CDS – Lazio e Mauri col fiato sospeso

CDS – Lazio e Mauri col fiato sospeso

L’attesa, quasi interminabile, è iniziata nel tardo pomeriggio e si è conclusa a serata inoltrata. Con una novità sostanziale, praticamente storica per la giustizia sportiva. Con un’ordinanza interlocutoria la Corte di Giustizia Federale, secondo grado del processo sportivo, ha tenuto in piedi solo le posizioni di Stefano Mauri e alla…

L’attesa, quasi interminabile, è iniziata nel tardo pomeriggio e si è conclusa a serata inoltrata. Con una novità sostanziale, praticamente storica per la giustizia sportiva. Con un’ordinanza interlocutoria la Corte di Giustizia Federale, secondo grado del processo sportivo, ha tenuto in piedi solo le posizioni di Stefano Mauri e alla Lazio. Per il resto le sentenze della Commissione Disciplinare hanno trovato più o meno riscontro anche di fronte agli appelli presentati da Palazzi e dalla squadra della Procura Federale: ancora prosciolti il Genoa e Milanetto, ancora prosciolto il Lecce, Ferrario che passa da 6 mesi di squalifica a 4 per la stessa omessa denuncia e Mario Cassano che si vede aumentare il periodo in cui dovrà stare fuori (da 4 a 6 mesi). Lazio e Mauri in attesa: talmente singolare come decisione da prendere in contropiede tutti, esperti di diritto sportivo compresi. Tramite il richiamo all’articolo 34 (potere di indagine degli organi sportivi), e allo stato degli atti, la Corte Federale ha disposto una sospensione di ogni definitiva decisione per «approfondire alcune emergenze istruttorie » e per svolgere « ulteriori attività di indagine e di accertamento» .

POSIZIONE – Evidentemente l’invito di Palazzi alla Corte presieduta dal presidente Mastrandrea è andato a segno solo per la Lazio e per Mauri. Il Procuratore aveva chiesto di rivedere le sentenze di primo grado: l’universo biancoceleste ieri era coinvolto con 4 ricorsi incrociati, due per parte (2 per la Procura – che chiede pene più severe rispetto ai 6 mesi dati a Mauri e ai 40.000 euro di ammenda dati alla Lazio – e 2 per i soggetti). La sentenza di primo grado nel frattempo è efficace e Mauri sta già scontando i 6 mesi di squalifica dal 2 agosto scorso: domani in finale di Supercoppa non potrà essere in campo. Ma le novità non sono finite. Perché la Corte di Giustizia Federale d’ora in avanti sostituisce la Procura nell’attività di indagine: le attività saranno, come si legge nell’ordinanza, «a cura di questa stessa corte» . Palazzi e la Procura Federale, in questo caso, potranno eventualmente essere ascoltati dalla stessa Corte. Che vuole vederci chiaro, cosa che evidentemente non gli è stata possibile durante il dibattimento. Da considerare sempre l’incognita principale: a Cremona l’inchiesta è ancora in corso e nei prossimi mesi (Mauri potrà tornare in campo dal 2 febbraio 2014) potrebbero emergere novità sostanziali sul filone di calcioscommesse nato proprio dalla Procura guidata da Di Martino. ATTESA – Detto dello stupore di chi ha visto restare in piedi solo le posizioni di Lazio e Mauri (per l’eventuale combine serve una seconda parte…) va chiarito che la sospensione del giudizio di secondo grado non nasconde necessariamente sorprese negative. Gli scenari aperti a questo punto sono molteplici e la Corte, d’ufficio, si riserva qualsiasi tipo di decisione: si va dal massimo della pena all’assoluzione, l’atipicità dell’ordinanza non permette al momento letture più chiare. REAZIONI – Nel frattempo è soddisfatto l’avvocato Grassani, che ha visto confermati i proscioglimenti di Milanetto e Genoa: «Sono contento perché è arrivato l’unico verdetto che aspettavamo. Finalmente sul Genoa a su Milanetto cala il sipario di questa storia. Complimenti ai giudici della Corte Federale che non si sono fatti influenzare» . Anche Sticchi Damiani, legale del Lecce, sorride: «Non avevamo patteggiato perché sicuri della estraneità del club. E così è stato stabilito anche dal secondo grado si giudizio» . (Alberto Ghiacci)

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