CDS – Clima surreale, Reja si rialza

CDS – Clima surreale, Reja si rialza

CORRIERE DELLO SPORT Lazio raggiunta due volte: alla fine è 3-2La squadra in campo sblocca grazie a una magia di Radu, ma poi soffre: intorno c’è la contestazione compatta al presidente. La rete dell’ex Floccari, poi Klose, Floro Flores. E in extremis l’autogol di Cannavaro scacciacrisi ROMA – Erano in…

CORRIERE DELLO SPORT

Lazio raggiunta due volte: alla fine è 3-2
La squadra in campo sblocca grazie a una magia di Radu, ma poi soffre: intorno c’è la contestazione compatta al presidente. La rete dell’ex Floccari, poi Klose, Floro Flores. E in extremis l’autogol di Cannavaro scacciacrisi

ROMA – Erano in quarantamila, l’assoluta maggioranza convogliata all’Olimpico per contestare Lotito e chiedergli di liberare la Lazio. La partita era un pretesto e tutti hanno cominciato davvero a guardarla, senza smettere di intonare i cori che erano di tutto lo stadio e non solo della Curva Nord, intorno alla mezz’ora. C’è voluta una spinta dell’ex romanista Rosi a Radu per sintonizzare il popolo biancoceleste sul campo e qualche altro minuto prima che il sinistro da trenta metri del difensore romeno riportasse il calcio al centro dei riflettori. Dopo un primo tempo da paura, è venuta fuori una ripresa scoppiettante e quasi incredibile per la sequenza di gol. Ha vinto 3-2 la Lazio, tirando fuori il cuore, l’orgoglio e forse anche il veleno, trasmesso dai tifosi contro la società e tradotto in energia positiva dai giocatori. Gol di Klose e un cross di Radu baciato dalla fortuna, toccato da Paolo Cannavaro, per stendere il Sassuolo. Non è bastata la doppia rimonta firmata da Floccari e Floro Flores per evitare la sesta sconfitta consecutiva, ma la squadra di Malesani è viva e sta cominciando a riprendere forma dopo la rivoluzione di gennaio. Salvezza ancora possibile. Reja, invece, è in corsa per l’Europa League.

VECCHIA GUARDIA – Nella notte del dissenso, sono state significative e devono far riflettere le sue scelte. Il friulano, dopo la doppia sconfitta con Catania e Ludogorets, s’è affidato ai fedelissimi, agli uomini di maggiore esperienza e che mai lo avevano tradito. A parte il portiere Berisha, da Biava e Dias a Klose, passando per Gonzalez e Ledesma, erano gli stessi dieci giocatori che formavano la sua squadra titolare sino a due anni fa prima di lasciare il timone a Petkovic. Mancava Hernanes, ceduto all’Inter. Tutti gli ultimi acquisti (compreso Biglia) e i giovani più promettenti (Keita e Onazi) in panchina, a dimostrazione che molte operazioni nelle ultime due stagioni non sono state indovinate o non hanno ancora prodotto risultati. La vecchia guardia non ha tradito neppure stavolta: considerando il clima, in un’atmosfera surreale che non capita neppure in trasferta, la squadra di Reja è riuscita a calarsi nella partita con la giusta concentrazione, dimostrando tigna e spirito combattivo.

 

 

 

SVENTOLA – Il Sassuolo di Malesani era tutto raccolto davanti alla propria area. Sono serviti alcuni minuti di rodaggio ai biancocelesti per prendere confidenza nel giro-palla. Ma era complicato fare breccia. Il 4-3-3 di Reja è sembrato quasi subito diventare il 4-1-4-1 impiegato da Petkovic nella passata stagione con una linea di centrocampo alta e votata al pressing. Ledesma playmaker basso a protezione dei quattro incursori a ridosso di Klose. Candreva e Lulic esterni, Gonzalez e Mauri interni. La prima occasione è capitata all’uruguaiano, ma il suo destro dal limite è finito altissimo. Poi è stato Ledesma a trovare il varco giusto pennellando un lancio lunghissimo per Lulic. Klose è arrivato puntuale all’appuntamento con il cross del bosniaco, ma il suo sinistro è stato rimpallato da Ariaudo. Non riuscendo a sfondare, la Lazio ha alzato il ritmo e ha cercato profondità con la spinta dei terzini. Soprattutto Radu saliva senza trovare resistenza e al 36’, controllato a vista (troppo) da Rosi, ha scaricato un sinistro violentissimo. Una sventola dai trenta metri che ha scheggiato il palo prima di gonfiare la rete.

 

CAMBI – Una decina di minuti dopo l’intervallo la Lazio ha perso Dias per infortunio, sostituito da Ciani. Malesani aveva già messo Ziegler per Chibsah e ha tolto Zaza per inserire Berardi accanto all’ex laziale Floccari. Proprio il bomber del Sassuolo ha sfiorato il pareggio con una mezza rovesciata di sinistro, il pallone è rimbalzato davanti a Berisha e ha sorvolato la traversa. Reja ha richiamato Mauri per Biglia nel tentativo di migliorare il possesso del pallone. La partita, invece, era scivolata tutta dalla parte del Sassuolo, che stava spingendo alla ricerca del pareggio.

 

BOTTA E RISPOSTA – Aveva perso sicurezza, era in evidente debito d’ossigeno la Lazio e Ledesma, sino a quel momento tra i migliori, ha sbagliato passaggio, regalando il pallone a Berardi. Apertura per Mignanelli, veloce il tocco nel cuore dell’area, ancora più rapido Floccari ad anticipare Ciani. Sono passati appena due minuti e con la forza della disperazione Gonzalez ha rubato una palla a centrocampo e ha pescato nel corridoio Klose. Il tedesco s’è involato e di sinistro ha battuto Pegolo in uscita: sesto gol in campionato a distanza di un mese e mezzo dall’ultimo. Non c’è stato il tempo di respirare, perché la partita è diventata un flipper, un’azione da una parte e una dall’altra. E il fallo di Biava su Berardi al limite è stato capitalizzato al massimo da Floro Flores, appena entrato. Tiro a giro sotto l’incrocio dei pali, irraggiungibile per Berisha. Clamoroso, perché anche all’andata aveva firmato la rimonta su punizione, beffando Marchetti sull’altro palo. Questa volta, però, il napoletano doveva fare i conti con lo stellone di Radu: appoggio di Lulic, cross di Radu, Candreva non ci è arrivato, Paolo Cannavaro ha messo dentro la propria rete. Gol della liberazione per Reja e per l’Olimpico, non per Lotito, contestatissimo.

 

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