CDS – Edy chiama i veterani. Baby bocciati

CDS – Edy chiama i veterani. Baby bocciati

IL CORRIERE DELLO SPORT FORMELLO – Le scelte di Reja hanno un preciso significato e segnalano due aspetti. Il primo: la bocciatura dei giovani e delle alternative, perché hanno fallito l’occasione proposta giovedì dalla partita di Europa League. Il secondo: nei pensieri del tecnico friulano la sfida con il Sassuolo…

IL CORRIERE DELLO SPORT

FORMELLO – Le scelte di Reja hanno un preciso significato e segnalano due aspetti. Il primo: la bocciatura dei giovani e delle alternative, perché hanno fallito l’occasione proposta giovedì dalla partita di Europa League. Il secondo: nei pensieri del tecnico friulano la sfida con il Sassuolo è più importante del ritorno a Sofia. Se è vero che certi giocatori non possono sopportare la fatica dei tre impegni settimanali, perché la carta d’identità non tradisce, e se domenica prossima il calendario prevede la trasferta del Franchi con la Fiorentina, è implicito ritenere che nella partita di ritorno con il Ludogorets diversi titolari verranno risparmiati o tenuti a riposo. E allora il quesito iniziale si ripropone: perché consumare tanta fatica per provare a inseguire il sesto posto e mantenere una presenza in Europa League se poi la gestione dell’organico indica con chiarezza quali sono le gerarchie e l’importanza delle partite?

BOCCIATURE – C’è un fatto incontrovertibile dettato dalle prove di ieri a Formello e dalla probabile formazione allestita per affrontare il Sassuolo. Rispetto al crollo di Catania giovedì erano rientrati nel blocco dei titolari Ciani, Cana, Keita, Cavanda, Onazi e Felipe Anderson. Nessuno di questi sei giocatori scenderà in campo dal primo minuto questa sera. E al conto bisogna aggiungere Lucas Biglia, che sta andando incontro a un’altra bocciatura. Un tempo a Catania, sostituito nell’intervallo senza sortire benefici, anzi il contrario perché la squadra ha perso palleggio a centrocampo. Novanta minuti con il Ludogorets e la rampogna di Reja per aver lasciato battere il rigore a Felipe Anderson, probabile panchina con il Sassuolo. Eppure la coppia con Ledesma aveva funzionato ed era stato uno degli aspetti più positivi della Lazio nelle ultime settimane. Ma il tecnico friulano potrebbe tornare a una linea mediana a tre e allora si può comprendere la necessità di dover scegliere un solo regista (Ledesma), affiancato da un cursore (Gonzalez) e da una mezz’ala-trequartista (Mauri) per allestire un centrocampo completo nelle caratteristiche.

 

 

 

 

BABY – E’ più dolorosa la bocciatura di alcuni giovani in relazione all’impegno. Partiamo da Onazi. Con Petkovic era diventato titolare. Ora è una riserva, si è involuto, ha già sprecato alcune occasioni. Ha sofferto il rientro di Gonzalez. Può darsi che l’ascesa della scorsa stagione abbia generato un pochino di presunzione. Cavanda ha giocato moltissimo quest’anno, quasi mai ai livelli della scorsa stagione: giovedì è stato espulso, non potrà giocare a Sofia, forse gli si poteva concedere una prova d’appello con il Sassuolo. A Konko potrebbero toccare tre partite di fila. Comprensibile l’esclusione di Felipe Anderson, fischiato giovedì dopo il rigore sbagliato: ha bisogno di essere protetto e di fiducia per esprimere un potenziale enorme. Chi lo boccia, a gioco lungo rischia pietose figure e dimostra incompetenza. Ma oggi, è vero, il rendimento del brasiliano è insufficiente. Escluso anche Keita, che pure non aveva sfigurato in Europa League e avrebbe bisogno di continuità per imporsi.

 

VECCHIA GUARDIA – Tirate tutte le somme, Reja tornerà ad affidarsi al nucleo storico nella serata più complicata. E forse fa bene, se conterà anche il risultato per non farsi travolgere dalla contestazione. Davanti a Berisha, linea a quattro con Konko, Biava, Dias e Radu. Ledesma e Gonzalez sulla mediana. Mauri orienterà il modulo: trequartista (4-2-3-1, provato ieri) oppure mezz’ala (4-3-3) se partirà da una posizione più arretrata. Candreva e Lulic sulle corsie esterne. Klose centravanti. Nessun acquisto tra i titolari, a parte Berisha, il più giovane. In campo, dal primo minuto, scenderà una squadra con l’età media di 30,2 anni. La vecchia, cara Lazio di Reja. (Corriere dello Sport)

 

Cittaceleste.it

 

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