CDS – Marchetti resta in pole

CDS – Marchetti resta in pole

CORRIERE DELLO SPORT FORMELLO – Reja gli ha rinnovato la fiducia. «Abbiamo parlato. Marchetti ha la vicinanza della squadra, non solo la mia» le parole del friulano, deciso a recuperarlo in pieno, a non gettargli la croce addosso per gli errori fatali di Sofia, nella notte del rientro. Una decisione,…

CORRIERE DELLO SPORT

FORMELLO – Reja gli ha rinnovato la fiducia. «Abbiamo parlato. Marchetti ha la vicinanza della squadra, non solo la mia» le parole del friulano, deciso a recuperarlo in pieno, a non gettargli la croce addosso per gli errori fatali di Sofia, nella notte del rientro. Una decisione, però, deve essere ancora presa. Arriverà in queste ore, subito dopo la rifinitura prevista in mattinata nel centro federale di Coverciano, dove la Lazio è in ritiro da ieri sera. Il friulano si è preso altro tempo per decidere la formazione e per dirimere l’interrogativo più ingombrante e delicato. Chi mettere in porta? Il ballottaggio tra Marchetti e Berisha si chiarirà soltanto in serata al Franchi, quando le squadre entreranno in campo per il riscaldamento.

STIMA – Le sensazioni trapelate ieri a Formello portavano verso una fiducia rinnovata nei confronti del portiere di Bassano del Grappa, considerato titolare da Reja. Una linea di condotta annunciata negli spogliatoi dello stadio intitolato a Vasil Levski, l’eliminazione dall’Europa League era appena maturata. «Marchetti è il titolare, ve lo dico prima ancora che mi facciate domande» aveva raccontato il generale friulano, abituato a proteggere i suoi ragazzi. Federico lo ha fortemente voluto alla Lazio quando bisognava indicare un erede di Muslera, Federico lo ha aspettato in questi due mesi pieni di incertezze e di contraddizioni, Federico lo ha gettato di nuovo nella mischia appena ha potuto, cioè giovedì a Sofia, forse nell’occasione più rischiosa e meno favorevole. Il segno evidente di una fiducia totale nei suoi confronti. Una fiducia ribadita ieri in conferenza stampa. «Pensavo meritasse maggiore considerazione. E’ stato lapidato. Mi dispiace tantissimo» ha raccontato Reja.

 

 

 

 

ASSOLUZIONE – Se c’è uno che proverà oggi a difendere il suo portiere sarà proprio l’allenatore di Gorizia, pur sapendo che in questo momento Berisha si farebbe preferire per rendimento e tranquillità. Gioca e tiene la porta senza avvertire pressioni. E’ una scelta delicatissima e allora un margine di incertezza è obbligatorio mantenerlo per qualche altra ora. Ma il ruolo del portiere non è paragonabile agli altri dieci di movimento. Ci deve essere una gerarchia, serve chiarezza e non può una prestazione rimettere tutto in discussione. «E’ uno dei portieri della nazionale» ha specificato Reja, assolvendo Marchetti anche nella dinamica dei due gol balordi incassati a Sofia. «Sul 2-2 nessuno ancora è riuscito a capire se il pallone era entrato oppure no e il 3-3 è un incidente di percorso. C’è stata un’incomprensione con Konko. Può capitare» ha aggiunto il friulano.

 

COLLOQUI – Ci sono due aspetti molto chiari. Il primo consiste nel tentativo di dare fiducia a Marchetti. Metterlo in panchina, significherebbe sottolineare gli errori commessi a Sofia e affossarlo in modo forse definitivo. La Lazio non può permetterselo, per tante ragioni. E un numero uno come Federico merita altre chance, perché nelle ultime due stagioni si era rivelato come il miglior portiere del campionato. E’ sparito ed è finito in un labirinto di incertezze forse perché non regge la pressione. Questo è il momento di dimostrare carattere e di venir fuori dalla crisi, molto più psicologica che fisica. Dargli fiducia e insistere può comportare dei rischi, ma è l’unica via per risorgere. Una bella prestazione cancellerebbe tutto con un colpo di spugna. Il ballottaggio resta aperto perché la molla deve scattare da Marchetti. Prima della sfida con la Juve, si era autoescluso, perché non se la sentiva di scendere in campo. Tutta la squadra della Lazio e Reja sono pronti a dare fiducia a Federico. Stasera andrà in panchina soltanto se non dovesse essere nella condizione giusta, dal punto di vista psicologico, per “reggere” la pressione della partita.

 

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