Caccia all’impresa, “Più forti del destino”

Caccia all’impresa, “Più forti del destino”

Rimontona o remontada? In italiano o in spagnolo? Alla Lazio, ovviamente, importa poco. Quel che conta è che ci sia, la rimonta. Sarà difficile, molto difficile, ribaltare il 2-0 subito a Istanbul dal Fenerbahce, anche perché la squadra biancoceleste scenderà in campo in formazione rimaneggiata e senza l’apporto del pubblico.…

Rimontona o remontada? In italiano o in spagnolo? Alla Lazio, ovviamente, importa poco. Quel che conta è che ci sia, la rimonta. Sarà difficile, molto difficile, ribaltare il 2-0 subito a Istanbul dal Fenerbahce, anche perché la squadra biancoceleste scenderà in campo in formazione rimaneggiata e senza l’apporto del pubblico. Ma la formazione romana ci crede e questo, in fondo, è l’unico ingrediente davvero indispensabile per riuscire nell’impresa.

Petko carica
«Abbiamo meno del 50% di possibilità di passare il turno — attacca Petkovic — ma ci crediamo e ci crederemo fino alla fine. Il Fenerbahce è un’ottima squadra, per noi è motivo d’orgoglio giocarci l’accesso alle semifinali di Europa League con un club così importante. Più forte di noi? Non lo so, sarà il campo a dirlo alla fine della partita». Quella di andata si è chiusa con un risultato negativo e tra mille polemiche per le decisioni arbitrali che hanno fortemente penalizzato la Lazio. «Ma adesso — osserva saggiamente il tecnico — dobbiamo pensare unicamente al compito che ci attende in questa gara di ritorno. Servirà tanta pazienza e rispetto dell’avversario. Dovremo cercare di segnare il prima possibile ed imporre il nostro gioco dall’inizio alla fine».

Assenze e porte chiuse
Dovrà farlo, la Lazio, con una formazione largamente incompleta. Petkovic deve sicuramente fare a meno degli squalificati Mauri e Onazi e degli infortunati Dias, Konko e Pereirinha. Ma altri tre biancocelesti sono in dubbio: Gonzalez, Ederson e Radu. Sono tutti acciaccati e, anche se scenderanno in campo (come dovrebbe essere) non saranno al meglio. In condizioni precarie è pure Klose (ha una caviglia gonfia, «ricordo» del duro intervento di De Rossi nel derby). Il tedesco partirà così dalla panchina, pronto a entrare nel finale. Quello delle assenze, peraltro, non è l’unico handicap per la Lazio: c’è anche quell’Olimpico deserto causa squalifica Uefa. «E’ sicuramente penalizzante, come abbiamo già visto con lo Stoccarda. Ma possiamo farcela lo stesso». D’altro canto, in merito alle motivazioni delle porte chiuse, Petkovic ammette: «Il razzismo è una gran brutta cosa». Ma aggiunge: «L’importante è che ci sia uniformità di giudizio. Ben vengano anche pene più severe, a patto che paghino tutti quelli che si macchiano di queste cose e non solo alcuni…».

Impresa storica
La Lazio, insomma, non vuole farsi condizionare né dalle assenze né dai fattori ambientali. E deve anche ignorare i suoi precedenti tentativi di rimonta in Europa, tutti negativi quando c’è stato da ribaltare una sconfitta superiore al gol di scarto. In tre occasioni i biancocelesti sono stati chiamati alla rimonta e non è mai andata bene (Coppa Uefa 1973-74: Ipswich-Lazio 4-0, Lazio-Ipswich 4-2. Champions 1999-2000: Valencia-Lazio 5-2, Lazio-Valencia 1-0; Coppa Uefa 2002-03: Porto-Lazio 4-1; Lazio-Porto 0-0). Sarebbe dunque un’impresa storica per la Lazio. E storico sarebbe anche l’accesso alle semifinali. Solo in tre occasioni, infatti, i biancocelesti sono arrivati al penultimo atto di una competizione europea, l’ultima è vecchia di dieci anni.

La Gazzetta dello Sport

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