CDS – La chiave tattica.Una “lettura” sbagliata e l’attacco finale disperato

CDS – La chiave tattica.Una “lettura” sbagliata e l’attacco finale disperato

ROMA -Identità, velocità, lucidità. Sono i tre concetti chiave per leggere Verona-Lazio. Partiamo dall’identità: quella del Verona è solida, Mandorlini non specula e non rinuncia mai al suo 4-3-3 che ha punti fermi ben chiari a tutti, avversari inclusi, e cioè la qualità di Jorginho, la gamba di Romulo, la…

ROMA -Identità, velocità, lucidità. Sono i tre concetti chiave per leggere Verona-Lazio. Partiamo dall’identità: quella del Verona è solida, Mandorlini non specula e non rinuncia mai al suo 4-3-3 che ha punti fermi ben chiari a tutti, avversari inclusi, e cioè la qualità di Jorginho, la gamba di Romulo, la solidità di Toni, la rapidità di Iturbe e la qualità di Juanito Gomez; quella della Lazio anche a Verona è apparsa più debole che mai, e le scelte tattiche hanno influenzato, in negativo, anche l’atteggiamento della squadra. Il nesso tra il primo e il secondo concetto è evidente: per gestire la velocità di Iturbe e innescare quella di Lulic e Candreva, questo era il piano, Petkovic ha cercato una soluzione descrivibile numericamente con il 4-1-4-1 ma pronta a trasformarsi in un 4-3-3 o meglio in un 4-3-2-1, a seconda che Candreva ed Ederson andassero a fare più densità al centro o cercassero di sfruttare l’ampiezza. Da una parte, però, Candreva ha trovato pochi sbocchi; dall’altra, a sinistra, Lulic ha avuto vita dura contro Iturbe, che ha messo subito le cose in chiaro andandogli via allegramente. Risultato: poca spinta ma anche poche certezze in copertura. Prima ancora di prestare il fianco al contropiede gialloblù nella ripresa, la Lazio aveva già palesato tutti i propri limiti nel frenare la velocità del Verona, per vie esterne come per vie centrali (vedi le punizioni dei primi due gol).

LA DIFFERENZA – A quel punto la differenza l’ha fatta anche la lucidità nel leggere la partita e nel modificare rapidamente l’assetto tattico. Petkovic ha chiuso con uno spregiudicato 4-2-4 che è sembrato essenzialmente un tentativo disperato: Klose più Floccari, Keita e Perea, sperando sul 3-1 di poter ancora riaprire la partita, salvo poi incassare la quarta rete giusto due minuti dopo l’ingresso dello stesso Perea. Non è stato molto fortunato il primo cambio di are Petkovic: fuori un centrocampista, Biglia, dentro Keita, per provare un 4-3-3 un po’ più “vero” con lui, Klose e Candreva più avanzato. Un minuto dopo il cambio, il contropiede orchestrato da Juanito Gomez e Toni, e chiuso da Romulo, che ha spaccato in due la partita. (

 

Fonte:Corriere dello sport

 

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