CDS – Lulic, una vita di corsa

CDS – Lulic, una vita di corsa

ROMA – Roma ce l’ha il sindaco: «E’ Senad Lulic» , se la ridono i laziali. I papà e le mamme che aspettano un figlio ce l’hanno il nome da dargli: «Mio figlio lo chiamerò Senad» , dicono così e forse non è uno scherzo. I tifosi che lo incontrano…

ROMA – Roma ce l’ha il sindaco: «E’ Senad Lulic» , se la ridono i laziali. I papà e le mamme che aspettano un figlio ce l’hanno il nome da dargli: «Mio figlio lo chiamerò Senad» , dicono così e forse non è uno scherzo. I tifosi che lo incontrano per strada sanno come ringraziarlo, s’inginocchiano e gli baciano il piede destro, il piede del gol: «Sì, succede» , ha raccontato Senad Lulic, mister derby, il Prescelto. Il perfetto sconosciuto è diventato un eroe, un sindaco in pectore , uno di famiglia, un dio in terra.

LE SUE CORSE – Una vita in fuga, è la sua storia. In fuga dalla guerra, in fuga sulle fasce, in fuga per la vittoria, ha sempre avuto un traguardo da tagliare. Una vita da conquistare, in campo e fuori. E’ arrivato lontano partendo dietro agli altri, è successo anche a Roma. L’inizio difficile, poi l’esplosione. La seconda stagione iniziata male, poi la glorificazione. E’ nato a Mostar il più amato dai laziali, in Bosnia, in una piccola città. Lì ha iniziato a giocare calcio, tra le bombe. Si divertiva nei campetti impolverati, dribblando giorni difficili, a volte tardavano ad arrivare… Scappò a 12 anni con la sua famiglia, trovò casa in Svizzera, vive lì da 14 anni, ha girato tutti i Cantoni. Quando giocò a Bellinzona imparò la cultura italiana, la lingua, certe abitudini nostrane. Guardava l’Italia da lontano, l’ha sempre fatto, non avrebbe mai immaginato un futuro glorioso. Senad Lulic era l’uomo del destino e non lo sapeva. E non è un caso che abbia consegnato la Coppa a Petkovic, il suo maestro, l’uomo che lo scoprì nella serie C Svizzera, a lui deve tutto. Ha segnato nella partita della vita, Lulic. Ha realizzato il gol più pesante di quasi 100 anni di derby. «Qualcuno doveva pur farlo…» , ha fatto notare ieri Senad a Sky Sports. L’ha segnato lui il “gol per sempre”. Il rumore del pallone che s’insacca continua a sentirsi in città, non si esaurisce. S’è tenuto la maglia del trionfo, hanno provato a chiedergliela gentilmente (prima) e a strappargliela di dosso (dopo), non ci sono riusciti. Lulic s’è reso conto di ciò che ha fatto col passare dei giorni, fin quando è stato a Roma è stato “assalito” dai tifosi. E’ rientrato in Svizzera ed è pronto per unirsi alla Bosnia: «Sono partito per la Svizzera, mi trovo qui con la famiglia prima di raggiungere la Nazionale. Il mio futuro? Al momento posso solo dire che le voci che si sentono sono solo speculazioni. Vedremo cosa succederà in estate, ho ancora quattro anni di contratto» , ha spiegato il bosniaco. Il derby sarebbe stato suo, era scritto. Un anno fa raccontò così l’esordio: «Il primo è stato uno choc. A Roma sono tutti in ansia un mese prima, è la partita della vita per i romani ». Un anno dopo lo choc l’ha vissuto in campo.

IL PERSONAGGIO – Senad Lulic, l’immagine dell’umiltà. E’ tutto casa e campo: vive in un appartamento vicino all’Olimpico, diventerà papà a breve. E’ sposato da due anni, ha conosciuto la moglie in Svizzera. E’ un appassionato di cinema, adora i film comici, lo rilassa il jazz, va pazzo per la pasta. Ha un riferimento calcistico, è Dani Alves del Barcellona: «Perché parte da dietro e affonda» , spiegò una volta. Ha sempre giocato sulla fascia sinistra eppure è un destro naturale: «Le due fasce? Non ho problemi. Il calcio e fare gol mi piacciono» , vi risponderà così se gli chiederete una preferenza. Il sindaco è bipartisan . Ridategli la palla, la Capitale l’ha già cambiata.

Corriere dello Sport

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