CDS – Felipe Anderson: «Grande Lazio pronto a lottare per un posto»

CDS – Felipe Anderson: «Grande Lazio pronto a lottare per un posto»

La Lazio lo aspetta. Felipe Anderson a metà settimana dovrebbe rientrare in Italia e unirsi al gruppo di Petkovic per cominciare a entrare nel mondo biancoceleste. Non potrà subito allenarsi, è ancora convalescente. Lo staff medico ha ipotizzato altre due o tre settimane di terapia prima di vederlo sul campo.…

La Lazio lo aspetta. Felipe Anderson a metà settimana dovrebbe rientrare in Italia e unirsi al gruppo di Petkovic per cominciare a entrare nel mondo biancoceleste. Non potrà subito allenarsi, è ancora convalescente. Lo staff medico ha ipotizzato altre due o tre settimane di terapia prima di vederlo sul campo. Il brasiliano si era infortunato il 6 giugno, quarta giornata del Brasilerao, durante la partita tra Criciuma e Santos. Una distorsione alla caviglia con interessamento della capsula legamentosa che richiedeva un paio di mesi di stop. All’inizio di agosto dovrebbe essere pronto per iniziare la preparazione da zero. Petkovic, è ovvio, lo inserirà con calma e prudenza. Bisognerà attenderlo senza creare pressioni e sapendo che anche un giovane di talento avrà bisogno di tempo per capire il calcio italiano, non solo per recuperare la condizione migliore. In attesa del visto di lavoro e delle formalità burocratiche necessarie per trasferirsi in modo definitivo in Italia, Felipe Anderson nella notte tra giovedì e venerdì ha salutato il Santos attraverso una conferenza stampa di addio. Gli è stata regalata una maglia con il numero 110, sono tante le presenze accumulate con il club brasiliano.

ADDIO – Dopo una prima stagione da titolare in cui si era affermato e aveva raccolto consensi, Felipe Anderson ha vissuto un inverno complicato. Sono arrivate le prime critiche e non riscuoteva la piena fiducia di Ramalho, l’ex tecnico del Santos. Ne ha parlato con serenità. «La questione non mi tocca, perché ognuno ha il suo modo di giocare e la sua opinione. Io non posso fare nulla. Quello che posso fare è restituire l’affetto alla Lazio, che mi ha già dato abbastanza. In partita seguivo il laterale avversario. Quando non potevo attaccare, aiutavo in difesa. Molti non l’hanno visto, ma forse più per una questione tattica» . Sul rapporto con Muricy Ramalho ha aggiunto. «Mai parlato chiaro solo io e lui nel suo ufficio, ma abbiamo sempre parlato prima dell’addestramento tattico, in modo professionale. Prima di ogni partita mi ha sempre dato la forza, mi ha chiamato e parlato, detto che ero in grado. Ho un grande affetto nei suoi confronti. Gli sono molto grato. Mi sentivo un po’ demoralizzato in quei momenti. Ma ho collezionato 110 presenze e l’ho fatto perché era quello che mi chiedeva Muricy» .

 

FUTURO – Nel Santos è sbocciato e ha vissuto anche le prime difficoltà della carriera. Lo hanno temprato, lo aiuteranno a consacrarsi con la Lazio. Combatterà per diventare titolare. Partirà in seconda fila. «La Lazio è una squadra campione, così come il Santos. Ora ha vinto la Coppa Italia. Ho sempre dovuto lottare per il posto da titolare, non so se lo sarò, ma sto tornando da un infortunio e ho tutto il precampionato davanti per ritrovare la condizione migliore e dare il massimo. Ho ricevuto un’accoglienza fantastica a Roma. Ho già parlato con l’allenatore e i compagni di squadra. Non vedo l’ora di ripagare la fiducia nei miei confronti» 

 

Corriere dello Sport
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