CDS – Lacrime, capriole e cielo blu

CDS – Lacrime, capriole e cielo blu

Primi oggi più di prima. Primi a nascere nella Capitale, primi a vincere il derbyssimo di Roma. E’ una Coppa eterna, è una Coppa storica, è una Coppa per il resto della vita. C’è Olympia appollaiata sul trofeo, l’ha artigliato lei mentre si cantava sotto la Nord, perché l’aquila è…

Primi oggi più di prima. Primi a nascere nella Capitale, primi a vincere il derbyssimo di Roma. E’ una Coppa eterna, è una Coppa storica, è una Coppa per il resto della vita. C’è Olympia appollaiata sul trofeo, l’ha artigliato lei mentre si cantava sotto la Nord, perché l’aquila è Roma. Primi, sempre più primi della Capitale, è la nuova storia della città eterna. Primi, sempre più i primi c’è scritto sulle maglie della festa, lo leggi negli occhi di capitan Mauri, di Petkovic e del patron Lotito, ballano in Curva. Sì, c’è anche Lotito lì, le vittorie uniscono, almeno per una volta. Ballano e saltano perché «chi non salta della Roma è!» e si chiedono «ma che siete venuti a fa’?» 
Salta chi ha vinto, salta chi è laziale, salta chi è nella storia, salta chi non è romanista. E’ immenso l’amore che sprigiona l’Olimpico a tarda sera, è immensa la felicità del popolo biancoceleste. Bisognava esserci per capire, bisogna essere romani-laziali per godersi il momento. Piange Ledesma e non è per il dolore, piange mentre stirato, zoppicante, s’invola sotto la Curva per urlare Lazio e gloria. E’ imbandierato il Kaiser Klose, si tuffa nella folla. Marchetti ha gli occhi spiritati (tipici suoi), è in mutande. E’ un cappellaio magico e un po’ matto Candreva, romano core de Roma, ma non romanista. E’ commosso Radu, guarda il cielo e manda un bacio al papà che non c’è più. E poi esplode in un urlo, non si contiene, sale sulle balaustre della Nord, sventola un bandierone.

IL PODIO – Primi e felici, primi e contenti, primatisti del derby di Coppa Italia, primattori di una storia leggendaria. «La vittoria è nostra, sempre più primi della Capitale» , lo slogan campeggia sulle maglie celebrative indossate a fine partita, durante la cerimonia di presentazione. Lotito la srotola e la mostra felice al mondo, poi la annoda al collo. Hernanes fa le capriole sul tappeto tricolore perché ogni capriola è una profezia (vale lo slogan coniato dai tifosi). 
La Lazio è schierata a “corridoio”, onora la Roma perdente. La stella giallorossa (le 10 Coppe Italia) è rimasta un sogno, nel cielo brillano stelle biancocelesti. Con tutto il rispetto non c’è smacco più bello per i laziali, non c’è ferita più dolorosa per i romanisti. Sono tutti pronti, manca solo Saha. Dov’è? Era rimasto nelle retrovie, è stato di passaggio, ma la Coppa è di tutti, è andato a chiamarlo Ciani. Tocca a Mauri ricevere il trofeo dalle mani del presidente del Senato Grasso, lo bacia, lo alza al cielo, un anno fa viveva una storia difficile, oggi è in trionfo. I suoi compagni non stanno fermi sul podio, fanno le linguacce. Esplodono i colori, s’intonano i cori, scoppiano i coriandoli. Si corre a fare la foto di rito, ci s’invola sotto la Tevere, il giro di campo è infinito, ci si ferma sotto la Nord. 
«Il cielo è sempre più blu» , la canzone di Rino Gaetano fa da sottofondo, s’alterna con l’inno “Vola, Lazio vola”. Petkovic è incontenibile, il falconiere Bernabè gli porge Olympia, Vlado infila il guanto, la tiene sul braccio, la alza al cielo. Uno scatto all’improvviso, la Coppa è stata rubata. L’ha presa Brocchi, il campione ferito, ha sprintato verso la Tevere impugnando il trofeo, dimenticando l’infortunio al piede destro che l’ha costretto all’addio. Sognava questo momento, ha chiuso una carriera dorata così come l’aveva vissuta: vincendo.
I LEGIONARI – La storia riecheggia, la storia è cambiata, la storia l’hanno ricordata i tifosi dipingendo una coreografia-capolavoro, nella squadra-eroica ci sono anche loro. Quel poster, quell’opera d’arte, ha impreziosito la Nord prima del fischio d’inizio e ha ricoperto il manto erboso a fine gara. Il telone è sempre lo stesso: « Hic manebimus optime». Qui staremo ottimamente, qui a Roma, sponda laziale si starà sempre più da dio. La festa è stata a sorpresa, bellissima da vivere. La squadra, rientrata negli spogliatoi, è tornata sul campo. L’attendevano i legionari, erano schierati in assetto da marcia, la musica del film “Il gladiatore” scuoteva l’aria. I giocatori e i tecnici hanno fatto passerella, sono stati chiamati uno per uno. Mauri, “scortato” dall’esercito romano, è uscito per ultimo con la Coppa Italia in braccio. C’era anche Lotito, parlava con i tifosi sotto la Nord. S’è festeggiato sino a notte fonda, per tutta Roma. La prima squadra della Capitale s’è portata a casa il primo derby di Coppa Italia. Primi si nasce.

 

Corriere dello Sport
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy