CDS – La Lazio risponde a Zarate

CDS – La Lazio risponde a Zarate

Zarate s’è svincolato, anzi per essere precisi ha operato una rescissione unilaterale del contratto, non si è ancora capito in base a quali norme (se esistono) della Fifa, annunciando che non tornerà più alla Lazio. Lo ha fatto attraverso una lettera recapitata alla sede della società biancoceleste e anche negli…

Zarate s’è svincolato, anzi per essere precisi ha operato una rescissione unilaterale del contratto, non si è ancora capito in base a quali norme (se esistono) della Fifa, annunciando che non tornerà più alla Lazio. Lo ha fatto attraverso una lettera recapitata alla sede della società biancoceleste e anche negli uffici della Lega di via Rosellini a Milano attraverso l’avvocato Crespo, solo omonimo dell’ex attaccante di Lazio e Parma, legale argentino di stanza a Buenos Aires. La società biancoceleste, che lo aveva convocato per il ritiro di Auronzo di Cadore, s’è infuriata e ha risposto in modo formale. La lettera di risposta è stata decisa: l’avvocato Gentile l’ha inoltrata nei giorni scorsi, ricordando a Zarate come il contratto esistente lo leghi alla Lazio sino al 30 giugno 2014 e non esistano appigli per risolverlo autonomamente. Alla Lazio non sono arrivate comunicazioni formali dalla Fifa e tanto meno dalla Figc: al momento attuale Zarate non avrebbe la minima possibilità di ottenere il transfer da via Allegri per un eventuale nuovo tesseramento.

Tutto, per i legali biancocelesti, è inevitabilmente rimandato all’esito del lodo arbitrale, che vivrà lunedì pomeriggio l’ultima e decisiva udienza. L’avvocato Zaccheo, presidente del Collegio Arbitrale, ha già ascoltato le testimonianze. Per difendere Zarate ha parlato Luis Ruzzi, il suo manager. La Lazio ha chiamato a testimoniare il diesse Tare, l’allenatore Petkovic e il capitano Mauri. E’ difficile fare previsioni, l’esito del lodo è tutt’altro che scontato: Zarate deve convincere il presidente del Collegio che le sue esclusioni e la condizione da fuori rosa fossero addebitabili al mobbing operato dalla società nei suoi confronti e non alla scelta dell’allenatore, che in tutte le maniere aveva provato a recuperarlo. Lunedì il dibattimento e le conclusioni riguarderanno soltanto gli arbitri e gli avvocati di parte. Zaccheo avrà qualche giorno per prendere una decisione e redigere il lodo arbitrale, che dovrà essere depositato entro il 22 luglio.

Corriere dello Sport

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