Carrizo il portiere dei miracoli

Carrizo il portiere dei miracoli

Anvedi come para Carrizo. Lo slogan fu coniato per Muslera, calza a pennello. Visto come para Carrizo? Vola da palo a palo, si tuffa, respinge in uscita bassa, è tornato a essere un portiere pararigori e salva-risultato: «Lo aspettavo da tanto questo momento, ero molto tranquillo perché sapevo che sarebbe…

Anvedi come para Carrizo. Lo slogan fu coniato per Muslera, calza a pennello. Visto come para Carrizo? Vola da palo a palo, si tuffa, respinge in uscita bassa, è tornato a essere un portiere pararigori e salva-risultato: «Lo aspettavo da tanto questo momento, ero molto tranquillo perché sapevo che sarebbe arrivato. Mi sono impegnato tanto, il mister ha avuto fiducia in me, è andata benissimo» . E’ andata di lusso, cinque anni dopo il suo acquisto. Lotito l’ha baciato e abbracciato, è una sua creatura, vorrebbe farlo rinnovare. E’ un altro Carrizo, più sicuro, più maturo, più umile, per niente presuntuoso. Qualche tempo fa non avrebbe mai parlato così: «Quando sono andato via per la prima volta il rapporto con la società non era bello. Dovevamo capirci, è successo col tempo. Sono cresciuto e quando cresci impari, ho capito di aver sbagliato qualche volta, ho lavorato sodo per riscattarmi. Ciò mi ha permesso di sfruttare l’occasione col Siena» .

LA RINASCITA – Gran arquero , lo chiamavano così in Argentina (gran portiere), ora si può. Un eroe all’improvviso, ma non per caso: Juan Pablo Carrizo. Da Siena al Siena, non giocava da un anno con la Lazio, dal 7 gennaio scorso (Siena-Lazio 4-0), entrò al posto di Bizzarri (espulso). L’ultimo rigore l’aveva parato a Totti, ma giocava col Catania, fermò la Roma, è successo a maggio. In Sicilia si è rilanciato, fece registrare i primi miglioramenti. Carrizo non aveva mai fatto certi miracoli con la Lazio, ci è riuscito ieri, a sette mesi dalla scadenza del contratto (giugno 2013). Ha ipnotizzato Larrondo e Vergassola, l’ha fatto nei tempi regolamentari, l’ha rifatto ai rigori. Che show: parate volanti, interventi miracolosi, balzi felini. Al 90’ ha evitato il 2-0 del Siena, ai penalty ha fatto il resto. Che meraviglia l’ultima parata, ha indovinato il lato giusto, s’è tuffato alla sua sinistra, ha tolto il pallone dall’incrocio, l’ha deviato sul palo: «La parata più importante? L’ultimo rigore. Quella più difficile? In partita su Larrondo, se avesse segnato sarebbe finita. Ho caricato gli altri» . Carrizo è stato di ghiaccio tra i pali: «Qualcosa avevo studiato, mi sentivo sicuro. Sono contento per aver aiutato la Lazio a passare il turno. Ci vuole anche fortuna» .

LA STORIA – Anvedi Carrizo, mister 9 milioni, costò tanto alla Lazio nell’estate 2007 (tasse comprese). Ma a Roma iniziò a giocare nel 2008-09, non acquisì il passaporto comunitario, finì al centro di un caso internazionale, quanti tormenti. Nel 2007 era in rampa di lancio col River Plate, era il miglior portiere argentino, era il futuro della sua Nazionale. Lotito, dopo un lungo inseguimento, lo strappò alla concorrenza svenandosi, fu uno dei primi acquisti-boom. Ma Carrizo da top diventò flop in pochi mesi, non si ambientò in Italia, passò alla storia per le non parate e la famigerata gambeta , il dribbling incubo dei tifosi. Faticava ad imparare, non seguiva gli insegnamenti, la scuola dei portieri argentini non è affinata e il talento non può bastare, dev’essere allenato. Carrizo si sentiva il numero uno, non accettava consigli, pagò la sua presunzione. Sbagliò molto, Delio Rossi provò a difenderlo, gli diede fiducia sino al gennaio 2009, poi lanciò Muslera. Carrizo finì in panchina, negli anni è stato ceduto al Saragozza, al River Plate e al Catania. E’ la storia delle sue ultime tre stagioni. Ha capito gli errori, ecco il segreto della sua rinascita: «Il lavoro alla fine paga e la famiglia mi ha aiutato molto» .

IL CONTRATTO – Il suo contratto scadrà a giugno, c’è già stato un contatto tra la Lazio e Pablo Sabbag, il manager del portiere. Lotito voleva prolungargli l’accordo di un anno in tempi non sospetti per provare a venderlo e recuperare qualche soldo. Carrizo vorrebbe tornare in Argentina per motivi familiari, chissà che la partita di ieri non gli faccia cambiare idea: «Il futuro? Non mi aspetto niente, sono tranquillo, intendo finire il mio contratto, poi si vedrà. La porta è di Marchetti, Bizzarri è il secondo, so qual è il mio ruolo. Non si sa mai cosa accade, se finirà tutto ringrazierò comunque il club» . Carrizo ha giocato a sorpresa, spera di diventare il portiere di Coppa Italia: «Spero di avere una seconda opportunità»

Il Corriere dello Sport

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