CDS – Lulic vince anche in vetta

CDS – Lulic vince anche in vetta

Un’avventura. «Dura senza racchette, eh?». Sergio Floccari sorpassa a sinistra, scatta in pole e regala un sorriso di solidarietà. C’eravamo anche noi, abbiamo provato a scalare il Monte Agudo seguendo le orme della Lazio, è stata una faticaccia. Ha vinto Lulic, sempre lui. L’uomo del destino è arrivato primo in…

Un’avventura. «Dura senza racchette, eh?». Sergio Floccari sorpassa a sinistra, scatta in pole e regala un sorriso di solidarietà. C’eravamo anche noi, abbiamo provato a scalare il Monte Agudo seguendo le orme della Lazio, è stata una faticaccia. Ha vinto Lulic, sempre lui. L’uomo del destino è arrivato primo in vetta, ha scalato la storia e la montagna. Uomo-derby e alpinista, gli riesce tutto, batte ogni record, fa mangiare la polvere anche ai compagni. Primo Lulic, secondohighlander Biava (36enne di ferro), terzo Konko, quarto Manicone (il vice Petkovic), quinto Pela (il magazziniere). In vetta, sul podio, anche Olympia, da regina dei cieli ha accompagnato la Lazio nella gita di montagna. Conferme e sorprese al traguardo: il primo gruppo ci ha messo diciotto minuti, il secondo qualche secondo in più, gli ultimi a sbucare dalla salitona finale sono stati i brasiliani Ederson e Vinicius (sono reduci da problemi fisici, meglio non forzare). Premio “non mollare mai” a Maurizio Manzini, storico team manager, s’è presentato con l’adesivo “Coppa in faccia” appiccicato sulla maglia. La squadra era lì ad attenderlo, Cana urlava “dai Maurizio, mancano solo 10 metri”. Maurizio ha rifiutato ogni tipo di aiuto, ce l’ha fatta, all’arrivo è partito l’applauso dei giocatori e dei tanti tifosi presenti: «Per scaramanzia lo dovevo fare – ha detto Manzini –visto che l’ho fatto lo scorso anno» .

IL VIAGGIO – Il Monte Agudo non è il Kilimangiaro, ma per scalarlo servono polmoni a mantice. La squadra s’era cimentata l’anno scorso nell’allenamento-scalata, è stata una novità per i nuovi Vinicius e Novaretti e per alcuni baby della Primavera. «Che paura» , s’è lasciato scappare Antic. La Lazio è stata scortata ancora una volta da Pietro Piller Cottrer, campione italiano e olimpico di sci di fondo, guida alpina specializzata: «Vi ricordate come si fa?» , ha detto al gruppo. La fatica non si dimentica, il via è scattato in un amen. Modalità trekking, è partita la “nordic walking”, la camminata nordica. Scarpe da ginnastica e racchette, il movimento delle braccia ad accompagnare il movimento delle gambe, il preparatore Rongoni adotta questo metodo perché aiuta ad allenare tutti i muscoli. Il gruppo capitanato da Lulic ha trionfato, ma gli altri non si sono fatti distanziare di molto: Ledesma e Klose (occhiale da sole alla Matrix) hanno tenuto un ritmo alto. In scioltezza, seppur non trionfante, Radu, cappellino in testa e cuffie alle orecchie. Petkovic ammirato dalle signore: « Quanto sei bello» . Mauri sulla scia di Manzini: «Ora vado a prenderlo» . La squadra è arrivata in vetta racchettando e camminando: è partita tutta insieme intorno alle 16.20 dalla località Malon (1361 metri), ha raggiunto il rifugio del Monte Agudo (212 metri di dislivello per raggiungere quota 1573 metri). E’ stato scalato il sentiero che in inverno si trasforma in una pista di sci (la principale porta il nome di Alberto Tomba). La Lazio ha camminato lungo un percorso che misura un chilometro (25 per cento di pendenza). In tutto, dall’albergo alla cima, il gruppo ha percorso circa 4 chilometri. Il premio della scalata? Un buffet di prodotti tipici. Viaggio di ritorno effettuato a bordo della seggiovia o del fun bob. Facile in discesa… ()

Corriere dello Sport

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