primi appoggi facevano ancora paura. Nel pomeriggio di Genova invece le gambe sembravano girare meglio e allora Brocchi si era sentito forte, tanto da partire palla al piede. L’inconveniente è stato però l’intervento a forbice del suo ex compagno Matuzalem. Che ha conficcato i tacchetti proprio in quella zona dove la guarigione ancora non era perfettamente completata. Un nuovo infortunio su una parte già lesionata. Sfortuna nera che allunga ombre sul futuro sportivo di Brocchi. Il calciatore aveva già annunciato che ogni decisione l’avrebbe rimandata a dopo l’operazione. L’intervento di ieri del dottor Lovati teso a ridurre la frattura, in qualche maniera può essere dirimente, soprattutto dal punto di vista psicologico. Quello che attende Brocchi infatti è certamente una strada in salita qualora decidesse ancora di volersi aggrappare alla maglia e dimostrare di essere un calciatore nonostante i tremntasette anni e, a questo punto, i due seri infortuni subiti.

LE PAROLE – Il medico sociale della Lazio, Stefano Salvatori, ha chiarito alcuni aspetti a Lazio Style Radio: « L’intervento è andato bene. C’era una lussazione da ridurre, che richiedeva un’operazione a cielo aperto o tramite un mezzo di sintesi. Noi abbiamo tentato di optare per la prima soluzione, ma il ragazzo è molto determinato e abbiamo completato con l’inserimento di un filo: tale filo servirà a stabilizzare l’articolazione, dovrà tenerlo per 3-4 settimane. Per delineare tempi di recupero più precisi, dovremmo attendere almeno 6 settimane, in cui verranno svolti controlli radiografici ogni settimana. In ogni caso siamo molto soddisfatti, l’intervento è durato poco, il risultato è stato subito positivo. Il dubbio era se mettere una doccia gessata o meno, abbiamo optato per un bendaggio. Il ragazzo non dovrà poggiare per terra l’arto operato per un periodo di 3 settimane». L’impegno assunto dallo staff medico è quello di restituirlo al campo prima della fine della stagione: « Abbiamo scelto la riduzione della lussazione tramite sintesi proprio con questo tipo di obiettivo. Il ragazzo ha manifestato la voglia che venga fatto il massimo dal punto di vista medico, perché vuole rimettere piede in campo. Sono ottimista sul fatto che qualcosa si possa anticipare».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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