CDS – Marchetti flop la Lazio è fuori

CDS – Marchetti flop la Lazio è fuori

CORRIERE DELLO SPORT SOFIA – Nella bolgia di Sofia la Lazio è stata sbattuta fuori dall’Europa League. Rabbia, rimpianti, l’arbitraggio scandaloso di Benquerença, ma anche gli errori pesantissimi di Marchetti (al rientro da titolare) e la feroce determinazione del Ludogorets per strappare una qualificazione impossibile. Tripla rimonta dei bulgari e…

CORRIERE DELLO SPORT

SOFIA – Nella bolgia di Sofia la Lazio è stata sbattuta fuori dall’Europa League. Rabbia, rimpianti, l’arbitraggio scandaloso di Benquerença, ma anche gli errori pesantissimi di Marchetti (al rientro da titolare) e la feroce determinazione del Ludogorets per strappare una qualificazione impossibile. Tripla rimonta dei bulgari e il pareggio a due minuti dal novantesimo sul classico lancio della disperazione dalla difesa: quel pallone, scagliato da 70 metri, è finito in rete perché Biava nel contrasto aereo ha solo spizzato di testa, Konko è andato senza cattiveria e non l’ha protetto, forse pensando all’uscita di Marchetti, ancora più tremebondo e impaurito del francese. Il brasiliano Juninho Quixada, appena gettato nella mischia da Stoev, ci ha messo il piedino, ha beffato tutti e due, e la rete si è gonfiata: 3-3 e lo stadio intitolato a Vasil Levski è esploso, festeggiando una rimonta pazzesca. Peccato, perché la Lazio aveva giocato una bellissima partita: cuore, orgoglio, organizzazione e diverse occasioni. A mezz’ora dalla fine era sopra di due gol e poteva mettere in ghiaccio il risultato. Si è rintanata forse troppo perdendo la spinta di Candreva, sostituito con Lulic da Reja. E ha divorato la dote con errori determinanti. Ha sopportato una doppia rimonta per colpe proprie e per sfortuna, ma ha avuto la forza e il sussulto per tornare in vantaggio con Klose a otto minuti dalla fine. Sembrava fatta e invece è arrivata la bambola finale. Una beffa o forse un suicidio perfetto, perché così non si può uscire.

GOL LAMPO – Come aveva dimostrato la partita d’andata, la linea difensiva del Ludogorets poteva entrare in crisi se pressata e Reja si era anche augurato che Stoyanov, protagonista all’Olimpico, non fosse in serata. Aveva visto giusto, perché il primo giro palla dei bulgari, che avevano dato il calcio d’inizio, è andato a finire malissimo. Sulla pressione di Candreva e Perea, il pallone è tornato indietro sino al portiere della nazionale bulgara che ha svirgolato il rinvio. Keita è stato rapidissimo ad approfittarne. Defilato sulla sinistra, ha colpito di testa ed è entrato in area, superando in velocità Junior Caicara. Al secondo tocco, si è allungato troppo il pallone, ma è riuscito lo stesso ad arrivare un istante prima di Stoyanov, costretto a uscire. Il rimpallo ha favorito il numero 14 della Lazio. Erano trascorsi appena 17 secondi e 8 decimi, secondo gol più veloce mai segnato in Europa League e il primo nella storia della Lazio. I bulgari hanno protestato per una presunta carica sul portiere, Benquerença ha avuto un attimo di esitazione e ha annullato, ma dopo la consultazione con Sousa, l’arbitro d’area, ha convalidato. Gol regolarissimo, ma alla resa dei conti condizionante. Perché il portoghese, da quel momento, ha fischiato in una sola direzione, quella dei padroni di casa, ignorando falli clamorosi ai danni della Lazio. I bulgari picchiavano, i giocatori di Reja finivano per terra, il gioco continuava. Una vergogna di cui dovrebbe rispondere l’Uefa.

 

INTENSITA’ – I primi venti minuti di partita sono stati scoppiettanti, perché la Lazio ha provato ad assestare il colpo del ko e ha continuato a spingere. Keita ha avuto subito un’altra occasione, ma il suo destro dal limite non ha indovinato l’angolo. La mossa di Edy, con Biglia e Onazi in pressione sui due mediani del Ludogorets, ha permesso alla Lazio di tenere il baricentro altissimo. La squadra era quasi rovesciata nell’altra metà campo, ma sulle corsie esterne si correvano dei pericoli. Aleksandrov ha messo in area un bel pallone sparato al volo da Marcelinho (palo sfiorato) e soprattutto a sinistra lo sgusciante Misidjan riusciva a scappare a Konko. Candreva di testa ha sfiorato il gol. Poi i ritmi si sono abbassati.

 

 

 

SUL FILO – Con un gioco meno frenetico, è venuta fuori una partita molto fisica e con duelli spinti al limite dai bulgari. Permissivo e decisamente casalingo il portoghese Benquerença, disposto a tollerare falli durissimi. La Lazio non si è fatta mettere sotto, ha reagito con orgoglio e ha cominciato alla grande il secondo tempo. Onazi ha spaccato i bulgari con un coast to coast. Ha portato palla sino al limite e ha appoggiato a Perea. Morbido il sinistro del colombiano per il raddoppio.

 

DOPPIA RIMONTA – La partita è continuata come se fosse un combattimento e si è riaperta al 22′ della ripresa. Palla filtrante di Fabio Espinho, Bezjak (che pochi minuti prima aveva colpito il palo) è sfuggito a Ciani. Biava ha tentato la diagonale, ma purtroppo ha sporcato il tiro dello sloveno che ha scavalcato Marchetti. Sono passati altri dieci minuti e il Ludogorets ha trovato il pareggio: sinistro di Zlatinski dalla distanza. Il portiere della Lazio è indietreggiato nel tentativo di bloccare, ma il pallone gli è rimbalzato sul petto ed è caduto per terra, superando di poco la linea di porta. Dentro o fuori? Altri attimi di indecisione e Benquerença ha convalidato tra le proteste dei biancocelesti.

 

FINALE PAZZESCO – Reja aveva messo dentro anche Klose e la personalità del tedesco è servita alla Lazio per reagire e andare a caccia del terzo gol, trovato al minuto 82. Lancio di Ledesma, colpo di testa di Biglia, respinta di Stoyanov: Miro era in agguato e ha messo dentro. Sembrava fatta, ma non era finita. La beffa, firmata da Quixada, doveva ancora materializzarsi.
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