Carica Candreva, “Segno io”

Carica Candreva, “Segno io”

Un conto rapido, forse pure beneaugurante: per stasera aspettatevi tre tiri in porta di Antonio Candreva. «Eh sì, è tanto che non segno…», dice il centrocampista. E allora tanto vale provarci. Lo fa sempre, in Europa ancor di più: fin qui, nelle 8 partite disputate con la Lazio (nel conto…

Un conto rapido, forse pure beneaugurante: per stasera aspettatevi tre tiri in porta di Antonio Candreva. «Eh sì, è tanto che non segno…», dice il centrocampista. E allora tanto vale provarci. Lo fa sempre, in Europa ancor di più: fin qui, nelle 8 partite disputate con la Lazio (nel conto non ci sono i due match di playoff di agosto) per 615 minuti complessivi, Candreva ha tirato 17 volte, 6 nello specchio e 11 fuori. Una media, appunto, di un tentativo ogni 36 minuti, poco meno di tre a partita.

In forma
Ma considerata la serata e la pazza voglia di rimonta della Lazio, c’è da immaginare che contro il Fenerbahce la media si innalzerà. Servirebbe una partenza forte, tipo quella contro il Borussia Moenchengladbach, quando la squadra di Petkovic mise subito le cose in chiaro. E lo fece Candreva, dopo soli 10 minuti. Fu un gol di furbizia, il pallone rubato al difensore avversario e il gioco fatto, la qualificazione centrata. «Ma è un da po’ di tempo che non faccio gol con un tiro da fuori area, speriamo sia la volta buona», dice lui. Che è tornato in forma, dopo un periodo di appannamento. Nel derby è stato il migliore in campo tra i biancocelesti: 4 tiri in porta e 15 passaggi utili su 16, una garanzia per Petkovic, un incubo per la Roma.

Crederci
Stasera proverà a diventare l’incubo del Fenerbahce. Già la scorsa settimana, a Istanbul, ha spaventato i turchi con un destro nel secondo tempo. E anche per quello, dentro ha una voglia grande così di spaccare il mondo: «Anche perché la partita di andata è stata compromessa in parte da nostri errori e in parte dall’arbitro — ancora Candreva —. Il risultato non rispecchia l’andamento del match. In realtà lì giocammo una grande gara, contro una grande squadra come il Fenerbahce e in uno stadio caldo. Ecco perché crediamo tanto alla qualificazione». E se non bastasse, lo stesso derby — con un pareggio
mantenuto nonostante buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica — ha aumentato le certezze della Lazio. «Abbiamo grandi stimoli, scenderemo in capo per qualificarci — aggiunge il centrocampista —. C’è rabbia per come è finito il match della scorsa settimana, perché all’Olimpico saremmo potuti partire da un risultato positivo. Ma allo stesso tempo siamo consapevoli della forza della Lazio: in semifinale vogliamo e possiamo andarci». In fondo, non è che un modo di caricare il destro per il primo tiro.

La Gazzetta dello Sport

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