CDS – Lotito, tutti sotto esame

CDS – Lotito, tutti sotto esame

Faccia scura, nessuna smorfia, sembrava una sfinge. Ha fatto avanti e indietro nella pancia dello stadio “Nereo Rocco” di Trieste. Lotito imbufalito, prometteva fuoco e fiamme ieri a tarda sera. S’aspettava una vittoria, un altro finale di campionato, un’altra prestazione, era stato chiaro nelle scorse settimane: altri passi falsi non…

Faccia scura, nessuna smorfia, sembrava una sfinge. Ha fatto avanti e indietro nella pancia dello stadio “Nereo Rocco” di Trieste. Lotito imbufalito, prometteva fuoco e fiamme ieri a tarda sera. S’aspettava una vittoria, un altro finale di campionato, un’altra prestazione, era stato chiaro nelle scorse settimane: altri passi falsi non sarebbero stati giustificati. Il presidente è piombato negli spogliatoi a fine partita, non ha tenuto a rapporto il gruppo, ma ha fatto notare la sua amarezza, la sua delusione, la sua insoddisfazione, ha incenerito tutti con lo sguardo. Era nervoso, camminava freneticamente, s’è fermato a parlare col diesse Tare più volte e col team manager Manzini, il patron ieri sera meditava decisioni punitive, progettava il ritiro, si aspetta solo l’ufficialità. I giocatori sono usciti dallo spogliatoio alla spicciolata, avevano gli occhi bassi, non c’era voglia di parlare, hanno captato subito la reazione del presidente. La Lazio ha chiuso male il campionato, ha inanellato l’ennesima sconfitta in trasferta. D’accordo, l’Udinese ha centrato il successo a Milano, i tre punti col Cagliari non sarebbero serviti in ottica europea. Ma la batosta ha permesso alla Roma di scavalcare i biancocelesti e genererà giorni difficili in vista della partitissima di domenica.

LE RISPOSTE – Lotito pretende una reazione immediata, tutta la squadra è sotto esame, nessuno può ritenersi assolto o confermato a priori. Ci sarà tempo e modo per analizzare la stagione, per fare la lista dei “buoni” e dei “cattivi”, per mettere sotto la lente d’ingrandimento l’opera svolta dal club in fase di costruzione del gruppo e nelle due finestre di mercato. Ora conta soltanto l’appuntamento finale, conta battere la Roma e alzare al cielo la Coppa Italia, conta entrare nella storia. La rabbia di Lotito era visibile, evidente, la sua faccia diceva tutto. Ha fatto notare il suo disappunto al gruppo, non gli sono servite le parole, lo stesso ha fatto il direttore sportivo Tare. Il dirigente albanese ha incrociato vari giocatori prima di lasciare il “Nereo Rocco”, uno di questi è stato Biava, si è fermato a parlare con lui fuori dallo spogliatoio, ha chiesto a tutti uno scatto d’orgoglio, più personalità. La prestazione è stata deludente, la Lazio deve mettere in campo uno spirito diverso, si perde spesso, non riesce a giocare con continuità, il rendimento è altalenante, intermittente. Lotito è buono e caro con i giocatori, ma non perdona certi atteggiamenti. La Lazio s’è macchiata più volte di varie colpe, le stesse colpe, e non ha acquisito la mentalità vincente. E’ caduta, s’è rialzata, ma è ricaduta di nuovo, è successo spesso, i biancocelesti non hanno mai imparato la lezione.

 

TENSIONE – E’ stata una serataccia sotto tutti i punti di vista. A fine partita s’è registrato un momento di tensione in tribuna. Un tifoso ha inveito contro i dirigenti laziali, è partita qualche offesa. Non ci sono stati contatti fisici, così hanno assicurato i diretti interessati, tutto è finito lì. In tribuna c’erano il presidente Lotito, il direttore Tare e il responabile della comunicazione De Martino. Allo stadio di Trieste si è accomodato anche Edy Reja, l’ex allenatore biancoceleste ha rivisto la squadra dal vivo, c’era anche a Udine, sperava in un exploit, niente da fare. Che delusione.

 

Corriere dello Sport
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