CDS – Lotito chiede un milione al bosniaco

CDS – Lotito chiede un milione al bosniaco

CORRIERE DELLO SPORT – I conti li fa con Lotito. Un milione di euro, tanto chiederà il presidente a Petkovic, poi toccherà alla Federazione svizzera. Un milione lordo (euro in più, euro in meno) come risarcimento danni, una cifra onnicomprensiva. E’ calcolata così: 600 mila euro è l’ingaggio che spetterebbe…

CORRIERE DELLO SPORT  – I conti li fa con Lotito. Un milione di euro, tanto chiederà il presidente a Petkovic, poi toccherà alla Federazione svizzera. Un milione lordo (euro in più, euro in meno) come risarcimento danni, una cifra onnicomprensiva. E’ calcolata così: 600 mila euro è l’ingaggio che spetterebbe al tecnico da qui a giugno più 300 mila euro, è lo stipendio dei suoi collaboratori. Vlado ha scherzato col fuoco e ha sfidato Lotito su un campo minato. Le guerre legali, da dieci anni, sono il suo trastullo preferito. Petkovic non s’è dimesso neppure ieri, l’idea non l’ha neppure sfiorato; il licenziamento per giusta causa è slittato ad oggi. La letterina è pronta, è stata redatta dagli avvocati, partirà appena sarà chiuso ufficialmente l’accordo con Reja (è questione di ore). Causa sportiva e civile, il Collegio arbitrale di nuova formazione (come nel caso Mauro Zarate) si occuperà della prima battaglia, seguiranno gli altri passi, sono annunciati.

LO SCONTRO – Petkovic era stato scelto anche per lo stile (parole di Lotito), è andato allo scontro. E il patron, suo vecchio sponsor, è passato al contrattacco. Ognuno, naturalmente, bada ai suoi interessi, tutti vogliono spuntarla. E’ una battaglia legale, economica e morale. Vlado è stato oltraggioso, s’è nascosto, ci ha marciato, ha sposato la Svizzera e aspetta comodamente l’esonero per non perdere un euro. Lotito, cantore dell’olimpismo, s’è infuriato, ha puntato l’infedele, gli chiederà i danni, vuole farlo deferire e squalificare. La parola chiave è sempre la stessa: slealtà. Petkovic è stato sleale col suo presidente e con la Lazio perché non ha mai svelato i contatti con l’Asf, l’associazione svizzera di football. Il tecnico si beccherà una denuncia per violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva (principi di lealtà, correttezza e probità). Chi vincerà? E’ impossibile dirlo. Petkovic si sente al sicuro, nessuna legge vieta ad un tecnico in scadenza di accordarsi e firmare un contratto per la stagione seguente (Vlado è legato al club laziale sino a giugno 2014). Eriksson, tanto per restare in casa Lazio, nel 2000 trovò l’intesa con l’Inghilterra, divento cittì e portò a termine il suo mandato (Cragnotti lo esonerò a gennaio per motivi sportivi). Lotito non ci sta, s’attacca ad ogni cavillo, studia le carte, contatta avvocati, giuristi e sindacalisti, trova sempre un appiglio. E’ vero, c’è un buco legislativo, ma il contratto di lavoro ha valore e non può essere ignorato. I club sono penalizzati, questo dice la Lazio, su questo è pronta a far leva.

L’ATTESA – Petkovic è in Svizzera, è tornato a Locarno, ha vissuto il Natale aspettando comunicazioni dall’Italia. I contatti con la società biancoceleste si sono interrotti domenica scorsa. Vlado era sull’aereo che ha portato a Roma la squadra, ha pernottato nella sua casa italiana e lunedì mattina ha raggiunto la Svizzera per sottoscrivere il contratto che dall’1 luglio lo legherà alla Federazione. Petkovic non s’è fatto più sentire, ha parlato tramite comunicati. Non ha alzato mai più il telefono, è rimasto in silenzio anche a Natale, non s’è degnato di mandare un augurio ai dirigenti. In compenso ha rimandato tutti al 30 dicembre, al giorno fissato per la ripresa degli allenamenti: «Ora vi sarà una settimana di pausa e il 30 riprendiamo gli allenamenti. Il 6 gennaio ci aspetta l’Inter», furono le parole espresse durante la sua prima intervista da cittì. Il match con l’Inter lo guarderà in televisione, a Formello non metterà più piede. Lotito ha le idee chiare, non s’accontenterà dell’esonero, vuole che Vlado metta mano al portafoglio e non è detto che non ci riesca. Petkovic, una buona volta, metta mano alla sua coscienza. I conti, quelli veri, nella vita si fanno da soli.

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