CDS – Hernanes vuole uscire dalla crisi «Ci rialzeremo»

CDS – Hernanes vuole uscire dalla crisi «Ci rialzeremo»

Un viaggio improvvico. Hernanes ieri mattina, insieme alla moglie, si è imbarcato su un jet privato che da Roma l’ha portato a Parigi. Nessun blitz di mercato: «Solo una questione di sponsor» , ha assicurato il Profeta rientrato ieri sera a Ciampino. Il viaggio in Francia poteva far pensare a…

Un viaggio improvvico. Hernanes ieri mattina, insieme alla moglie, si è imbarcato su un jet privato che da Roma l’ha portato a Parigi. Nessun blitz di mercato: «Solo una questione di sponsor» , ha assicurato il Profeta rientrato ieri sera a Ciampino. Il viaggio in Francia poteva far pensare a un contatto di mercato con il Psg, ma non è così. Hernanes è stato rintracciato dal sitolalaziosiamonoi.it al rientro: «Non è un momento proprio bello, ma siamo all’inizio e si può sistemare tutto. La squadra non ha ancora trovato la stessa compattezza dello scorso anno, possiamo fare meglio e mi auguro che troveremo la giusta via» 
«Ha perso il sorriso…» , l’aveva detto anche Petkovic. Non sorride e non gioca come sa, è un altro, è irriconoscibile. Procede a strappi, i tre gol segnati nelle prime sette partite (una l’ha saltata per squalifica) pesano meno rispetto alle prestazioni deludenti che ha offerto. L’infelice è Hernanes, non è più lui. E’ in crisi, inutile nascondersi. S’è perso il Profeta e nel tunnel è entrata anche la Lazio. Hernanes e Klose, Klose ed Hernanes, se non girano a mille, se non giocano al top, se non segnano al massimo, sono dolori. Non stanno girando più, i gol arrivano col contagocce e spesso non sono decisivi. Hernanes preoccupa più di Klose (frenato da un infortunio), non è continuo, sparisce in campo, non incide. Non è solo una questione fisica, è anche una questione mentale. L’abbiamo detto di recente: Petkovic aveva e continua ad avere l’obbligo di metterlo nelle condizioni migliori per farlo esprimere, questo è stato fatto (Hernanes, di base, è tornato centrocampista). Gli alibi sono finiti, al Profeta ora servono nuove motivazioni e dev’essere lui a trovarle. E’ uno dei pochi giocatori che allena anche la mente, è cresciuto lavorando insieme a Jota Alves, il suo guru (preparatore mentale e tecnico). In Italia spesso s’è confrontato con Sandro Corapi, il mental coach arrivato a Formello nella scorsa stagione.

LA CURA – Serve un’operazione-recupero per rigenerare Hernanes: vederlo girovagare per il campo fa male. La sua involuzione è sotto gli occhi di tutti, è uno dei motivi che sta determinando le frenate della Lazio. Non è l’unico colpevole, non può essere il capro espiatorio, sarebbe ingeneroso pensarlo. Ma da uno come lui è logico attendersi un aiuto diverso, un coinvolgimento diretto nel progetto così com’è stato in passato. Hernanes è stato un trascinatore, ha avuto spesso momenti di flessione, alla lunga ne è uscito, s’è sempre ripreso. Quest’anno gioca ad intermittenza, non lo vedi felice e scattante, non illumina il campo. E’ uno dei tanti, non è mai stato un leader per caratteristiche caratteriali, ma lo è stato grazie al talento, alle capacità tecniche che possiede. Nei momenti difficili ci pensava lui ad inventare una giocata, a provare il tiro da fuori.

IL RAPPORTO – Hernanes va recuperato al più presto. L’anno scorso fu Petkovic a risollevarlo, a ricaricarlo, a dargli nuove motivazioni,. Gli parlò, lo capì, lo riportò a centrocampo, assecondò il desiderio del Profeta. Un anno dopo il rapporto s’è un po’ raffreddato. Petkovic, ad agosto, avanzò Hernanes sulla trequarti, accadde nella finale contro la Juve. Quella scelta scosse il brasiliano, lo destabilizzò. Non è stato l’unico episodio “incriminato”. Hernanes s’è innervosito nel match col Catania, partì dalla panchina, trovò spazio in corsa. Quando segnò il 3-1 allo scadere festeggiò senza sorriso, si limitò a fare la capriola, fu la prova della sua insoddisfazione, di un certo malumore. In altri tempi avrebbe reagito diversamente, avrebbe tenuto a freno nervi ed istinto. «Hernanes a sprazzi gioca bene, ma fatica tanto a trovare la fluidità di gioco. Forse deve ritrovare il sorriso, solo così può tornare a divertirsi e può fare divertire», è stato questo il pensiero espresso da Vlado a Reggio Emilia.

 

Corriere dello Sport
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