CDS – Klose: «Record e vittorie Non mi fermo qui»

CDS – Klose: «Record e vittorie Non mi fermo qui»

FORMELLO – Cinque gol segnati connonchalance : «E’ stato uno dei momenti più belli della mia carriera» . In campo è rimasto di ghiaccio, s’è reso conto dell’impresa col passare tempo: «Nella Lazio nessuno ha mai fatto nulla del genere. Pensavo di aver già segnato 5 gol con il Kaiserslautern,…

FORMELLO – Cinque gol segnati connonchalance «E’ stato uno dei momenti più belli della mia carriera» . In campo è rimasto di ghiaccio, s’è reso conto dell’impresa col passare tempo: «Nella Lazio nessuno ha mai fatto nulla del genere. Pensavo di aver già segnato 5 gol con il Kaiserslautern, mi ero sbagliato, è stata una novità anche per me» . I goleador s’abituano ai record e a volte, spolverando la collezione, fanno confusione. Klose pensava d’aver segnato cinque gol in passato, non era così. Era in trance agonistica domenica, segnava a raffica, non pensava alla portata dell’impresa. Col senno di poi gli sarebbe piaciuto restare in campo per cercare la sesta perla: «Cosa sarebbe accaduto se avessi continuato a giocare? Non ne ho idea. Ho solo guardato la linea di fondo, c’era un attaccante, quindi sono uscito. Ero sicuro in quel momento di non aver nessun record per la testa» . Klose è stato intervistato in Germania, dal sito della Federazione tedesca. Miro ha raccontato il suo exploit, a 35 anni (li compirà a giugno) continua a stupire i suoi connazionali: «Cinque gol in una gara non è qualcosa di nuovo però nel calcio italiano l’ultima cinquina è stata siglata 28 anni fa» .
LA STORIA – Klose non si ferma, punta l’Inter che gli soffiò la Champions tre anni fa (col Bayern) e che ha già punito all’andata (suo il gol vittoria), prepara l’assalto all’Europa e anche alla Roma: «L’Europa? Tutto è possibile, contro l’Inter sarà una partita difficile, se vincessimo le probabilità sarebbero buone. Dobbiamo essere bravi a presentarci come un gruppo unito. Pochi punti ci separano dal quinto posto e dai rivali della Roma, è tutto lì il discorso» . Miro punta a migliorarsi, vuole battersi riscrivendo i record personali. E’ a quota 15 reti in serie A, è la stessa cifra fatta registrare nel 2004-05 con la maglia del Werder Brema (ha eguagliato la sua terza stagione più prolifica nei campionati). Klose non s’accontenta, con un gol in più ripeterebbe l’impresa firmata nel 2001-02 col Kaiserslautern, a fine anno realizzò 16 gol. Ha tre partite da sfruttare per far sì che l’annata in corso diventi la seconda più produttiva di sempre (è inarrivabile il traguardo delle 25 reti tagliato nel 2005-06 col Werder). E non è finita qui, il tedesco insegue Gerd Muller (68 gol con la Germania, Miro è a -1) e Ronaldo (miglior marcatore ai Mondiali con 15 reti, Klose è a 14): «Raggiungere un record è sempre una grande soddisfazione. Ma per centrare un obiettivo serve innanzitutto il lavoro della squadra. E per me è sempre più importante conquistare un successo coi compagni» , ha detto il campione biancoceleste. Segna da anni, i tedeschi ricordano la tripletta realizzata dal giovane Miro contro l’Arabia Saudita nella Coppa del Mondo 2002: «Chi sono rispetto a 10 anni fa? Ho imparato molto, ho avuto allenatori eccellenti come Ottmar Hitzfeld, Felix Magath, Thomas Schaaf e Louis Van Gaal» 
Klose è un campione che ha studiato calcio: «Non importa dove sono andato a giocare, ho sempre cercato di adattarmi al gruppo. Quando passai dal Kaiserslautern al Werder Brema ero un combattente, un attaccante rapido, un ottimo colpitore di testa. Al Werder ho imparato l’arte del passaggio, il pressing, così come pretendeva Schaaf. Poi al Bayern ho imparato l’aspetto del gioco di squadra. Il colpo di testa non è la mia qualità più importante, tecnicamente ho cercato di evolvermi nel gioco di piede. Un attaccante forte si distingue per la capacità di compiere passaggi rapidi, l’ho appresa negli anni» . Ha sempre stupito e segnato, non s’è mai cullato sugli allori, è il suo segreto: «Se pensi di essere in grado di fare qualsiasi cosa quello è il momento in cui la tua carriera volge verso il basso» . Non vuole essere definito un rapinatore d’area e non ha intenzione di cambiare modo di giocare e d’essere: «Sono e rimango un giocatore di squadra. Molti mi hanno consigliato di essere più egoista, non sono fatto così. Segnare e contribuire alla vittoria è bellissimo, far segnare lo è altrettanto» . Il 9 giugno compirà 35 anni: «Non recupero più come quando avevo 22 o 23 anni, per il resto sono molto soddisfatto della condizione fisica. Dopo l’infortunio recente sono intorno al 90% della forma».

Corriere dello Sport

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