CDS – Lotito: «Addio al traditore. Reja l’uomo giusto»

CDS – Lotito: «Addio al traditore. Reja l’uomo giusto»

(CORRIERE DELLO SPORT) – Ha dato il bentornato a Reja, a cui aveva lasciato le porte aperte della Lazio, perché nella vita si può discutere e anche litigare, ma poi ci si guarda negli occhi, si prendono le decisioni e ci si saluta o si prosegue l’avventura da uomini. Nel…

(CORRIERE DELLO SPORT) – Ha dato il bentornato a Reja, a cui aveva lasciato le porte aperte della Lazio, perché nella vita si può discutere e anche litigare, ma poi ci si guarda negli occhi, si prendono le decisioni e ci si saluta o si prosegue l’avventura da uomini. Nel segno della lealtà e della chiarezza. Lotito ha abbracciato il suo vecchio amico Edy e ha distrutto Petkovic, creatura dallo stesso presidente messa sotto la luce dei riflettori, quando era un tecnico sconosciuto, affidandogli la panchina della Lazio. Licenziato per giusta causa. Ha disatteso il rapporto fiduciario con l’azienda, in base allo Statuto dei Lavoratori, negando la trattativa esistente con la Svizzera. Neppure aveva i risultati dalla sua parte, ma più della classifica ha pesato il suo comportamento. «Speravo non fosse vero. E’ stato un tradimento. Vero. Sono tutte fandonie, diceva. Siccome sono corretto e ho stima delle persone, mi ero attenuto alla sua risposta» . Lotito l’ha presa malissimo. Come una coltellata. «Le persone non si finiscono mai di conoscere. Rispetto molto quello che mi si dice. Perché sono abituato a dire la verità. Mi sono rivolto a lui, chiedendogli se fosse vera la sua trattativa con la Svizzera. Tutte cose inventate, diceva. Per quale motivo non gli avrei dovuto credere?».

RAPPORTO – Lo ha atteso al varco, evitando di contattare la federazione svizzera. «Non l’ho fatto. Non è un errore. E’ vero? Mi ha risposto di no. Io parlo con il diretto interessato. Dice di avermi avvisato nel giorno della firma. Ma quando mai?» . Ecco l’errore che si rimprovera Lotito: «Aver rispettato e dato credito ad una persona. Nel rapporto tra lavoratore e datore di lavoro vige un principio di lealtà e correttezza. Puoi avere un lavoratore che lavora contro la società?» . Distrutto l’uomo portato ad esempio per aver lavorato alla Caritas. Cancellato sino al punto di evitare di nominarlo. «Non rinnego quello che ho detto in passato. Era una scelta basata su alcuni principi e valori poi venuti meno. Con il tempo ho capito tante cose» . La Lazio gli aveva offerto il rinnovo. «Nel rapporto con l’allenatore non ho disatteso alcun impegno. L’impegno assunto era: se vai bene, ti rinnovo il contratto. Ha declinato l’offerta in due occasioni. Quando? Prima e dopo la Coppa Italia. Mi ha sempre detto. Ne parleremo dopo» . Accuse non troppo velate di presunzione. «Da gennaio il cammino è stato disastroso. Non voglio rivendicare nessun merito, ma se non fossi intervenuto non sarebbero arrivati certi risultati. Perseguiva un interesse solo personale e l’esaltazione della piazza ha provocato autostima. La Lazio forse gli stava stretta» . Si entra nel merito del vincolo contrattuale. «L’allenatore è il fulcro, non è un dipendente qualsiasi, a lui viene demandato il patrimonio e le risorse della società. Se viene meno il rapporto fiduciario su base oggettiva… Non ho mai licenziato nessuno. Ballardini andò via su sua richiesta. Rossi e Reja per fine contratto».

 

CONFUSIONE – Altri fatti. «Prima di Verona, aveva svuotato l’armadietto a Formello. Già sapeva di andare via?» . Lotito ha il sospetto che Petkovic volesse l’esonero. «Attribuivo ai giocatori le principali responsabilità. Mi trovo una raffica di moduli. Cui prodest? L’interesse era quello di dire. Mi voglio far cacciare, tanto sto a casa e prendo lo stipendio. I cambiamenti continui non hanno fatto bene alla squadra» . Non era intervenuto solo per mandare la Lazio a Norcia prima del 26 maggio. «Sono stato cinque volte a Formello negli ultimi due mesi, ho parlato con i giocatori. Ma se non c’è il fuochista che mette ogni giorno la paglia, il fuoco si spegne» . Si è acceso quando gli è stato chiesto della giusta causa. «Ma chi è Ulivieri? Fa le leggi? Fa il sindacalista e difende la sua categoria, ma oggi non c’è l’accordo collettivo. Chi ha detto che non poteva essere licenziato?» . E’ fallito l’accordo. «Lui e i suoi legali hanno proposto la risoluzione consensuale. Non sono abituato a fare la guerra. I miei collaboratori hanno ascoltato. Per la risoluzione ha chiesto che gli venissero pagati in anticipo gli stipendi di gennaio, febbraio e marzo, più il Tfr. Poi ha rinnegato e ci ha ripensato, non andava più bene. Se troviamo una soluzione onorevole, possiamo uscire tutti tranquilli».

 

SVOLTA – S’è rincuorato solo parlando di Edy. «La squadra ha preso l’arrivo di Reja in modo molto positivo, ve lo assicuro» . Nel prologo gli aveva dato il bentornato. «Questo rientro lo avevo anticipato con una lettera quando andò via. Declinò la proposta di rinnovare, aveva deciso di smettere. Era stanco. Dopo un anno e mezzo, ha ritenuto tornare in pista, aveva un legame affettivo con Roma. Reja è la persona giusta per far ripartire la Lazio. Lo ringrazio per aver accolto la mia richiesta».
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