CDS – Hernanes 30 e lode

CDS – Hernanes 30 e lode

Cento partite in serie A, 30 gol. Sono numeri da top-player. Hernanes ha eguagliato il primato di Nedved (11 reti nel campionato 1997/98) e può superarlo negli ultimi 180 minuti. Il brasiliano sta entrando nella storia della Lazio e continua a crescere, guidato dai suoi colpi geniali e da una…

Cento partite in serie A, 30 gol. Sono numeri da top-player. Hernanes ha eguagliato il primato di Nedved (11 reti nel campionato 1997/98) e può superarlo negli ultimi 180 minuti. Il brasiliano sta entrando nella storia della Lazio e continua a crescere, guidato dai suoi colpi geniali e da una classe non catalogabile. Ci sono persino pochi attaccanti che segnano 10 gol a campionato, figuriamoci i centrocampisti. Hernanes è entrato nella scia di Nedved, scoperto da Zeman, valorizzato da Eriksson, capace di conquistare il Pallone d’Oro con la Juventus. Il brasiliano tiene le stesse medie di Hamsik e Vidal, gli altri centrocampisti con il vizio del gol che fanno la differenza in Italia, rispetto a cui possiede caratteristiche diverse. Hernanes è un giocatore universale, basti pensare che all’inizio della carriera con il San Paolo si muoveva da terzino sinistro. Il Profeta tira di destro e di sinistro nello stesso modo, sa lanciare e inventare palloni filtranti, si applica nella fase difensiva, che non è il suo mestiere, gioca a tutto campo e si esalta nel dribbling. Sta raggiungendo la piena maturità tecnica.

LA CONVERSIONE TATTICA: Da trequartista a mezz’ala E ora in regìa E’ come se fosse tornato sui suoi passi. Ha impiegato quasi tre anni per riprendere a muoversi nella stessa posizione che occupava al San Paolo, ruolo in Brasile definito “volante”. Un centrocampista classico, quasi un regista, tanto che si erano sprecati i paragoni: c’è chi rivedeva le stesse movenze di Falcao (che ha sempre considerato Hernanes uno dei suoi eredi) e chi riteneva potesse essere accostato a Pirlo. Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, già dai giorni in cui lo aveva convinto a lasciare il San Paolo per trasferirsi a Roma, sosteneva come il suo ruolo ideale fosse una decina di metri più indietro alla collocazione inizialmente trovata da Reja.

APPROCCIO – Per il friulano era un trequartista. Diverso dal vero e proprio numero 10, più rapido e capace di puntare la porta, quasi da seconda punta. Trequartista di posizione perché andava supportato e sostenuto da almeno due mediani, se non tre. Nel campionato 2010/11 nacque la formula del 4-2-3-1. Brocchi o Matuzalem più Ledesma a copertura di Hernanes. Reja lo voleva tenere al limite dell’area per sfruttarne il tiro letale. Il Profeta disse sì, calandosi nella parte con umiltà, sacrificandosi in un lavoro che non gli appartiene: giocare con le spalle alla porta, senza governare il gioco, ma cercando di interpretarlo con i movimenti, è un altro lavoro, totalmente differente. Per due anni è andata avanti così e con risultati alterni: 11 gol nel primo campionato, 8 (con il record di sostituzione subìte) nel secondo. Il rapporto tecnico (non professionale) tra Hernanes e Reja stava entrando in crisi, il Profeta non avvertiva più la massima considerazione e zio Edy non era soddisfatto del suo rendimento. Gli rimproverava di aver deciso poche partite, di non aver fatto la differenza. In quel ruolo di trequartista molto spesso le sue prestazioni erano lampi. Giocate a effetto alternate a lunghe pause.

 

CONVERSIONE – Petkovic l’ha studiato in estate. Lo ha provato da mediano ad Auronzo, l’ha impiegato da trequartista nel 4-2-3-1. A Smirne, nell’amichevole con il Galatasaray, capì che quella non poteva essere la posizione di Hernanes. Il colloquio con il giocatore diventò determinante per la svolta. A Bergamo, prima di campionato, la Lazio si presentò con il 4-1-4-1, formula fortunatissima nei primi sei mesi di stagione. Hernanes mezz’ala classica di costruzione, interno destro o sinistro, con Ledesma a protezione e il dinamismo di Gonzalez a sostegno. Un cocktail equilibratissimo. La possibilità di entrare nel gioco, deciderlo, prima ancora di sganciarsi per andare al tiro oppure a rimorchio degli attaccanti. Che poi i centrocampisti centrali siano tre o due, come avviene nel 4-4-2, per Petkovic cambia poco. Contano il movimento e gli inserimenti.

