CDS – La sera si colora di biancoceleste

CDS – La sera si colora di biancoceleste

La festa in famiglia è stata celebrata nella notte tra il Met e Formello. Ha chiuso una giornata che resterà nella storia. La gioia prodotta dal gol vittoria di Lulic si era propagata ben presto subito dopo il fischio finale nelle strade e nelle piazze. A piazza della Libertà dove…

La festa in famiglia è stata celebrata nella notte tra il Met e Formello. Ha chiuso una giornata che resterà nella storia. La gioia prodotta dal gol vittoria di Lulic si era propagata ben presto subito dopo il fischio finale nelle strade e nelle piazze. A piazza della Libertà dove 113 anni fa nacque la Polisportiva, ma soprattutto a Piazza del Popolo dove ben presto il popolo biancoceleste aveva iniziato a colorare la suggestiva spianata ai piedi del Pincio. I tifosi sono iniziati ad affluire lasciando a bocca aperta i turisti. 
Un misto di stupore, preoccupazione: incredibile, per alcuni, ammirare quale passione sia in grado di scatenare il calcio. Did Lazio win ? Chiede un inglese attonita, ma non del tutto sprovvista del verbo pallonaro. Alle 20.45 si stappa la prima bottiglia – pubblica – di bollicine per festeggiare l’impresa. Prosecco s’intende. Il migliore champagne si lascia in fresco in vista dei successi internazionali che nessuno ormai considera troppo lontani dopo la conquista alla prossima Europa League.

GLI SFOTTO’ – La festa è tutta della Lazio, ma la Roma è presente nei cori e nei pensieri dei tifosi che usano l’arma dell’ironia per sfogare la paura, la tensione agonistica che soltanto la rete dell’esterno bosniaco è riuscita a fugare. I cori ironici sulla Coppa mancante e soprattutto sulla stellina (decima edizione vinta) che sarebbe potuta essere e non è stata, si sprecano. La sesta Coppa Italia laziale scatena la passione di tutti. 
Mario non ha quasi più voce: «A 62 anni sono figlio, marito e padre laziale. Abbiamo vinto nonostante i tanti infortuni. Abbiamo annullato la Roma, che non è riuscita a fare un tiro di porta. Li abbiamo presi a pallate» è l’incisiva chiusura. Il futuro calcistica della Capitale nelle parole e negli sguardi dei tifosi è senza dubbio della Lazio. Che festeggiano con il sorriso in bocca: «Lotito? Questo ci abbiamo e questo ci teniamo. Ma tanto è bastato per mandare a dormire presto quelli della Roma…» . Lo spirito proverbiale dei romani.
I CORI – L’inno della Lazio fa da sfondo canoro alla serata dei festeggiamenti. E quando arriva la strofa che ricorda Maestrelli ( “su c’è il maestro che ce stà a guarda’”“ ) l’applauso nasce spontaneo. Un grande traguardo su cui veglia anche lui. Verso le 21 iniziano ad arrivare anche i tifosi che si erano attardati dentro lo stadio. «Ciani era un muro. quando è entrato tutti i palloni alti sono stati suoi» . Le analisi tecniche si alternano agli scansonati amarcord con cui farsi beffa dei rivali. Zero tituli di mouriniana memoria diventa in due parole la stagione giallorossa.
LA SORPRESA – L’altra metà del popolo biancoceleste intanto fa festa a Ponte Milvio. Alle 22.30 l’attesa è stata premiata e in pieno stile british si è presentata la squadra sul pullmann scoperto. Preso in prestito dalle ditte che lo utilizzano per fini turistici nella città eterna (le scritte sui fianchi impietose lo ricordavano), ma questo resta semplicemente un limite cromatico del contenitore. Perché il contenuto – calciatori e dirigenza – sono tutti su a gustarsi lo spettacolo offerto dai tifosi.
SCATENATI – Radu con un cappellino da baseball, Marchetti stile Rambo, Onazi carica la folla e Cana si aggrega al coro in favore di Lulic. Klose mostra il nostro“Corriere dello Sport-Stadio” in edizione straordinaria con il titolo di prima pagina a otto colonne: “Apoteosi Lazio”. La festa di Roma ha trovato il suo cantore d’eccezione.

 

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy