Candreva sogna un’altra magia

Candreva sogna un’altra magia

Cosmi era il suo maestro a Livorno, lo faceva giocare da playmaker nel 3-5-2, agiva a tutto campo, arrivò in Nazionale. Oggi Candreva è allenato da Petkovic e nell’Italia vuole tornare a suon di gol. «Tirate!» , urla Vlado e Candreva lo ascolta, carica i tiri, prende la mira, punta…

Cosmi era il suo maestro a Livorno, lo faceva giocare da playmaker nel 3-5-2, agiva a tutto campo, arrivò in Nazionale. Oggi Candreva è allenato da Petkovic e nell’Italia vuole tornare a suon di gol.  «Tirate!» , urla Vlado e Candreva lo ascolta, carica i tiri, prende la mira, punta gli incroci delle porte. Ha bucato il Palermo con una sventola, bucò il Siena ai tempi della Juventus con un gol simile. Si giocava a Torino, era il 14 marzo 2010, prese palla sulla trequarti, fece partire un bolide, sbriciolò la rete. S’involò sotto la Curva, alla sua maniera. Del Piero e Marchisio gli andarono incontro, fu un momento di grande gioia. Candreva è uno specialista del genere, ha un tiro micidiale, sa colpire da fuori area. L’invito di Petkovic lo coglie al volo, il tecnico chiede ad esterni e centrali di centrocampo di puntare la porta anche da distanza siderale. Candreva ha messo in pratica le richieste di Vlado, firmò un gol spettacolare contro il Palermo, impossibile dimenticare quella traiettoria.

LA CONDIZIONE – Alla Lazio serve il miglior Candreva, fa un lavoro impressionante sulla fascia. Corre a perdifiato, fa avanti e indietro, attacca e copre, dà profondità, garantisce superiorità numerica, per Petkovic questo è un chiodo fisso. Gli esterni nel suo calcio ricoprono un ruolo fondamentale in entrambe le fasi di gioco, li vuole propulsivi e propositivi, hanno licenza di colpire.  «Tirate!» , urla Petkovic in allenamento, sa che il gol può arrivare da ogni zona del campo, soprattutto quando le difese si chiudono a riccio. Il Siena si difenderà, non offrirà molti spazi, non sarà facile bucare la difesa di Cosmi. Uomini come Candreva possono rivelarsi decisivi, possono fare la differenza. I gol di Hernanes e Klose non possono bastare, la Lazio cerca altri goleador, il richiamo non comprende solo i bomber di razza. Candreva i gol sa trovarli, sa inventarli. Non è un caso, accanto ai nomi di Hernanes e Klose nella classifica marcatori c’è soltanto lui. In campionato i biancocelesti hanno realizzato sette reti, sei sono ascritte sul conto del Profeta e del panzer, l’altro appartiene a Candreva. La parabola disegnata nel match contro il Palermo ha fatto venire i brividi ad un intero stadio. Antonio prepara il bis, ha colpito nel primo turno casalingo di serie A, non ci è riuscito contro il Genoa, ci proverà oggi pomeriggio. Il digiuno da gol dura da 286′, sono troppi, è l’ora di spazzolare il buffet.

L’ITALIA – Candreva e una rinascita da completare. La Lazio può regalargli la maglia dell’Italia, una maglia che gli apparteneva.  «Negli ultimi anni, girando tante squadre in prestito e non avendo un ruolo preciso, mi è sempre mancata continuità. Inutile pensare alla nazionale sino a quando non l’avrò ritrovata» disse a luglio nel ritiro di Auronzo. Vuole conquistare la stima di Prandelli, spera di strappare una convocazione. Lippi, quando Candreva faceva il playmaker nel Livorno di Cosmi, lo convocò. Il debutto avvenne all’Adriatico di Pescara, era il 14 novembre 2009, Italia-Olanda finì 0-0. Candreva rimase in campo per 75 minuti, giocò titolare accanto a Camoranesi, Palombo e Pirlo, Gilardino e Palladino erano in attacco. La seconda presenza la firmò il 18 novembre allo stadio Manuzzi di Cesena, prese parte all’amichevole con la Svezia (1-0, gol di Chiellini). Lippi preparava il Mondiale in Sudafrica e Candreva era in rampa di lancio, poi la fortuna girò.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy