CDS – Così Petkovic sfida la Juve

CDS – Così Petkovic sfida la Juve

La Lazio è fatta, le scelte sono scolpite nei pensieri di Petkovic. Si diverte a provare soluzioni alternative, studia i suoi giocatori, nasconde le proprie mosse, non ha voglia di parlare dei moduli. E alla fine di lunghe escursioni tattiche torna al punto di partenza. La Lazio è fatta, pronta…

La Lazio è fatta, le scelte sono scolpite nei pensieri di Petkovic. Si diverte a provare soluzioni alternative, studia i suoi giocatori, nasconde le proprie mosse, non ha voglia di parlare dei moduli. E alla fine di lunghe escursioni tattiche torna al punto di partenza. La Lazio è fatta, pronta per l’assalto alla Supercoppa. Ecco gli undici nomi che entreranno in campo dal primo minuto domenica allo stadio Olimpico. Marchetti tra i pali. Linea difensiva a quattro. Konko terzino destro, Biava e Dias centrali, Radu sulla fascia sinistra. Tre registi. Ledesma in posizione centrale, Biglia interno destro, Hernanes mezz’ala sinistra. Due esterni offensivi. Candreva davanti a Konko, Lulic sul versante opposto con la copertura di Radu. Klose unica punta. Modulo fluttuante, come si è visto a Londra nel primo tempo. Partenza con il 4-1-4-1, sprazzi di 4-3-3 o 4-3-2-1. I numeri dicono poco, conta l’interpretazione. Il calcio di Petkovic è fatto di movimenti, fase offensiva e difensiva, se possibile pressing. La zona predilige diagonali e coperture. Quando il pallone entra in possesso della squadra avversaria, devi essere pronto a prendere il posto del compagno che non ha fatto in tempo a rientrare per “coprire” ogni porzione di campo. Questo spiega lo scambio continuo dei ruoli visto nell’amichevole con il Crystal Palace. Petkovic stava provando la formazione che scenderà in campo con la Juventus e ha chiesto sacrificio ai suoi centrocampisti.

TRE REGISTI –Scelte fatte, a meno di sorprese o di imprevisti. Nove giocatori erano titolari anche nel derby del 26 maggio con la Roma. Sono i titolari, meritano la conferma e qualsiasi allenatore eviterebbe di metterli in discussione. Nell’apertura ufficiale della nuova stagione, di fatto una coda della vecchia, hanno acquisito il “diritto” di giocarsela. Se la Lazio può sfidare la Juventus, è merito loro. Difficile discutere subito le gerarchie. Più avanti si vedrà, anche perché il terzetto Biglia-Ledesma-Hernanes possiede una qualità enorme di palleggio, ma potrebbe andare in debito d’ossigeno senza la corsa di uno tra Gonzalez e Onazi, indispensabili a centrocampo. Il 18, c’è da scommetterci sopra, finiranno in panchina. Per due buoni motivi. L’uruguaiano, che ha cominciato la preparazione in ritardo, rientrerà soltanto tra venerdì e sabato dalla trasferta in Giappone. E un giorno di allenamento non gli basterà per ritrovare un posto da titolare. Onazi, che sarà impegnato in Sudafrica con la Nigeria, viene da un infortunio ed è il più giovane di tutti. Impossibile tenere fuori Lucas Biglia, che si è inserito e imposto con un’autorevolezza impressionante. Petkovic lo considera il miglior centrocampista in organico e gli affiderà le chiavi della Lazio. Intorno costruirà la squadra, confidando nello spessore tattico e nella dedizione di Ledesma (uno dei suoi fedelissimi) e sapendo quanto siano fondamentali i colpi di Hernanes e i suoi gol per creare soluzioni offensive diverse dal solito Klose. Si parte da qui, si mettono in campo i migliori giocatori, poi si cercano la disposizione ideale e qualche piccolo accorgimento. Perché con il Profeta, che non gradisce il ruolo del trequartista, cade il disegno del 4-2-3-1. E perché solo attraverso il dinamismo di Candreva e Lulic, esterni di centrocampo e anche punte esterne, si può mantenere compatta la Lazio.

Corriere dello Sport

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