CDS – Lazio: Petkovic sfida il tabù finali di Coppa

CDS – Lazio: Petkovic sfida il tabù finali di Coppa

Il ritiro portafortuna di Norcia come antidoto a un tabù. Chissà se Vlado Petkovic, che arriva dalla pragmatica Svizzera ed è poco incline alle scaramanzie tipicamente italiche, dovrà ricredersi. Ogni volta che è stata a Norcia, la Lazio ha poi colto risultati importanti. Se dovesse ripetersi pure stavolta, l’effetto-Norcia sarà…

Il ritiro portafortuna di Norcia come antidoto a un tabù. Chissà se Vlado Petkovic, che arriva dalla pragmatica Svizzera ed è poco incline alle scaramanzie tipicamente italiche, dovrà ricredersi. Ogni volta che è stata a Norcia, la Lazio ha poi colto risultati importanti. Se dovesse ripetersi pure stavolta, l’effetto-Norcia sarà più forte anche dell’allergia che il tecnico laziale ha con le finali di Coppa.

Tabù da infrangere 
Già, per Petkovic quella di domenica non sarà la prima finale della carriera. In Svizzera ne ha affrontate due, pure quelle valide per l’assegnazione della Coppa nazionale. E le ha perse entrambe. La prima alla guida del Bellinzona nel 2008 (beccò 4-1 dal Basilea), la seconda un anno dopo con lo Young Boys, sconfitto per 3-2 dal Sion. Anche se è doveroso sottolineare che, nel primo caso, la sua fu comunque un’impresa: il Bellinzona giocava in Serie B, portarlo in finale fu già un risultato straordinario. Quello di domenica sarà il suo terzo tentativo: l’obiettivo, manco a dirlo, è interrompere la serie nera. Anche perché, volendo, alle due finali di Coppa perse se ne potrebbe aggiungere una terza. Nel 2010, sempre con lo Young Boys, in campionato Petkovic arrivò a pari punti con il Basilea allo scontro diretto in programma proprio all’ultima giornata. Come una finale, dunque: Petko perse anche quella (2-0) e così addio scudetto. L’allenatore della Lazio (che ha comunque all’attivo un campionato di B vinto col Bellinzona) sa che stavolta non può sbagliare. Quello di domenica è infatti un bivio fondamentale della sua carriera. Da una parte c’è la consacrazione, che gli deriverebbe dall’aver vinto in Italia al primo colpo (pochi tecnici stranieri ci sono riusciti). In caso di sconfitta, invece, tutto ciò svanirebbe. E non solo. La sua stessa posizione tornerebbe in discussione, anche se ha ancora un anno di contratto con la Lazio e Lotito ha detto in tutte le lingue (anche in latino) che l’allenatore continuerà a essere lui.

Solo lavoro 
Una situazione da vertigini. Petkovic, nella fredda e piovosa Norcia (anche ieri temperatura quasi invernale nella località che ospita i biancocelesti) preferisce concentrarsi unicamente sul lavoro da svolgere. Che sta cominciando a produrre i suoi frutti. I malumori iniziali del gruppo hanno lasciato il posto a uno spirito positivo. Segno che la scelta di isolarsi dalla Capitale, alla lunga, si è rivelata giusta. Se poi l’aria di Norcia dovesse rivelarsi più forte di certi tabù allora sarebbe la quadratura del cerchio. Per Petko e per la Lazio.

Corriere dello Sport

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