CDS – Lazio, è tutto tuo: Coppa ed Europa

CDS – Lazio, è tutto tuo: Coppa ed Europa

La Lazio fa il bis dopo quattro anni. Ed entra nella storia perché è la prima squadra che si aggiudica un derby in una finale di Coppa Italia. Un successo meritato perché la Roma ha fatto ben poco, soprattutto non è stata capace di confezionare una reazione credibile dopo aver…

La Lazio fa il bis dopo quattro anni. Ed entra nella storia perché è la prima squadra che si aggiudica un derby in una finale di Coppa Italia. Un successo meritato perché la Roma ha fatto ben poco, soprattutto non è stata capace di confezionare una reazione credibile dopo aver subito il gol. In tribuna il presidente, Pallotta, la cui presenza non ha favorito la conquista della decima Coppa, era deluso. Andreazzoli voleva chiudere in bellezza ma Petkovic ha ottenuto il giusto premio a un lavoro cominciato quando è arrivato nella Capitale e ha portato a casa il suo primo trionfo italiano. La Lazio è apparsa più squadra: messa meglio in campo, organizzata, determinata, pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Tutte cose che Andreazzoli non è riuscito a trasmettere alla sua squadra. La differenza è tutta qui e nel fatto che i grandi solisti che hanno tenuto in linea di galleggiamento la squadra giallorossa in campionato, ieri sono un po’ scomparsi.

LENTEZZA – Avendo negli occhi la finale di Champions, si è potuta verificare la differenza che limita oggi le potenzialità delle nostre squadre a livello europeo. Al di là della qualità, è l’intensità che rende il nostro calcio poco competitivo, almeno ai livelli più elevati. Roma e Lazio, preoccupate di non scoprirsi, hanno affrontato la gara a ritmi molto blandi. Manovra lenta e squadre poco aggressive, con la Lazio che da un punto di vista organizzativo dava l’impressione di poter gestire meglio la vicenda agonistica e la Roma che si affidava alle qualità individuali, tutte e due, però, condizionate da una forma atletica evidentemente imperfetta alla fine di una stagione molto lunga. L’una e l’altra, comunque, interessate soprattutto a limitare al minimo i pericoli (Marquinhos laterale destro per controllare la velocità di Lulic; Ledesma davanti alla difesa con la conseguente rinuncia da parte di Petkovic alla seconda punta). Insomma, una corsa con il freno a mano tirato tanto è vero che dopo mezz’ora si segnalavano solo un paio di opportunità (una per Klose agevolata da un imperfetto rinvio di Lobont che poi sempre sul tedesco si produceva in una goffa respinta e una di Bradley alla fine di una bella azione in velocità). In mezzo al campo, la squadra di Petkovic appariva sempre in superiorità numerica con i due mediani giallorossi che faticavano a recuperar palla e a riavviare l’azione.
FORFAIT – L’infortunio di Ledesma ha obbligato Petkovic ad aggiornare il suo modulo, sempre con una certa prudenza, comunque. Al posto dell’argentino è entrato Mauri che si è messo a fare il trequartista con Onazi che, contemporaneamente, si dedicava alla protezione della difesa e al controllo di Totti. La conseguenza era un certo allungamento della Lazio con la Roma che provava a uscire dal letargo. La Lazio pur concedendo qualcosa in più, riusciva a mantenere un certo ordine e a costruire dal punto di vista offensivo le cose migliori. Tanto è vero che il gol di Lulic al 26’ non può essere considerato un evento imprevedibile (ancora una volta gran volata di Candreva a destra, cross basso con Lobont colpevolmente superato nell’area piccola, Marquinhos che «lisciava» essendo stato colto in controtempo e Lulic che trovava l’impatto per la zampata vincente). Nel calcio, soprattutto quando la condizione è precaria, l’organizzazione aiuta e non è un caso che la Roma, dopo aver subìto il gol, abbia comunque faticato ad aprire spazi nella «strutturata» squadra di Petkovic nononostante l’inserimento di Osvaldo, il temporaneo passaggio a una sorta di 4-2-1-3 (per il successivo ritorno allo schema iniziale con Dodò a sinistra e Destro defilato). Ma alla resa dei conti la migliore occasione della Roma era frutto del caso: punizione di Totti con Marchetti che respingendola mandava il pallone sotto la traversa. E la Lazio è così riuscita a traghettare senza grossi problemi (a parte il secondo infortunio di Onazi) la vittoria in porto conquistando la Coppa Italia per la sesta volta nella sua storia.

 

Corriere dello Sport
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