CDS – Lazio, la finale è ancora tua!

CDS – Lazio, la finale è ancora tua!

Si prende la seconda finale consecutiva questa Lazio Primavera che Alberto Bollini ha plasmato con un’impressionante capacità di colpire al momento giusto anche in mezzo a tante sofferenze. Il 3-1 lascia i rimpianti al Chievo per due pali, diverse occasioni e le prodezze di Strakosha. Stasera gli aquilotti assisteranno all’altra…

Si prende la seconda finale consecutiva questa Lazio Primavera che Alberto Bollini ha plasmato con un’impressionante capacità di colpire al momento giusto anche in mezzo a tante sofferenze. Il 3-1 lascia i rimpianti al Chievo per due pali, diverse occasioni e le prodezze di Strakosha. Stasera gli aquilotti assisteranno all’altra semifinale Atalanta-Milan da cui uscirà l’avversario della finale di domenica.

ILLUMINATO KEITA – Nelle cose migliori degli aquilotti c’è subito l’impronta di Keita che, dopo aver saltato i quarti per squalifica, illumina la scena: iniziativa a testa alta fino alla trequarti per poi aprire a destra verso Antic che piazza il destro in diagonale del vantaggio. Keita aveva già cercato Cataldi in ritardo sul secondo palo (7’), ci ha provato dal limite con un sinistro da brividi (9’) ed è stato fermato da Provedel in avvio di ripresa. Passano per Keita le soluzioni più pericolose della Lazio, che agisce di rimessa dovendo frenare l’intraprendenza dei clivensi.
SOTTO PRESSIONE – Le ripartenze veloci sono il piatto forte di Bollini come risposta alle manovre del Chievo che spaventa più volte Strakosha. Il portiere respinge corto il tiro di Sowe con Cisotti che manca il tap in (11’), poi salva in angolo su Cisotti (20’) con Manfrin che dalla bandierina destra prende il palo lontano. Non è facile liberarsi dalla pressione gialloblù tra gli affondi di Sowe e Cisotti e il tentativo di Manfrin su punizione (23’).
MOSSE BOLLINI – Per tamponare meglio e sfruttare le giocate negli spazi, Bollini passa al 4-3-1-2 con Cataldi trequartista. Raccoglie il massimo Vilkaitis che in avanscoperta devia di testa la punizione lunga di Falasca: il raddoppio è cosa fatta. La porta laziale sembra stregata: Coulibaly esalta Strakosha (20’), Da Silva prende il palo (14’) e poi trova il portiere (19’). Il Chievo col 4-2-4 continua ad attaccare, finché la Lazio segna con Cataldi il terzo gol e Marchionni guadagna un rigore (fallo di Pollace) che chiude la serata.

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy