Candreva, il futuro è intorno a lui

Candreva, il futuro è intorno a lui

E’ stata come una molla. Mentre era lì che mordeva il freno per entrare in campo ha visto Sau sgusciare tra le gambe di Dias e infilare Marchetti. E lì che Candreva ha capito che serviva il suo apporto, che una botta alla coscia non poteva certo fermarlo. I primi…

E’ stata come una molla. Mentre era lì che mordeva il freno per entrare in campo ha visto Sau sgusciare tra le gambe di Dias e infilare Marchetti. E lì che Candreva ha capito che serviva il suo apporto, che una botta alla coscia non poteva certo fermarlo. I primi appoggi, la gamba tiene e il piede risponde. E’ ora di lasciar sprigionare tutta l’energia, di prendere per mano una squadra apparsa sino a quel momento senza grande brio.

La scossa – La Lazio che si gode il secondo posto in classifica, che ha ridotto a cinque i punti di svantaggio dalla Juve, che macina record, sabato sera aveva però tremato. Perché il Cagliari cortissimo, con gli attaccanti che si trasformavano nei primi centrocampisti, aveva imbrigliato le manovre di Petkovic. O meglio la Lazio continuava nel giro palla, ma lo faceva in maniera lenta, sterile. Nessuno cercava l’imbucata e affidarsi esclusivamente all’estro di un calciatore (Mauri) alla lunga può rivelarsi pericoloso. Da uomo di campo qual è, a Petkovic tuttavia non è sfuggita la giornata storta di Gonzalez e ha deciso di richiamarlo in panchina. In quel momento, non ce ne voglia l’uruguaiano, la partita è cambiata. Candreva è l’unico biancoceleste (se si eccettua uno splendido doppio passo di Hernanes nel primo tempo) che ha avuto il coraggio di tentare l’uno contro uno e di cercare la porta anche dalla distanza.

Il cambio tattico – Petkovic lo ha spedito alto a destra, l’esterno ha preso le misure e ha iniziato a macinare gioco. Corsa, accelerazioni, ha messo in allarme la difesa rossoblù. Candreva ha dato alla Lazio quel dinamismo cui la Lazio non sembra poter fare a meno. La struttura di gioco di Petkovic è solida e continua a offrire garanzie. La posizione in classifica e la striscia positiva ne sono la testimonianza più evidente. Però è proprio quando una squadra è al top che ci si deve interrogare su come da una parte mantenere questi standard e dall’altra, se possibile, migliorarli ancora. Il modulo con tre giocatori offensivi sembra da questo punto di vista garantire la maggiore pericolosità e imprevedibilità alla manovra della Lazio. Candreva è letale, impossibile rinunciargli. E la sua presenza in campo alleggerisce anche i compiti di Mauri, cui può – deve – essere concessa una partita senza effetti speciali.

I segnali – Leader silenzioso, non per forza. Quando c’è da far sentire la sua voce, si sente. Come quando si è preso la responsabilità di calciare il rigore concesso per l’atterramento di Klose. Hernanes e dopo anche lo stesso tedesco sono i rigoristi designati. Ma Candreva sentiva di poter regalare il gol della vittoria alla sua Lazio. Alla squadra che ha preso per mano e tirato fuori in un momento delicato. Ma è proprio adesso che la Lazio non deve commettere un errore che potrebbe rivelarsi gravissimo: pensare che Candreva possa bastare alla Lazio. Una società che meritatamente chiude il girone d’andata al secondo posto, a cinque lunghezze dalla corazzata Juve, ha bisogno almeno di un sostituto all’altezza. Uno che sappia saltare l’uomo e creare superiorità. Il presidente Lotito, che ha le capacità di tornare sul mercato, si assicuri un esterno di spessore. Questa Lazio lo merita.

Il Corriere dello Sport

Juvenews

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