CDS – La Lazio corre a digiuno

CDS – La Lazio corre a digiuno

La Lazio è partita ieri con un volo diretto a Venezia: poi un pullman a due piani ha portato la squadra ad Auronzo di Cadore, sede del ritito biancoceleste ormai da sei anni In mattinata i calciatori si erano sottoposti a una seduta d’allenamento a Formello durata circa un’ora e…

La Lazio è partita ieri con un volo diretto a Venezia: poi un pullman a due piani ha portato la squadra ad Auronzo di Cadore, sede del ritito biancoceleste ormai da sei anni In mattinata i calciatori si erano sottoposti a una seduta d’allenamento a Formello durata circa un’ora e mezza (Ansa)

AURONZO DI CADORE – La sveglia è stata programmata ieri sera: ore 7 tutti giù dal letto, tutti in piedi, le lancette non daranno scampo. Le abitudini non sono cambiate, la cura Petkovic-Rongoni non è una novità, la Lazio la assaporò l’anno scorso. Si ricomincia dal passato, quelle alzatacce temprarono lo spirito, rinforzarono i corpi dei futuri campioni di Roma, aiutarono a cambiare filosofia: il dominio dell’avversario. I sacrifici sono stati ripagati, i biancocelesti nell’ultima stagione hanno giocato più di 50 partite tra campionato e impegni internazionali, hanno resistito agli urti della vita e del calcio, hanno alzato al cielo la Coppa Italia. Ore 7 di stamane, tutti nella hall dell’hotel Auronzo, centro di gravità del ritiro laziale, una seconda casa da sei lunghi anni. Non c’entra la scaramanzia, Petkovic e il preparatore Rongoni sono personaggi pratici, non perdono tempo e non si perdono in chiacchiere. La prima vera giornata di lavoro montanaro sarà lunga e intensa: tre sedute in programma, la prima durerà un’oretta, alle 7.30 la truppa correrà a bordo lago, percorrerà alcuni chilometri, sgambetterà a stomaco vuoto, farà rientro in albergo intorno alle 8.45 per effettuare la colazione. Questo programma sarà replicato altre volte con intervalli di alcuni giorni. Alle 10 tutti in campo e alle 17 si ripeterà l’appuntamento. Si comincia in salita, senza tentennamenti, con le idee chiare. I muscoli devono iniziare a sciogliersi e a gonfiarsi.

COPPA E ARRIVO – Il viaggio in aereo con la Coppa Italia in valigia (è ad Auronzo), l’arrivo tra la gente. «Vai Mauri, forza capitano!» . Il primo urlo del ritiro 2013-14 è stato dedicato a capitan Mauri, l’ha udito appena ha sceso le scalette del pullman che ha portato la Lazio ad Auronzo di Cadore. L’arrivo è avvenuto ieri intorno alle 20.15, il caso scommesse e i deferimenti non hanno guastato l’atmosfera. I tifosi della Lazio, popolo con l’anima di ferro, hanno reagito con forza, hanno fatto sentire affetto e vicinanza a Stefano Mauri, l’uomo che il 26 maggio ha alzato al cielo il trofeo più importante. Mauri difeso, Lulic invocato, sempre lui, eroe immortale. Applausi per Petkovic (primo a palesarsi) e Klose, accoglienza dolce per i nuovi Novaretti e Vinicius, gli altri acquisti (Biglia, Felipe Anderson e Perea) sono attesi prossimamente, s’aggregheranno in corsa. Petkovic ha portato in Veneto 29 giocatori, sono i convocati ufficializzati dalla Lazio per la giornata di ieri. All’elenco vanno aggiunti i tre sudamericani in arrivo e i nazionali Candreva, Hernanes, Marchetti e Gonzalez (sono in vacanza, saranno a Roma tra il 25 e il 26 luglio).

A FORMELLO – La truppa s’è goduta una serata di relax: ha cenato intorno alle 20.30 e ha vissuto il dopocena fuori dall’hotel, qualcuno ha preferito fare una passeggiata. La temperatura s’è abbassata di colpo nel pomeriggio, dai 20 gradi mattutini è scesa ai 15 gradi serali, tutta colpa della forte pioggia che s’è abbattuta su Auronzo nelle ore pomeridiane. La Lazio s’era ritrovata in mattinata a Formello, lo staff tecnico aveva fatto svolgere una seduta di lavoro di un’ora e mezza. Il menu: test atletici, corsetta leggera, stretching, esercitazioni con il pallone. Intorno alle 13 è stato organizzato il pranzo, alle 14,30 la squadra ha lasciato il centro sportivo per raggiungere Fiumicino. La Lazio s’è imbarcata su un volo per Venezia, un pullman a due piani l’ha portata ad Auronzo, sotto le Tre Cime di Lavaredo, nello splendido e ormai familiare scenario delle Dolomiti. La cittadina è vestita a festa, sui balconi spuntano i pupazzetti d’aquila in onore di Olympia, oggi arriverà anche lei. Le bandiere ornano palazzi, finestre, portoni, negozi e ristoranti. La Lazio qui si sente a casa: sei anni di ritiri, tre trofei in bacheca. L’alzataccia fa bene…

Corriere dello Sport

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