CDS – Carattere Lazio Milan, solo Kakà

CDS – Carattere Lazio Milan, solo Kakà

MILANO – Kakà è già tornato ad essere il leader del Milan. Non ha solo segnato un gol fantastico, ma è stato sempre dentro al gioco rossonero, l’unico capace di illuminarlo e di salvare la panchina di Allegri, che continua a essere in discussione. Hernanes non è più il leader…

MILANO – Kakà è già tornato ad essere il leader del Milan. Non ha solo segnato un gol fantastico, ma è stato sempre dentro al gioco rossonero, l’unico capace di illuminarlo e di salvare la panchina di Allegri, che continua a essere in discussione. Hernanes non è più il leader della Lazio. E’ un fantasma, gira per il campo senza sapere dove andare. E’ finito fuori dal progetto tecnico, deve ritrovare se stesso e una collocazione ideale. Appena è uscito il Profeta, sostituito da Onazi, s’è risvegliata la squadra di Petkovic. Con un assetto più logico, ha difeso meglio e ha cominciato ad attaccare. Ha preso in pugno la partita, ha riequilibrato il risultato con un colpo di testa di Ciani, è andata vicina al successo, perché Klose e Floccari hanno avuto sul piede le occasioni per raddoppiare e stendere il Diavolo a San Siro dopo 24 anni. Resta qualche rimpianto, ma il pareggio è giusto, perché il Milan aveva dominato sino all’intervallo.

 

 

PRESSIONE –

Petkovic ha scelto inizialmente il 4-4-2 con Perea accanto a Klose, ma la Lazio nel primo tempo non è mai riuscita a prendere il controllo del gioco. Formazione audace, atteggiamento prudente, perché le punte erano costrette a tamponare i rossoneri. Non attaccavano. Erano i primi difensori. Candreva è stato messo sotto pressione da Abate, Gonzalez sul versante opposto non faceva scendere De Sciglio, Perea e Klose a turno cercavano di disturbare De Jong. Un continuo rincorrere. Così la partita è scivolata sui duelli individuali a centrocampo e il tandem formato da Hernanes e Ledesma ha sofferto a contrastare Muntari e Montolivo. Petkovic aveva consegnato il tridente rossonero ai suoi quattro difensori. Pensava di ribaltare il gioco, invece è stato messo sotto. Si giocava in mezzo e il pallone era governato sempre dal Milan. Schiacciante la superiorità nel possesso, perché Birsa e (soprattutto) Kakà rientravano tra le linee, mettendo in inferiorità Hernanes e Ledesma. In meno di venti minuti il Milan ha costruito tre limpide occasioni da gol e altre situazioni pericolose, perché Muntari e Montolivo riuscivano a gettarsi a rimorchio del tridente, che giocava di sponda. Kakà ci ha provato dalla distanza e poi si è ritrovato sul destro un pallone buono in area, ma ha angolato troppo il diagonale. Balotelli dopo cinque minuti aveva spaventato Marchetti con una sventola dai venti metri. SuperMario era controllato con energia dalla linea difensiva della Lazio. Ha protestato per un contatto con Cavanda in avvio e poi per una spallata (volontaria) di Cana, che stava proteggendo il pallone destinato sul fondo. Il Milan ha chiesto il rosso per una gomitata inesistente, ci poteva stare il giallo e la punizione. Damato, per spegnere le prime tensioni, subito dopo ha ammonito Muntari (al secondo intervento da ammonizione su Hernanes) e ha punito Radu con il giallo. All’intervallo il Milan aveva tirato in porta otto volte, la Lazio neppure una.

FUORI IL PROFETA –

Per restituire densità e logica al centrocampo Petkovic ha sostituito Hernanes con Onazi e ha accentrato Gonzalez, passando al 4-3-3. Candreva è tornato sulla fascia destra, Perea si è allargato a sinistra per sostenere Klose, che non è riuscito a stoppare il primo pallone buono. Solo davanti a Gabriel, è stato tradito dal prato scivoloso per la pioggia. Appena la Lazio ha messo il naso fuori, il Milan ha sbloccato il risultato. Balotelli è riuscito ad attirare Candreva e Cavanda e poi ha pescato Kakà al vertice dell’area. Il brasiliano, lasciato libero da Gonzalez e prima che Ledesma arrivasse a contrastarlo, con un tiro a giro ha infilato il pallone all’incrocio dei pali. San Siro è esploso, festeggiando il primo gol di Kakà da quando è tornato al Milan. Ma la Lazio non si è arresa e ha ripreso a spingere con convinzione, dando l’impressione di poter pareggiare, come è successo al 26′ dopo tre angoli a favore e un’azione insistita: cross di Candreva, colpo di testa di Ciani, mollato da Montolivo. La partita si è aperta. Petkovic ha messo Floccari per Perea, Allegri ha inserito Matri e poi anche Robinho, ma le occasioni migliori sono capitate alla Lazio. Klose, lanciato a rete, ha spedito il pallone tra le braccia di Gabriel. Floccari non ha avuto la forza per finalizzare il contropiede ispirato da Candreva. Gli ultimi assalti sono stati del Milan. Ma questa volta Cana e Ciani hanno spazzato via qualsiasi pallone.

Corriere dello Sport

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