Cauzione «sparita»: Riccardo paga due volte.

Cauzione «sparita»: Riccardo paga due volte.

Ormai ci siamo. Oggi, a poche ore dalla chiusura dei tribunali polacchi in occasione delle festività natalizie, dovrebbero arrivare le sentenze del Tribunale Inferiore di Varsavia in merito alle posizioni di Matteo Buttinelli, Alberto Corsino e Daniele De Paolis, gli ultimi tre giovani italiani ancora in attesa di conoscere le…

Ormai ci siamo. Oggi, a poche ore dalla chiusura dei tribunali polacchi in occasione delle festività natalizie, dovrebbero arrivare le sentenze del Tribunale Inferiore di Varsavia in merito alle posizioni di Matteo Buttinelli, Alberto Corsino e Daniele De Paolis, gli ultimi tre giovani italiani ancora in attesa di conoscere le loro sorti con la giustizia polacca.
Il condizionale è d’obbligo, alla luce degli «imprevisti» che stanno accadendo ai nostri quattro connazionali ancora rinchiusi nel carcere di Bialoleka. Già, perché oltre a Matteo, Alberto e Daniele, i cui processi sono stati bloccati da lungaggini amministrative, dietro le sbarre c’è ancora Riccardo Messa, operatore de «Le Iene» condannato a sei mesi di reclusione. Il tifoso interista, infatti, nonostante l’accettazione da parte del Tribunale della scarcerazione dietro il pagamento di una cauzione di 30.000 szlote (circa 7.200 euro), non è stato ancora rilasciato.
A chiarirci le motivazioni è Davide Parenti, l’ideatore della fortunata trasmissione televisiva di Italia Uno. «Non appena ricevuta la notizia della possibilità di tirare fuori Riccardo dalla galera, non ci abbiamo pensato un attimo e, utilizzando un fondo costituito da tutti noi de “Le Iene”, abbiamo dato mandato alla banca di effettuare un bonifico alla cancelleria del tribunale polacco – dichiara Parenti in esclusiva a Il Tempo – ma venerdì ci è stato comunicato che i soldi non erano ancora arrivati e che, quindi, Riccardo veniva trattenuto in cella come “garanzia”. A quel punto ci siamo subito attivati contattando l’agenzia dell’Istituto di Credito al quale ci eravamo rivolti che, dopo una serie di verifiche, ci ha assicurato invece che il bonifico era giunto a destinazione».
Un «giallo» che sta prolungando a Riccardo le sofferenze dovute alla privazione della libertà. E questo, per i suoi colleghi, è inaccettabile. Sabato mattina, quindi, è iniziata la corsa contro il tempo per reperire i soldi della cauzione in contanti. «Operazione non facile – ci spiega Davide Parenti – in quanto le banche erano chiuse e abbiamo dovuto fare una colletta tra tutti i dipendenti. Ma ce l’abbiamo fatta».
Così, ieri mattina, uno zio del giovane operatore televisivo è volato a Varsavia con un bagaglio a mano contenente ottomila euro in contanti. «Come un mafioso – spiega Parenti con tono ironico – ora voglio proprio vedere se troveranno qualche altro cavillo per continuare a tenere “sequestrato” Riccardo». Che, a questo punto, rischia davvero di passare le feste di Natale in cella nonostante la legge polacca ne abbia stabilito la scarcerazione. (Massimiliano Vitelli) (Il Tempo)

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