CDS – Bergessio per Kozak si può fare

CDS – Bergessio per Kozak si può fare

FIUGGI – Arrivano conferme, non smentite. E non sono distanti dall’ipotesi di mercato emersa due giorni fa. Kozak in cambio di Bergessio, un’idea nata attraverso un colloquio tra Pulvirenti e Lotito. Per adesso si è trattato di un sondaggio, di una richiesta verbale, ma non c’è ancora niente di concreto…

FIUGGI – Arrivano conferme, non smentite. E non sono distanti dall’ipotesi di mercato emersa due giorni fa. Kozak in cambio di Bergessio, un’idea nata attraverso un colloquio tra Pulvirenti e Lotito. Per adesso si è trattato di un sondaggio, di una richiesta verbale, ma non c’è ancora niente di concreto e non si può parlare di trattativa avviata: soltanto le prossime settimane aiuteranno a capire i possibili sviluppi, ma un’apertura c’è e la pista potrebbe prendere corpo, a patto di realizzare determinati passi. Per il Catania il centravanti argentino è un patrimonio importante, gli è appena stato adeguato lo stipendio, potrebbe essere considerato un punto fermo per la prossima stagione, come ha spiegato il ds Bonanno. E’ stato venduto Gomez, è chiusa o quasi la cessione di Maxi Lopez. Ma di fronte a un’offerta importante si potrebbe parlare anche di Bergessio, non a caso due giorni fa Pulvirenti ha specificato che dal Napoli non erano arrivate offerte ufficiali. Per la Lazio è ancora troppo presto entrare in azione e sul capitolo vice Klose le riflessioni sono aperte. Lotito ha già speso 25 milioni, accontenterebbe Petkovic solo nel caso in cui partisse Kozak e nella convinzione che un nuovo attaccante potesse migliorare la Lazio. Bergessio è un nome spendibile e attraente: è cattivo sotto porta, segna diversi gol, fa reparto da solo. Così è entrato in corsa e si è messo sulla stessa linea degli altri nomi negli ultimi tempi accostati alla società biancoceleste, ovvero Matavz (Psv Eindhoven), Matri (Juventus) e Gilardino (Genoa), rispetto a cui conserva alcuni vantaggi. Il primo risiede nei buoni rapporti tra Lotito e Pulvirenti, il secondo nella possibilità di scambiarlo con Kozak riducendo sensibilmente i costi dell’operazione, il terzo nella capacità di adattarsi anche alla panchina. Un dato, prima di scegliere il nome, è certo. La Lazio è ancora sul filo e sta riflettendo sull’opportunità di prendere o meno un attaccante.

PERCHE’ NO – Tare crede moltissimo in Brayan Perea e lavora per sistemare all’estero Sani Emmanuel. Appena si sarà liberata la casella da extracomunitario, il colombiano raggiungerà la Lazio. Questione di giorni. Si sta per sbloccare. Il ds considera Perea il nuovo Cavani. Parte da lontano. Ha il passo e lo spessore per dare subito una mano a Klose e Floccari. C’è un percorso disegnato per lui, Rozzi e Keita. Tare vuole farli crescere e non togliergli spazio. In più la considerazione legata ai trequartisti. La Lazio possiede tanti centrocampisti con il gol facile, ci sono le risorse per ritenere coperta la squadra, prendere un nuovo attaccante significa implicitamente dargli delle garanzie di impiego che andrebbero a vanificare le aspettative di altri giocatori importanti, ad esempio Ederson e Felipe Anderson per non parlare di Hernanes.

PERCHE’ SI’ – Dal punto di vista tecnico Petkovic non ha molti dubbi. Un centravanti servirebbe, ma dipende da chi può essere il nuovo acquisto della Lazio e come si inserirebbe in una rosa molto ampia. In linea di principio farebbe comodo un vice Klose, ferma restando la conferma di Floccari. Negli ultimi trenta-quaranta metri la Lazio trasforma poco in relazione al volume di gioco prodotto dal centrocampo e nel passato campionato (come in precedenza con Reja) ha chiuso con il peggior attacco (per numero di gol) tra le pretendenti alla Champions. Klose ha già compiuto 35 anni e nella stagione che porterà al Mondiale 2014 avrà bisogno di rifiatare e di allenarsi bene senza rischiare infortuni. A Rozzi, Keita e Perea, per quanto promettenti, non si possono attribuire responsabilità pesanti. Mauri è sotto squalifica. E non intervenire significherebbe avere meno chances di Fiorentina, Napoli e Milan per la Champions.

Corriere dello Sport

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