 

LA NAZIONALE:E’ nel progetto di Scolari. Esame Confederations
Ha un chiodo fisso: il Mondiale 2014 in Brasile. Hernanes lavora e gioca per raggiungere il traguardo di una carriera. E’ pazzo per la maglia verdeoro, come tutti i brasiliani e quando alla fine di marzo il nuovo ct Scolari lo ha convocato per le amichevoli con Italia e Russia non ha pensato ad altro: quello doveva essere un appuntamento fondamentale del suo percorso di avvicinamento al Mondiale, forse l’ultima occasione per conquistare la Selecao. Scolari lo ha messo al centro del progetto, centrocampista centrale, vero e proprio regista. Esame superato. Hernanes è stato promosso, ha giocato massimo delle proprie possibilità e ha guadagnato i consensi del nuovo ct, che lo aveva convocato anche all’inizio di febbraio. Il Profeta, appena uscito dal trauma cranico riportato nella semifinale di Coppa Italia con la Juventus, fu costretto a rinunciare.

CONFEDERATIONS – Adesso ha in mente di chiudere festeggiando con la Lazio nel derby del 26 maggio, ma poi la sua stagione proseguirà, forse con il mese più importante. Il ct Scolari lo convocherà per la Confederations Cup, vere e proprie prove generali a un anno dal Mondiale. Il 2 giugno è fissata l’amichevole di lusso con l’Inghilterra che servirà per inaugurare il Maracanà, buttato giù e ricostruito. La nazionale verdeoro replicherà il 9 giugno con la Francia. Due partite per mettere a punto la squadra che si misurerà nella Confederations Cup dal 15 al 30 giugno. Hernanes conta di diventare protagonista nel torneo che finirà per orientare le scelte di Felipe Scolari. Il Brasile è stato inserito nel girone con l’Italia di Prandelli, il Giappone di Zaccheroni e il Messico.

 

GARANZIE – Per arrivare al Mondiale avrà bisogno di buone prestazioni in Confederations e visibilità nella prossima stagione. Fondamentale l’ingresso in Europa League con la Lazio. Ma Petkovic e Lotito, dal punto di vista tecnico, gli danno garanzie assolute. Cambiare squadra e allenatore a dodici mesi da Brasile 2014 sarebbe un azzardo.

IL CONTRATTO: Lotito non lo vende Lui non si muove ma prende tempo

«Chi ha detto che lo vendo?», ha tuonato Lotito nella pancia di S.Siro. Nessuno ha detto che vuole vendere Hernanes, ma la scadenza di contratto fissata nel 2015 impone alcune riflessioni. La Lazio vorrebbe rinnovare, strappando la firma del brasiliano riuscirebbe a blindarlo. La società deve muoversi, deve impostare una strategia chiara, veloce per mettere al sicuro il suo gioiello. Hernanes è cresciuto, spera in un adeguamento contrattuale, secondo certi rumors da 3 milioni di euro a stagione (oggi percepisce circa 1,5 milioni con i bonus). Il Profeta a Roma sta bene, nessuno vuole venderlo e lui non vuole andare via. Ma l’idea di legarsi per altri cinque anni con la Lazio non è all’ordine del giorno, è più di una sensazione. Hernanes vorrebbe tenere ogni porta aperta, vorrebbe essere libero di scegliere il futuro con serenità, valutando ogni aspetto. In Italia si è consacrato e finalmente può riuscirci anche nel Brasile, è allenato da un tecnico (Scolari) che crede in lui. Il Profeta tra poche settimane sarà impegnato nella Confederations Cup, se la vivrà da protagonista le offerte potrebbero iniziare a fioccare. Il Profeta ha le idee chiare, vacillerebbe di fronte ad un’offerta di un top club, altre proposte non lo intrigherebbero. S’è parlato del Napoli, è una soluzione che in cuor suo non suscita interesse.

L’IPOTESI – Una delle ipotesi più realistiche è la seguente: Hernanes resterà a Roma senza rinnovo, almeno in questa stagione. Una soluzione possibile, ma rischiosa. Il Profeta, tra 12 mesi, si troverebbe ad un anno dalla scadenza del 30 giugno 2015, sarebbe difficile incassare una cifra alta dalla sua eventuale cessione. Lotito non vuole venderlo, l’ha detto più volte, c’è da credergli. Avrebbe potuto farlo un anno fa, a Formello arrivarono le offerte milionarie dello Zenit San Pietroburgo e del Tottenham. Il caso Hernanes sarà valutato nelle prossime settimane, quando la stagione sarà conclusa e sarà chiaro il futuro della Lazio (Europa sì, Europa no?). Una stagione senza competizioni europee sarebbe dura da digerire per certi big.

 

Corriere dello Sport

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