CDS – Dias, il futuro in un mese

CDS – Dias, il futuro in un mese

L’arrivo nel gennaio 2010, la saudade , le difficoltà d’inserimento, la voglia di andare via, la resistenza e la rinascita. E poi l’esplosione nel campionato 2010-11, il ruolo di leader difensivo acquisito sul campo, un calo determinato da nervosismo ed infortuni nelle ultime due annate. Andrè Dias guarda in faccia…

L’arrivo nel gennaio 2010, la saudade , le difficoltà d’inserimento, la voglia di andare via, la resistenza e la rinascita. E poi l’esplosione nel campionato 2010-11, il ruolo di leader difensivo acquisito sul campo, un calo determinato da nervosismo ed infortuni nelle ultime due annate. Andrè Dias guarda in faccia il suo futuro, ma non riesce a decifrarlo. Che ne sarà di lui? Resterà o partirà? La Lazio è a caccia di un nuovo centrale, non è escluso che ne arrivino due. Biava viaggia verso il rinnovo, Dias ha quattro partite di campionato e una finalissima di Coppa Italia per rilanciare la sua candidatura. Il contratto ha un termine: 2014. Non è un’assicurazione sul futuro.

LO SCENARIO – E’ rientrato a Udine, ha retto fin quando l’ha assistito il fisico. Andrè Dias era reduce da uno stiramento, non è stato semplice guidare il reparto arretrato, respingere gli attacchi dell’Udinese restando in piedi sino alla fine. Ha fatto il possibile, è stato uno dei pochi a reggere nonostante il crollo, nel primo tempo fece registrare segnali di crescita rispetto ai mesi precedenti. A Parma è stato riproposto da Petkovic e ha firmato un’ottima prestazione, quelle sensazioni vennero confermate. Il vero Dias è servito e servirebbe ancora alla Lazio, ma la società sta compiendo una riflessione a tutto tondo. La rosa va svecchiata, serve un ringiovanimento soprattutto in difesa. Dias compirà 34 anni il 15 maggio, Biava spegnerà 36 candeline mercoledì prossimo, nuovi innesti sono necessari. Le qualità caratteriali e tecniche del brasiliano non sono in dubbio, lo è il rendimento fatto registrare nelle ultime due stagioni, con particolare riferimento a quella in corso. Dias ha giocato 23 volte in campionato, l’apporto è stato un po’ limitato, gli è mancata la continuità di rendimento. Il finale di stagione avrà il potere di risolvere gli interrogativi? Si vedrà, le prossime settimane saranno rivelatrici, chiariranno il futuro del matrimonio Dias-Lazio.

LE TRACCE – L’esito della stagione avrà un peso specifico, determinerà le strategie. Ma il diesse Tare è già all’opera sul mercato, segue indirizzi precisi, sa quali reparti hanno bisogno di un restauro, di rinforzi. Dias ha mercato all’estero, lo accoglierebbero a braccia aperte in Brasile (magari al San Paolo, il suo vecchio club), gli hanno lanciato messaggi da Dubai. Ci sarà tempo per parlarne, oggi bisogna pensare al campo, alla gara col Bologna e a tutti gli altri impegni. Andrè Dias sogna un grande finale di campionato, sogna di alzare al cielo la Coppa Italia, non è un perdente. Si sta concentrando sul presente, vuole riscattare l’annata, è un ragazzo attento, sa quanto può dare, sa quanto può migliorare. Nel suo momento migliore spiccava per forza fisica, doti da leader, marcatura e capacità d’intervento difensivo. La Lazio s’era affidata a lui ad occhi chiusi traendone benefici. Corsie centrali ed esterne, la difesa è sotto esame, dovrà essere puntellata. Dias va incontro al futuro, non sa cosa lo aspetta. Tanti pensieri lo sfiorano, inizierà a pensarci con maggiore attenzione a tempo debito, appena i traguardi saranno tagliati. Petkovic si aspetta tanto da lui, i prossimi venti giorni saranno decisivi, le prove d’appello sono finite. Uomini come Dias fanno la differenza in campo, determinano gli equilibri, garantiscono carica agonistica, sanno essere trascinatori.

Corriere dello Sport

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