CDS – La Lazio: Ci fidiamo di Mauri

CDS – La Lazio: Ci fidiamo di Mauri

ROMA – Se l’aspettava. Ieri Stefano Mauri, in ritiro ad Auronzo, è stato incitato dai cori dei tifosi laziali: «Vai capitano, non mollare». Non lo farà, perché non è il tipo. E anche il club biancoceleste ha fatto conoscere la propria posizione attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale nel…

ROMA – Se l’aspettava. Ieri Stefano Mauri, in ritiro ad Auronzo, è stato incitato dai cori dei tifosi laziali: «Vai capitano, non mollare». Non lo farà, perché non è il tipo. E anche il club biancoceleste ha fatto conoscere la propria posizione attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale nel tardo pomeriggio: «La Lazio, preso atto del deferimento alla Commissione Disciplinare Nazionale del proprio calciatore Stefano Mauri, in riferimento alle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio risalenti al campionato 2010/2011, e del conseguente deferimento della società per responsabilità oggettiva ribadisce la propria fiducia nella correttezza del comportamento del proprio tesserato, da questi sempre affermata e rivendicata sia in sede penale che in sede disciplinare; confida che nella fase del giudizio disciplinare Stefano Mauri sarà in grado di dimostrare la sua estraneità ai fatti addebitatigli, eliminando quei sospetti che hanno indotto la Procura Federale a formulare le ipotesi di cui al deferimento». Anche il legale di parte, l’avvocato Melandri, ha mostrato ottimismo: «Sì, perchè rispetto a quanto emerso dalla procura di Cremona non mi pare ci siano elementi nuovi. Mentre noi qualcosa in più per dimostrare di nuovo l’estraneità l’abbiamo. Sorprende trovare un solo giocatore della Lazio e uno del Genoa (Milanetto, ndr) per una partita che si presume combinata. Ci siamo già difesi con argomenti che hanno portato all’immediata liberazione di Mauri. Se i fatti sono quelli di un anno fa (quando il giocatore fu arrestato per una settimana, ndr) li abbiamo già spiegati e sviscerati».

ROSSOBLU’ – Più o meno la stessa posizione di Mattia Grassani, il legale che si occupa delle posizioni del Genoa e di Milanetto: «Il deferimento non aggiunge nulla al quadro emerso dall’indagine della procura di Cremona, basato su elementi molto fragili e contraddittori già smentiti documentalmente da Milanetto. Siamo convinti che tali incongruenze emergano in giudizio e quindi confidiamo nel rigetto del deferimento con proscioglimento totale di Milanetto e del Genoa». Lo scorso anno Grassani riuscì a scagionare il Napoli dall’accusa di reponsabilità oggettiva legata al caso Cannavaro-Grava-Gianello. Per il Genoa e Milanetto, secondo Grassani, così come per Mauri, secondo il suo collega Melandri, non c’è neanche da prendere in considerazione l’ipotesi di patteggiamento: «Scartata in maniera netta – dice Grassani – il patteggiamento è uno strumento al quale ricorre chi dal dibattimento ritiene di poter ricavare dei pericoli, non chi si ritiene innocente e pensa di poterlo dimostrare. Escludo nella maniera più assoluta che ci possano essere sia per Milanetto sia per il Genoa ipotesi di patteggiamento».

GIALLOROSSI – Ancora. La posizione del Lecce, che l’anno scorso fu retrocesso in Lega Pro per l’illecito del 15 maggio 2011 (Bari-Lecce 0-2) dopo la retrocessione in serie B registrata sul campo. Il club pugliese rischia, così come il Genoa, una richiesta di 2 o 3 punti di penalizzazione e patteggiando potrebbe cavarsela con 1 solo punto. In assenza di dichiarazioni ufficiali si può ragionevolmente pensare che la linea che sarà seguita dalla società giallorossa sarà proprio questa.

FIGC – Infine, dalla Federcalcio, è arrivato anche il commento del presidente Abete: «L’obiettivo è quello di avere chiarezza in tempi brevi ma questo non deve costituire un vincolo alle condizioni del procedimento che deve dare la massima garanzia, in primis a chi è oggetto di accusa, perché una compressione dei diritti di difesa non sarebbe accettabile. La Federazione si è mossa nella direzione di avere un atto di titolarità della Procura nel momento in cui ci può essere un iter che consenta di iniziare i campionati avendo chiarezza sugli scenari in essere».

Corriere dello Sport

 

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