CDS – Felipe Anderson, voglia di Lazio

CDS – Felipe Anderson, voglia di Lazio

Per i nottambuli appassionati di calcio e ancora di più per i tifosi della Lazio c’è la possibilità di scoprire e cominciare a studiare Felipe Anderson, centrocampista del Santos, obiettivo di mercato per Lotito e il diesse Tare, che lo avevano trattato a gennaio e che continuano a lavorarci per…

Per i nottambuli appassionati di calcio e ancora di più per i tifosi della Lazio c’è la possibilità di scoprire e cominciare a studiare Felipe Anderson, centrocampista del Santos, obiettivo di mercato per Lotito e il diesse Tare, che lo avevano trattato a gennaio e che continuano a lavorarci per luglio. Sabato notte ha giocato titolare nella semifinale del Paulista tra Mogi Mirim e Santos, finita ai rigori e vinta dal club in cui era cresciuto Pelè e oggi gioca Neymar. La partita è stata trasmessa in diretta da Rai Sport e lo stesso accadrà nelle prossime due domeniche (a partire dalle 23,30) per la doppia finale con il Corinthians, che ha eliminato ai rigori il San Paolo.

PROFILO – Felipe Anderson è allenato da Ramalho, ex tecnico di Hernanes e Dias al San Paolo. Il Santos era in emergenza. Mancavano Galhardo, sotto choc per aver perso nei giorni scorsi il fratello in un incidente stradale. Mancava anche Douglas, che poteva sostituirlo. Così Ramalho ha pensato a Felipe Anderson, che di mestiere fa la mezz’ala (interno classico da centrocampo a rombo) ma possiede senso tattico, per inventare un terzino. Il gioiellino del Brasile Under 20, vent’anni compiuti il 15 aprile, s’è messo a guardia, sulla destra di Edu Dracena, che ha firmato il gol del pareggio, in una linea difensiva a quattro. Felipe Anderson non è un esterno. Josè Altafini, opinionista tecnico che affiancava il telecronista Alberto Rimedio, ne ha apprezzato le qualità tecniche e la capacità iniziale di adattarsi ai compiti tattici, nonostante giocasse fuori ruolo. Ha dimostrato senso del gioco e intelligenza nell’uno contro uno difensivo, è arrivato in ritardo e ha perso la marcatura di Roni nell’azionche ha permesso al Mogi Mirim di passare in vantaggio. Ma non si poteva pretendere che fosse perfetto e collaudato nelle diagonali come un vero terzino. Nella ripresa ha tenuto la posizione e non ha spinto molto. Chissà, forse Ramalho gli aveva chiesto di restare a copertura. La diversità di Felipe Anderson s’è notata in due o tre giocate. Eccelle nel controllo del pallone, lo stop a seguire con un movimento contrario alla corsa del suo avversario. Lo fa così bene e con grande rapidità che riesce ad andare via, liberandosi della marcatura, nello spazio strettissimo.

VALUTAZIONE – A prima vista, sapendo che la Lazio stava per chiudere a fine gennaio per 7,5 milioni con il Santos e che il fondo inglese (proprietario del 50 per cento del cartellino) chiede un rilancio sino a 10 milioni di euro per chiudere l’operazione, Felipe Anderson non ha fatto strabuzzare gli occhi. Ma bisogna tenere conto di tanti aspetti e sarebbe impossibile giudicarlo da una partita in cui è stato impiegato fuori ruolo. E’ giovane. Molti si chiedono perché non stia giocando titolare. Meglio così, altrimenti la valutazione lieviterebbe. Nel Brasilerao era stato grande protagonista e si era imposto, guadagnando considerazione e mercato: 35 presenze e 6 gol prima di esplodere con il Brasile al Sudamericano Under 20 di gennaio. Nel campionato Paulista appena 13 presenze su 21 e non tutte a tempo pieno. Da tempo è promesso alla Lazio. I contatti, sotto traccia, continuano a essere caldissimi. Lotito e Tare contano di chiudere l’affare alla fine di maggio. Il 12 e il 19 maggio Felipe Anderson con il Santos sarà impegnato nella doppia finale del Paulista e sfiderà il Corinthians (tutte e due le partite saranno trasmesse in diretta televisiva da Rai Sport). Poi penserà alla Lazio e all’inserimento nel calcio italiano. Avrà bisogno di tempo e di calarsi nella nuova realtà. Lotito non lo cerca per sostituire Hernanes. E’ un centrocampista totalmente diverso dal Profeta come caratteristiche, non possiede gli stessi colpi e ha un decimo della sua esperienza. Dovrà crescere con calma, senza eccessive pressioni. E per studiarlo ancora meglio, se giocherà titolare, ci sono i prossimi due appuntamenti del Paulista. Quando scatterà il Brasilerao, alla fine di maggio, potrebbe aver già dato l’addio al Santos.

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy