CDS – Dessena vola alto. Lazio, testa al derby

CDS – Dessena vola alto. Lazio, testa al derby

Ora resta la finale di Coppa Italia per salvare la stagione ed entrare in Europa League. Tutto o niente nel derby con la Roma, che ieri sera ha persino scavalcato la Lazio, soffiandole il sesto posto. Petkovic ha chiuso in modo deprimente: tredicesima sconfitta del suo primo campionato italiano, nona…

Ora resta la finale di Coppa Italia per salvare la stagione ed entrare in Europa League. Tutto o niente nel derby con la Roma, che ieri sera ha persino scavalcato la Lazio, soffiandole il sesto posto. Petkovic ha chiuso in modo deprimente: tredicesima sconfitta del suo primo campionato italiano, nona in trasferta, piegato a Trieste dal Cagliari, a cui è bastato il minimo sforzo per vincere una partita in cui avrebbe meritato uno scarto più ampio. S’è vista una squadra spenta, senza orgoglio e furore, molle e demotivata. Una vittoria non avrebbe cambiato il destino del torneo e permesso di raggiungere il traguardo minimo della qualificazione europea, perché l’Udinese ha vinto facile a San Siro, ma sarebbe stato un modo decoroso e più incoraggiante per presentarsi al derby. La Lazio, invece, s’è sciolta e neppure ha combattuto, restando inchiodata nelle paludi di un ritorno disastroso: alla fine 61 punti, di cui 39 nel girone d’andata, uno meno rispetto a Reja (ieri sera in tribuna a vedere i suoi vecchi ragazzi) nel passato campionato, perdendo anche il primato cittadino mantenuto per due anni.

MOSSE – Senza Radu e terzini di ruolo per poter sostituire il romeno, Petkovic è stato costretto a tornare alla difesa a tre, scegliendo Onazi come partner di Ledesma e Candreva mezz’ala a sostegno di Klose e Kozak, preferito a Floccari, in panchina con un polpaccio dolorante. Non è l’assetto ideale per la Lazio, che ha bisogno dei riferimenti sulle corsie esterne per sviluppare la manovra e guadagnare profondità. Lopez ha risparmiato Sau, fresco di convocazione azzurra e ha concesso un premio meritato ad Avramov, portiere di riserva, lasciando fuori Agazzi, appena chiamato dal ct Prandelli. Davanti, con Ibarbo a destra e Thiago Ribeiro sul versante opposto, ha ottenuto l’effetto di “allargare” i tre centrali di Petkovic. Biava era risucchiato spesso fuori dall’area di rigore e lo stesso effetto è ricaduto su Cana, costretto a un duello rude e spigoloso con il colombiano. Due squadre a specchio, ritmi molto bassi e pochi sbocchi. Troppo gioco orizzontale per la Lazio, che non riusciva a verticalizzare la manovra nonostante Klose provasse a farsi vedere dai centrocampisti. Mancando Floccari, per il tedesco è diventata subito un’impresa ai limiti dell’impossibile dialogare con Kozak, che al 17′ si è divorato l’occasione migliore costruita dai biancocelesti nel primo tempo. Sul cross di Lulic, il ceco ha colpito male di testa senza inquadrare lo specchio. Subito dopo, su un siluro di Candreva respinto da Avramov, ha bucato il tocco facile da distanza ravvicinata. Tutta qui la voglia di provare a vincere la partita.
TRAVERSA –

Da San Siro arrivavano brutte notizie per la Lazio con l’Udinese in fuga. Da Palermo rimbalzavano i gol del Parma, deciso a difendere il decimo posto dal possibile assalto del Cagliari, molto più brillante e incisivo con ripartenze veloci. Thiago Ribeiro aveva provato subito a sorprendere Marchetti, abile a deviare in angolo, e ad un sospiro dall’intervallo, dopo essersi liberato con una serpentina, è entrato in area di rigore e ha colpito la traversa con un diagonale a giro che avrebbe meritato il gol. Tra le due azioni più pericolose del brasiliano, c’è stato il raid di Ibarbo, che si è infilato in un corridoio ma da posizione comoda ha prodotto un tiro fiacco e centrale. La ripresa è iniziata come era finito il primo tempo. Con la Lazio lenta e slegata e il Cagliari pericolosissimo nelle ripartenze. Al 5′ Biava ha salvato sulla linea il tiro a colpo sicuro di Eriksson e un minuto dopo Thiago Ribeiro, scatenato, ha scheggiato il palo con un sinistro violentissimo. Petkovic ha spedito in campo Floccari richiamando Kozak, totalmente fuori partita. Niente è cambiato, anzi la squadra biancoceleste ha perso lucidità e controllo del gioco. Così al trentesimo, dopo una frittata di Dias, su calcio piazzato è arrivato il gol del Cagliari. Cossu, appena entrato, ha pennellato un bel pallone in mezzo all’area di rigore. I giocatori della Lazio erano fermi come statuine. Dessena è piombato come un falco e ha bucato di testa Marchetti. Domenica, allo stadio Olimpico, servirà un’altra tensione e molta più rabbia per provare a vincere la Coppa Italia.

Corriere dello Sport

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