CDS – Ecco Postiga si presenta dopo l’incubo

CDS – Ecco Postiga si presenta dopo l’incubo

CORRIERE DELLO SPORT Klose non ha recuperato, l’emergenza spinge Reja a puntare sul portoghese. Possibile esordio nel 3-4-3 di Daniele Rindone Reja se l’è chiesto domenica. Bella la sua domanda: «Dove pesco il centravanti?». La pesca, è questa la parola chiave. Era notte, aiutava il papà, preparavano le reti da…

di redazionecittaceleste

CORRIERE DELLO SPORT

Klose non ha recuperato, l’emergenza spinge Reja a puntare sul portoghese. Possibile esordio nel 3-4-3
di Daniele Rindone

Reja se l’è chiesto domenica. Bella la sua domanda: «Dove pesco il centravanti?». La pesca, è questa la parola chiave. Era notte, aiutava il papà, preparavano le reti da pesca. E di giorno, crescendo, ha iniziato a bucare quelle del campo. Helder Postiga aveva 7 anni, col padre una volta riempì la barca di sardine: «Se non fossi diventato calciatore sarei stato anch’io un pescatore», disse. E sono due. E’ una staffetta in tutto e per tutto. Fuori Klose, le speranze di recupero si sono dissolte ieri mattina. Dentro Helder Postiga, un altro attaccante con l’hobby della pesca. Stesso amo, diverso score. Klose è un pescatore di carpe, un goleador unico. Postiga un giorno riempì la barca di sardine, ha segnato meno gol, ma sulla carta è sempre stato uno di valore.

I PIANI – Scherzi, passatempi e confronti a parte, Reja pensa al portoghese. E’ una scelta forzata, dettata dall’emergenza. Dias è stato recuperato solo per la panchina, gli infortunati sono sei (Marchetti, Ciani, Pereirinha, Biglia, Ederson e Klose) più Lulic squalificato. Miro è in dubbio anche per domenica, si sta curando a Formello, oggi effettuerà un leggero allenamento, proverà a rientrare in gruppo domani pomeriggio. Klose è alle prese con un problema alla schiena (tratto dorsale). Postiga è stato provato in due moduli ieri pomeriggio: nel 3-4-3 con Candreva e Keita ai lati e nel 4-2-3-1. Nel primo assetto davanti a Berisha c’erano Biava (recuperato), Novaretti e Radu. A centrocampo agivano Cavanda (a destra), Gonzalez, Ledesma e Konko (adattato a sinistra). Il 4-2-3-1 era così formato: Konko, Biava, Novaretti e Radu dietro. Onazi e Ledesma lavoravano alle spalle di Candreva, Mauri e Keita. Postiga era l’unica punta, aspetta la grande occasione. Edy terrà aperto il ballottaggio con Perea sino all’ultimo, ma la scelta sembra fatta. La terza opzione chiama in causa Mauri nelle vesti di finto centravanti. Postiga si allena in gruppo da nove giorni, non potrà reggere per 90 minuti, forse ha solo un tempo nelle gambe, giocherà finché potrà. Ha chiuso il week-end in affanno, ha pagato i carichi di lavoro, tutta colpa dell’inattività. Postiga piace molto a Reja, se partirà titolare sarà sostituito in corsa. In avanti le opzioni sono contate, l’unico cambio è Perea. Il Coco è andato male col Milan, ha segnato un solo gol in campionato. Ma i numeri non rendono onore alle sue prove. Reja, oggi, ha bisogno di certezze e gol, li cerca in Postiga, un attaccante esperto, figlio di un passato lucente, è voglioso di riscatto.

LA STORIA – Non sarà facile. Postiga giocherà dopo due mesi, l’ultima apparizione risale a gennaio. Militava nel Valencia, entrò in corsa nel match di campionato contro il Malaga, era il 17 gennaio. Da titolare affrontò l’Atletico Madrid nella Copa del Rey, era il 14 gennaio. Postiga s’è rialzato, ormai sembra uscito dal tunnel. L’occasione d’oro l’avrà dopo quasi due mesi dal suo arrivo. Quando arrivò era reduce da una contrattura, è peggiorato piano piano. I problemi muscolari si sono accentuati in Italia, s’è scoperto che erano indotti da protusioni discali (gli creavano fastidi al polpaccio destro). I medici della Lazio, dopo vari consulti, a fine febbraio hanno affidato l’attaccante alle cure di un neurochirurgo di Roma, la terapia ha fatto effetto. Reja vuole puntare su di lui perché è una prima punta (sa agire anche da seconda), ha caratteristiche diverse da Perea, potrebbe garantire profondità e pericolosità. Postiga proverà a rendersi utile, è arrivato in prestito con diritto di riscatto (3,5 milioni), ha poco tempo per meritare la conferma. Non può dirsi fortunato, arrivò in un momento nero, nel giorno in cui Hernanes lasciò Formello. Scelse la maglia 46, mollò il 9. Non è una punta statica: «Non mi piace stare fermo ed attendere la palla». Non è mai stato un bomber a raffica, ha segnato 98 reti in 422 presenze. E’ vicino a quota 100. E’ esploso nel Porto di Mourinho e con Josè vinse tutto. A cavallo del 2000 era imprendibile, oggi ha 31 anni, ha ridotto le marce. Viene da qualche stagione deludente, sogna la riscossa, l’importante è che regga. Quando si racconta dice: «Sono del segno del leone e un leone mi sento».

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