CDS – Battere le grandi per la Champions

CDS – Battere le grandi per la Champions

E’ un handicap pesante. Quindici partite giocate (in campionato) contro le big nell’era Petkovic, solo quattro vittorie (4 pareggi, 7 sconfitte). La Lazio non è ancora diventata grande perché ha sofferto negli scontri diretti, ne è uscita spesso con le ossa rotte. Il dato è emerso soprattutto nel 2013: nel…

E’ un handicap pesante. Quindici partite giocate (in campionato) contro le big nell’era Petkovic, solo quattro vittorie (4 pareggi, 7 sconfitte). La Lazio non è ancora diventata grande perché ha sofferto negli scontri diretti, ne è uscita spesso con le ossa rotte. Il dato è emerso soprattutto nel 2013: nel nuovo anno i biancocelesti hanno battuto solo la claudicante Inter di Stramaccioni a San Siro, è successo a maggio. Petkovic un anno fa le aveva prese a Napoli (3-0), ma nel girone di andata della scorsa stagione era riuscito a battere il Milan (3-2) e la Roma (3-2), aveva strappato un punto d’oro a Torino contro la Juventus (0-0), aveva sconfitto (per la prima volta) l’Inter all’Olimpico. Nel girone di ritorno frenò: pari col Napoli (1-1), sconfitta col Milan (3-0), sconfitta all’Olimpico con la Fiorentina (0-2), pari con la Roma (1-1), sconfitta in casa con la Juve (0-2) prima del blitz di Milano con l’Inter. Il pareggio ottenuto contro la Fiorentina, mostrando segnali di crescita nel gioco e nella condizione, ha certificato comunque l’andamento lento. I biancocelesti contro i viola hanno incassato due sconfitte e un pari negli ultimi tre incontri (è giusto sottolineare che il match d’andata del torneo 2012-13 fu macchiato da errori arbitrali). E’ pur vero che la squadra di Petkovic è sempre rimasta a metà del guado, lo dicono le statistiche, nessuno vuole sparare sul tecnico bosniaco.

LA SVOLTA – L’inizio di campionato non è servito per invertire la tendenza. La Lazio ha affrontato la Juve, la Roma e la Fiorentina, ha perso due volte e ha impattato contro i viola (6 gol subiti, 1 fatto). Per ambire alla Champions, per aspirare ai primi posti, serve un rendimento diverso negli scontri diretti. E’ normale che la classifica s’allunghi, che il distacco dalle big aumenti con regolarità. I prossimi esami serviranno, metteranno nuovamente alla prova la Lazio. Gli undici punti vantati dai biancocelesti in classifica, a parte il punto conquistato domenica, sono frutto delle vittorie ottenute contro Udinese, Chievo e Catania, del 2-2 (sofferto) registrato col Sassuolo. Il salto di qualità non è mai stato compiuto del tutto, vincere contro le squadre di medio-bassa classifica non garantisce l’aggancio alla Champions, è una questione matematica, non solo calcistica. Petkovic ultimamente ha assorbito male le critiche, non deve considerarle come attacchi preconfezionati nei suoi confronti. Ha avuti grandi meriti, sono stati annotati, riconosciuti e valorizzati. E’ stato anche lui, non solo la società, a parlare di Champions quest’anno. E’ normale che i primi bilanci, per quanto provvisori, siano stati redatti evidenziando limiti ed errori.

LA RIPRESA – Vlado si augura di recuperare la maggior parte degli infortunati durante la pausa, vuole presentarsi ai nastri di partenza con un organico più completo. L’emergenza gli ha creato grossi problemi, i debutti felici di Perea e Felipe Anderson l’hanno aiutato ad affrontarla e continueranno ad essere preziosi. La speranza è che il futuro riservi sorprese, non sarà facile recuperare il terreno perso. Là davanti ci sono squadre che corrono, che si danno battaglia, che tentano di superarsi ogni domenica. La Lazio insegue la Champions da anni, l’ha sfiorata, l’ha anche meritata, per un motivo o per un altro non l’ha mai agganciata. Quel sogno può essere avverato dimostrando grandezza nelle grandi sfide, facendo la differenza, stanando gli avversari, frenandoli. Big non si nasce, si può diventare.

 

Corriere dello Sport
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