CASA LAZIO – Hoedt, l’esordio è vicino

CASA LAZIO – Hoedt, l’esordio è vicino

Tanti problemi in difesa, per l’olandese chiamata in arrivo.

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ROMA – La chiamata sta arrivando. De Vrij è infortunato, rischia uno stop di 10-15 giorni. Mauricio salterà il Dnipro per squalifica, ci sono tre partite all’orizzonte e i centrali sono contati. La chiamata finora non è mai arrivata, è prossima. Wesley Hoedt ieri è stato provato accanto a Mauricio, al posto di Gentiletti. Il ballottaggio è aperto. L’occasione è nell’aria, potrebbe averla tra domenica e giovedì, tra l’Udinese e il Dnipro. Non ci saranno molte alternative in Europa: potrà essere adattato Radu da centrale, si potrà rispolverare la difesa a tre (fallimentare a Leverkusen). Hoedt deve tenersi pronto, aspetta l’esordio da tempo. Fu acquistato a gennaio, è arrivato a giugno. Nelle partite ufficiali – scrive il Corriere dello Sport – non ha messo piede in campo, ha trovato posto in panchina e in tribuna. Pioli riflette, deve organizzare il turnover con un gruppo ridotto. Nelle intenzioni della società i giovani sono stati acquistati per giocare, non per fare le statuine. Vanno provati, sperimentati, valutati. In difesa s’è ballato sempre e comunque, gli infortuni hanno accentuato i problemi. Pioli ha sfruttato la pausa per lavorare il più possibile sul reparto. De Vrij e Gentiletti si sono persi, devono essere recuperati. Mauricio, dopo una buona partenza, ha offerto prestazioni altalenanti.

Le parole. Hoedt ha 21 anni, è un marcantonio, è alto 1,92. Chi lo conosce e l’ha sponsorizzato a Tare lo considera in rampa di lancio, ha pronosticato un futuro in Nazionale per lui. Sarà giudice il campo. La serie A per adesso l’ha vista da lontano, ha iniziato a studiarla nei mesi scorsi, quando i biancocelesti bussarono alla sua porta: «Non ho visto tutte le partite, ma quando non ero impegnato con l’AZ ho dato un’occhiata alle gare della Lazio. La serie A sta tornando sui livelli che le competono», disse in una delle prime interviste. E’ amico di De Vrij, l’ha aiutato ad ambientarsi: «In Italia c’è più tatticismo e il livello in generale è superiore. De Vrij ha dimostrato che un difensore olandese può fare bene anche in un calcio difficile come quello italiano, voglio migliorare come ha fatto lui. Credo che la Lazio sia la squadra ideale per me, altrimenti non avrei firmato. Non sono venuto a Roma per una vacanza, ma per giocare». La vacanza è finita, è l’ora di giocare. Hoedt se lo augura, non resterà confinato in panchina. Servono forze fresche, nuove motivazioni. Pioli ha azzerato le gerarchie, anche per questo può pensare a Hoedt da titolare. D’ora in poi si apriranno tanti ballottaggi, riguarderanno tutti i ruoli. I punti fermi sono pochi, la batosta di Verona ha rimescolato le carte. Kishna s’è presentato bene con il Bologna, è stato lanciato. Hoedt, Milinkovic e Morrison, tra gli altri acquisti, son quelli che possono aspirare ad un posto, son quelli che possono attendere una chiamata vera. Per un De Vrij ai box, c’è un Hoedt che scalpita. Tutti devono dare una mano e rivelarsi all’altezza.
Cittaceleste.it
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