CDS – Derby alle 18 parola al Tar

CDS – Derby alle 18 parola al Tar

Torna in bilico la finale di Coppa Italia. Domani davanti alla terza sezione “quater” del Tar del Lazio presieduta da Italo Riggio si dovranno presentare il Codacons, il Coni, la Lega Calcio, la Rai, il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Roma, la Roma, la Lazio e il Comune. Alla base…

Torna in bilico la finale di Coppa Italia. Domani davanti alla terza sezione “quater” del Tar del Lazio presieduta da Italo Riggio si dovranno presentare il Codacons, il Coni, la Lega Calcio, la Rai, il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Roma, la Roma, la Lazio e il Comune. Alla base della convocazione la questione dell’orario del derby. A sollevare la questione, il Codacons, associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi, ma la riapertura (seppur teorica) della questione ha ridato fiato al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che aveva chiesto lo spostamento della partita in un’altra data per evitare la sovrapposizione con le elezioni amministrative. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ridimensiona: «Un atto dovuto» . Quello del Codacons gongola: «Dimostreremo che la concomitanza creerà enormi problemi» . In ballo, non solo la finale ma anche gli interessi della Rai che ha venduto gli spazi pubblicitari e quelli dei tifosi che sono riusciti ad aggiudicarsi un biglietto (in pochissimo tempo già venduti 29.500 tagliandi).

TESI – La tesi del Codacons è semplice. Una partita di questa portata, alle 18 rischia di bloccare un pezzo enorme di città, grandi quartieri a nord della Capitale. E questo blocco comincerà molto prima del fischio iniziale per favorire un afflusso ordinato e terminerà molto dopo il fischio finale. «Nel caso poi si verifichino tafferugli al termine dell’incontro nelle zone vicine allo stadio Olimpico, per molti cittadini risulterà impossibile votare, con conseguenze che potrebbero arrivare all’annullamento dell’intera consultazione amministrativa», afferma Rienzi. La questione che ha animato accesi dibattiti per una decina di giorni sembrava essere stata risolta in quella riunione al Foro Italico nel corso della quale tutte le parti decisero di aderire all’invito del Prefetto ad anticipare l’orario. Ora, però, Lotito ribadisce: «Le squadre volevano giocare alle 21, poi le istituzioni hanno spostato l’orario, non si capisce quale possa essere il problema» . Secondo Rienzi il problema, invece, esiste: «Dimostreremo al Tar come la scelta di anticipare un incontro così importante in concomitanza con le elezioni comunali creerà immensi disagi ai cittadini». 
ALLEATI – Accanto, nella sua battaglia, Rienzi si ritrova il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che aveva caldeggiato lo spostamento: «Ho espresso da tempo le mie perplessità sulla concomitanza della partita con lo svolgimento delle elezioni perché per la città tutto questo rappresenta uno stress molto forte» . Dai microfoni del Gr Parlamento-La politica nel pallone, gli dà sostegno Maurizio Gasparri, vice-presidente Pdl (stesso partito del sindaco uscente e candidato rientrante) del Senato. A via Rosellini si cerca di attenuare la portata della cosa:«Una questione che riguarda gli uffici legali» , dicono. Lotito sottolinea: «Un atto dovuto. Il Tar ha convocato le parti per sapere come stanno le cose» . Maurzio Beretta, presidente della Lega, dal canto suo, replica: «Di questa convocazione si occupano gli avvocati che andranno a spiegare i motivi della decisione, la vicenda, d’altro canto, è nota» . La situazione, a questo punto, è decisamente complicata anche perché la vendita dei biglietti è cominciata venerdì scorso: difficile, a questo punto, tornare indietro, riprogrammare un appuntamento che era stato definito con una certa difficoltà.

 

Corriere dello Sport
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