CDS – Con Biglia ben protetto la musica è cambiata

CDS – Con Biglia ben protetto la musica è cambiata

Questa è una Lazio più vicina ai desideri del cuore pure se gli spaventi affiorano proprio quando pare una serata sontuosa, tutta Biglia, Hernanes, Candreva e Gonzalez da riscatto pieno. Va bene così, quando si riesce a esorcizzare il tabù-Udinese al pronti-via con quel missile terra-aria del Profeta e il…

Questa è una Lazio più vicina ai desideri del cuore pure se gli spaventi affiorano proprio quando pare una serata sontuosa, tutta Biglia, Hernanes, Candreva e Gonzalez da riscatto pieno. Va bene così, quando si riesce a esorcizzare il tabù-Udinese al pronti-via con quel missile terra-aria del Profeta e il raddoppio immediato firmato Candreva su rigore in un crescendo di verticalizzazioni assatanate. Diventa comunque accettabile la sofferenza causata dall’innesto-Muriel al posto dell’ammaccato Di Natale e, soprattutto, dall’obbligata sostituzione di Cana. Perché si proviene da un minishow a senso unico, fatto apposta per dare ragione alle scioccanti scelte di Petkovic. Certo, i friulani non valgono granché a ogni inizio di stagione, o almeno così sembra fino al ribaltamento della situazione che porterà Lazzari, Maicosuel detto “mago”, e il subentrato Zielinski (un amico del giaguaro!) a sfiorare l’incredibile 2-2.
Forse è scritto che la Lazio debba soffrire perfino quando produce calcio champagne, valorizzando la shakerata imposta dal suo allenatore. Chi vuole può rosicare e pensare addirittura che senza Marchetti e fluidi sfacciati staremmo a rimasticare su un incredibile pareggio, invece riteniamo i 3 punti acquisiti propedeutici per ciò che arriverà qualora arrivasse anche l’attaccante sospirato. C’è da stropicciarsi gli occhi dalla meraviglia: schivato il pericolo di ribadire errori decisivi, salta fuori la Lazio di un debutto fa. Chi avrebbe immaginato un 4-4-1-1 straripante sterzate e ispirazioni con l’imprendibile Candreva che si barcamena da attaccante aggiunto e va a scheggiare un palo non appena si alza il sipario?

Lazio tridimensionale, non piatta da morire come nel poker subito da nostra signora degli scudetti. E Hernanes ripristinato interno di centrocampo scintilla senza amnesie evitando perfino all’inedita coppia difensiva Cana-Novaretti esami imbarazzanti. Tutto fila liscio, tutto è organizzato in campo e fuori per stoppare con una maglia appropriata i raggelanti “buu” razzisti tentando di non pensare a quella storica Curva nord desolatamente vuota. Tali contenuti etici e calcistici diffondono un’indulgenza che consente di sottovalutare anche quella palla-gol che Klose spreca scaricando una bordata verso Ponte Milvio, dopo una triangolazione da applausi che manda sempre alla ribalta quello Speedy Gonzalez che è Candreva contro la sua vecchia squadra.
Lampeggerebbe il 3-0 e allora non ci sarebbero possibilità per lo stratega Guidolin di rientrare in partita, di dimostrare a scoppio ritardato che anche quest’anno il suo organico prima o poi funzionerà. Arduo stabilire se incide di più l’effervescenza in progressione di Muriel, che irride Marchetti con una prodezza balistica o il rimpasto difensivo che ripropone alcuni degli irrisolti problemi biancocelesti. Noi, ad esempio, vorremmo proporre per l’ormai irriconoscibile Dias una festa d’addio, visto la maniera con cui lascia al “mago” via libera in una delle chance che i friulani buttano via. Evviva, un po’ di fortuna non guasta. Anche così contraddittoria, la Lazio ha strameritato di vincere.

Corriere dello Sport

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