Calcioscommesse: Il tesoro è in Svizzera

Calcioscommesse: Il tesoro è in Svizzera

Il tesoro sarebbe custodito in Svizzera, come da tradizione. Un tesoro alimentato negli anni da un flusso costante di denaro e legato a doppio filo con scommesse e combine. Non solo, la Procura di Berna-Mittelland è convinta che dietro ci sia la criminalità organizzata: le modalità fanno pensare al riciclaggio.…

Il tesoro sarebbe custodito in Svizzera, come da tradizione. Un tesoro alimentato negli anni da un flusso costante di denaro e legato a doppio filo con scommesse e combine. Non solo, la Procura di Berna-Mittelland è convinta che dietro ci sia la criminalità organizzata: le modalità fanno pensare al riciclaggio. Al centro di questa brutta storia ci sarebbe un calciatore italiano che fonti investigative definiscono «importante». Il conto segreto riconduce a lui. E gli indizi non finiscono qui. Ha già avuto problemi con la giustizia per fatti simili: è indagato a Cremona per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Insomma, il cerchio si restringe notevolmente, ma lascia lo stesso aperte molte porte. A breve il nome sarà noto: i magistrati svizzeri hanno chiesto di sentirlo, insieme con altre 5 persone. È probabile che il giocatore sia convocato dagli uomini della squadra mobile di Cremona e dello Sco di Roma per rispondere alle domande del gip Salvini, alla presenza quasi scontata del procuratore capo Di Martino. Le novità svizzere rafforzano la pista italiana legata a un’organizzazione «transnazionale» in grado di spostare capitali importanti da una parte all’altra del mondo, poi utilizzati per le combine.

Punti di contatto 
Ma Berna non si è limitata a chiedere l’interrogatorio del calciatore. Da fonti attendibili si apprende di una maxi rogatoria per avere quasi tutti gli atti, intercettazioni comprese. Migliaia e migliaia di pagine, da spulciare evidentemente alla ricerca di altri punti di contatto tra le due inchieste. L’ipotesi è la stessa che da tempo sostengono diverse procure italiane: combine e scommesse hanno attirato l’attenzione della criminalità organizzata. Non si tratta solo di lucrare attraverso le partite taroccate, ma soprattutto riciclare fiumi di denaro nel modo più semplice. Ci sarebbero vari strati per rendere difficile l’individuazione dei registi di queste operazioni spericolate.

Il ruolo dei giocatori
I primi a essere scoperti, secondo chi indaga, sono proprio i calciatori. Utilizzati per ovvie ragioni, corruttibili in modo semplice e indispensabili per avere certezze sui risultati. Salendo c’è una prima «eminenza grigia» composta dai finanziatori e persone facoltose. Spesso sono loro ad agganciare i giocatori, coinvolgendoli prima nelle scommesse per poi trascinarli al passo successivo (gli illeciti). L’inchiesta di Bari sta proprio portando alla luce questo tipo di sistema. Risalendo ancora si arriva alla criminalità che gestisce direttamente le agenzie di bookmaker e si muove tramite «persone fidate». Che possono essere anche calciatori. Sarebbe il caso in questione.

Altri sospetti e Gegic

Il giocatore «importante» avrebbe aperto il conto (forse attraverso un prestanome) dove sono transitate somme elevate e di provenienza sconosciuta. A Berna non hanno dubbi: si tratta di riciclaggio. E dentro ci sono i proventi delle combine. Ecco il perché della rogatoria con richiesta d’interrogatorio. Un passo che potrebbe preludere a qualcosa di più serio. Non solo, visionare quasi tutti gli atti può voler dire una cosa: si stanno cercando nuovi punti di contatto e forse altri giocatori invischiati nello stesso giro. Non resta che attendere gli sviluppi nei prossimi giorni. Quando tra l’altro dovrebbe finalmente costituirsi il latitante Almir Gegic. A Cremona tutto è pronto per accoglierlo.

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide-Cittaceleste.it

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